Società

Cornate, due morti in fabbrica

Esplosione in una fabbrica di materiale plastico a Cornate D'Adda: due operai sono morti e un altro è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni. L'incidente è avvenuto intorno alle 18. La Procura ha aperto un'inchiesta. L'azienda è la Masterplast di via Stucchi 78. Dalle informazioni dei vigili del fuoco i due operai stavano lavando un macchinario utilizzato per l'estrusione di plastica: un procedimento che trasforma fogli di plastica in palline. Ancora da chiarire come sia avvenuta l'esplosione.

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Vestiamoci di mondo

Domenica 6 aprile a Oreno di Vimercate, andrà in paasserella la moda alternativa, quella realizzata senza sfruttare il lavoro (spesso minorile) nei Paesi in via di sviluppo. La sfilata è stata organizzata al solo scopo di mostrare al pubblico abiti e accessori prodotti in modo corretto ed equo. Lo spettacolo che inizierà alle 16.30 in via Madonna, 14 al Teatro Bernareggio, vedrà sfilare “top” che arrivano da tutti gli angoli del mondo. Alla “remise en forme” delle modelle pensano parrucchieri e truccatori di grido come Stefano Conte di Monza, coiffeur delle dive, e Simony di Vimercate che si sono offerti volontari a sostegno della causa. L'ingresso è libero

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Expo a Milano, Mariani esulta?

Esulta anche Monza alla notizia dell’avvenuta designazione di Milano a ospitare l’edizione 2015 dell’Expo Mondiale. Con un comunicato stampa così titolato la giunta Mariani tenta in extremis di saltare sul carro della vincitrice del giorno, Letizia Moratti, ma l'immagine che ne esce non è molto convincente. Nella nota del Comune si legge: “Il risultato ottenuto da Milano tocca da vicino la nostra città e l’intera nuova Provincia Brianza. Come abbiamo più volte sottolineato – ha spiegato il Sindaco Marco Mariani - questa è un’occasione unica e irripetibile per lo sviluppo economico e la promozione internazionale dell’intera area milanese, della Regione Lombardia e della Provincia MB. Nello scorso mese di febbraio (ben un mese fa, se aspettava ancora un po'... ndr) l’Amministrazione Comunale di Monza ha aderito, insieme ad altre importanti municipalità, al comitato di sostegno alla candidatura di Milano, mettendo a disposizione eccellenze come l’Autodromo, la Villa Reale e il Parco".  A dare un po' più di spessore e contenuto al tentativo di aggancio ci prova il Vicesindaco, Assessore al Turismo Dario Allevi. “E’ un grosso successo per la Regione Lombardia, per il Comune di Milano e anche per Monza e la nostra Brianza – ha affermato – Un ringraziamento particolare va soprattutto a Letizia Moratti che, con passione e impegno costante, senza mai far cadere l’attenzione, ha saputo portare a casa un risultato storico. Per il 2015 è previsto a Milano l’arrivo di almeno 35milioni di turisti, molti dei quali potranno essere dirottati anche su Monza e la Brianza. La Villa Reale potrebbe essere certamente un’adeguata sede di rappresentanza per una serie di eventi collaterali. Sicuramente l’Expo 2015 porterà anche a Monza e alla  Brianza grandi benefici. La nostra città ha un’opportunità irripetibile per valorizzare le tante eccellenze presenti sul suo territorio. Inoltre, per l’intera Lombardia e per l’area-Brianza sarà occasione per potenziare le infrastrutture di trasporto e di supporto logistico, le varie sedi ricettive, espositive e congressuali che dovranno supportare l’imponente organizzazione dell’Esposizione Universale. Inutile sottolineare - ha concluso il Vicesindaco Dario Allevi -  la complessiva valenza economica dell’evento per l’intera area briantea. Il risultato ottenuto da Milano va visto come il primo passo per un grande rilancio dell’intero Paese”.

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L'Expo mobilita anche Rho

Ad aspettare con ansia il verdetto sull'Expo 2015 non era solo la città di Milano. Anche il Comune di Rho che confina con il grande Polo Fieristico teneva in sospeso il suo PGT in attesa della decisione. “Il nostro territorio è solo in piccola parte interessato fisicamente dalla nuova sede espositiva. Solo l’ingresso dove verrà costruita la grande torre, un grattacielo alto più di 200 metri che ospiterà le funzioni di servizio della manifestazione, ricadrà nel nostro comune. Ma l’impatto dell’Expo sarà in ogni caso molto forte e dovremo rivedere attentamente tutta la fascia di insediamenti industriali e  artigianali a nord della Fiera,  che diventerà un’area di pregio – dice il sindaco Roberto Zucchetti -. Senza contare naturalmente tutto l’aspetto molto importante e potenzialmente devastante per il territorio che è quello della mobilità e dei parcheggi. C’è inoltre da pensare all’offerta di ricettività per la quale Rho si sta già attrezzando, ma che entro il 2015 dovrà venire potenziata”. Nel centro della città di alberghi per ora ne stanno costruendo uno, ma il Comune è pronto a trasformare aree industriali dismesse per le nuove destinazioni ricettive che si renderanno necessarie. Sono molte le aree dove l’amministrazione comunale vedrebbe bene un intervento di riqualificazione urbana. “Su territorio sono presenti molti importanti soggetti industriali privati potenzialmente interessati a operazioni di questo tipo – dice Zucchetti – Nomi importanti quali Pirelli RE, Radici, Bracco, Citterio, ai quali siamo pronti a venire incontro. In particolare sarei molto felice di ricevere da un operatore privato la proposta di realizzare un campeggio per i camper. E’ una richiesta che mi è stata segnalata dalla Fiera perché sono molti gli operatori, espositori e visitatori, interessati a questo tipo di soggiorno economico in occasione delle grandi manifestazioni”.Anche in questo caso la perequazione potrebbe rivelarsi lo strumento più adeguato. Il Comune di Rho, infatti ha bisogno di tante cose, tra cui il Tribunale, il Commissariato di PS, un nuovo teatro, e ovviamente tanta edilizia convenzionata.

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La road map dello sviluppo urbano passa da Expo 2015

Dopo aver vinto la gara per l’Expo 2015 il Comune di Milano aggiorna la road map del grande progetto espositivo da 1.100.000 mq che sorgerà vicino al Nuovo Polo Fieristico di Rho-Pero. Lo stesso fanno i grandi operatori che guardano all’esposizione universale come alla grande opportunità di business legata allo sviluppo immobiliare e urbanistico della città. "L’Esposizione Universale del 2015 velocizzerà e darà sicuramente un forte impulso ai piani su cui stiamo lavorando, che non dipendevano da questa scadenza" afferma l’assessore allo Sviluppo Territoriale, Carlo Masseroli. La scelta dell’area per lo svolgimento dell’Expo è stata  motivata, oltre che dalla particolare dotazione di infrastrutture di collegamento (autostrade, ferrovie, linea metropolitana) che si rendono necessarie per l’insediamento di eventi di questo tipo, anche perché si inserisce lungo una direttrice interessata dai profondi  processi di trasformazione urbana. “E’ l’asse Nord Ovest che collega il terminale direzionale Garibaldi-Repubblica alla Nuova Fiera, quello su cui si sta già sviluppando e si svilupperà la città del futuro – sottolinea l’assessore -. Su questa direttrice infatti sono previsti, progettati e in parte già approvati molti piani di intervento e recupero di aree dismesse, partendo dalla copertura dei binari della stazione Garibaldi e dal recupero dell’ex scalo Farini”. Un percorso di riqualificazione urbana che passa per il nuovo quartiere City Life, il Portello, l’accordo di programma della Bovisa, il progetto Quarto Oggiaro, l’area Stephenson, fino ad arrivare alla Cascina Merlata adiacente al quartiere espositivo.Ed è proprio a Cascina Merlata, che appare come lo snodo principale di questo asse, che sorgerà nelle intenzioni del Comune il Villaggio Expo. “Costruiremo qui su una superfice di 120mila metri quadrati, il polo residenziale e ricettivo dell’esposizione – dice Masseroli – una struttura necessaria al servizio degli operatori”.Cascina Merlata è di Euro Milano Spa che  ha acquistato l’area di 500mila mq nel luglio del 2007. L’azionariato di EuroMilano è composto da Finco Srl (37,5%), il cui azionista unico è Esselunga, Intesa San Paolo Spa (37,5%) e Prospettive Urbane (25%), che comprende alcune fra le maggiori cooperative di abitanti aderenti a Legacoop e Acli nell’area milanese. Per la trasformazione territoriale e l’elaborazione del masterplan, Euro Milano, ha scelto di procedere  mediante un concorso ad inviti.Expo 2015, per Carlo Masseroli, comporterà un ripensamento dello sviluppo urbanistico che la giunta Moratti sta discutendo in occasione della definizione del nuovo PGT milanese. Progetti quali il collegamento dei parchi urbani e di cintura e la rinascita delle vie d’acqua, con un percorso che partendo dalla Darsena, costeggiando i canali, arriverà fino alla nuova sede espositiva. “Quelli descritti sono in prevalenza progetti urbanistici di interesse privato, ma anche i progetti di interesse pubblico prevediamo di realizzarli con lo strumento  della perequazione – conclude l’assessore -. Dopo la scelta di Milano quale sede dell’Esposizione Universale, tutto diventerà più facile e potremo beneficiare di finanziamenti pubblici. Ma io sono convinto che lo sviluppo della città si dovrà basare sulla forte relazione tra pubblico e privato".

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Le elezioni ci riguardano, purtroppo

Non mi riguarda, scrive Focault a Forum Monza. Secondo lui queste elezioni sarebbero uno spreco di tempo dal momento che – spiega - a fronteggiarsi sono “i rigurgiti profondi e i miasmi della vecchia politica morente”, che non ci rappresentano più perché la società italiana è ormai andata oltre. Finché questi residui non saranno definitivamente spazzati via non ci sarà speranza di un possibile cambiamento. Scegliere tra Veltroni o Berlusconi oggi vuol dire continuare a sorbirsi in eterno una realtà insopportabile. Che fare allora? Non andare a votare,  egli suggerisce, rifiutare il voto per delegittimare una volta per tutte questa classe politica che non merita la nostra fiducia. “Tutto si giocherà dopo – conclude - e con certo pseudoriformismo avremo occasione di far i conti, se vorremo, nelle fabbriche, nelle scuole, nei luoghi di lavoro”. Io temo che Focault su una cosa si stia sbagliando. Purtroppo queste elezioni ci riguardano e il risultato che uscirà dalle urne tra due settimane non sarà indifferente. Se a vincere sarà il PD di Veltroni, infatti,  la possibilità di cambiare una realtà che non ci piace, sarà certo più alla nostra portata (mia e di Focault). Se vincerà Berlusconi questo non sarà possibile. Naturalmente restano e pesano in modo insopportabile la delusione e la frustrazione su chi come me e molti altri italiani, dopo 40 anni di speranze, si ritrova ancora una volta a fare i conti con la solita minestra (dietro Veltroni c’è troppo odore di cavoli ribolliti) o la solita finestra, cioè il peggio berlusconiano che conosciamo fin troppo bene. La voglia di non andare a votare per protestare contro questo stato di cose, contro questa vera e propria ingiustizia, stavolta è fortissima. Turarsi il naso o andare al mare? Se si vuole esprimere pubblicamente la propria protesta sono però da escludere manifestazioni controproducenti come la scheda bianca o annullata. Queste schede, infatti, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia, saranno conteggiate in un unico cumulo che verrà ripartito nel cosiddetto premio di maggioranza. Per cui se alle prossime elezioni vincerà Berlusconi, le suddette schede verranno attribuite nel premio di Forza Italia. Se vincerà Veltroni, al PD. Resta l’astensione, che se viene fatta correttamente consente una partecipazione attiva dell’elettorato che esprime una percentuale votante, ma non delegante perché consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. È facoltà dell´elettore recarsi al seggio e - una volta fatto vidimare il certificato elettorale - avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione, eventualmente allegando una breve dichiarazione (esempio: "Nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta"). In questo modo il voto sarà chiaramente espresso contro i partiti-padroni e il partito dell’astensione sarà una vera alternativa politicamente riconosciuta soprattutto se a praticarla saranno i milioni di non rappresentati.

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Il nuovo lavoro autonomo chiede risposte

Sono più di 1.500.000 persone secondo il CNEL i lavoratori "flessibili" e vogliono contare alle prossime elezioni. Rappresentati da ben 12 associazioni coordinate da ACTA, si riuniscono per la prima volta a Milano alla Triennale i professionisti autonomi  penalizzati finora dai governi di destra e di sinistra. Da Milano, Roma, Bologna e Pisa arrivano art directors, creativi, informatici, formatori, consulenti, project manager, ricercatori, traduttori, tributaristi e archeologi. Gli esiti delle prossime elezioni sono tutt'altro che scontati. Più di un milione di persone pragmatiche e attente ai programmi potrebbero ancora incidere pesantemente. I nuovi professionisti autonomi, quelli senza Ordine Professionale né Albo, sono in grandissima parte indecisi o orientati all'astensione perché delusi dai precedenti governi in materia fiscale e previdenziale. Lavorano nel settore del terziario avanzato che negli ultimi 15 anni è quello che ha creato il maggior numero di occupati dopo l'edilizia. Ma a sinistra li considerano "evasori" (in realtà dichiarano tutto perché lavorano per le imprese). A destra li considerano "cani sciolti" in numero trascurabile (in realtà secondo il CNEL sono addirittura più di un milione e mezzo). In assenza di chiari segnali da parte dei partiti, molti di loro decideranno di andare al mare. Il 31 marzo 2008 si riuniranno per la prima volta alla Triennale di Milano per rendere pubblica la loro piattaforma programmatica e ascoltare come i politici intendono soddisfarla. All'appello hanno risposto Giorgio Benvenuto - Presidente della Commissione Finanze e Tesoro al Senato della Repubblica Italiana, Luigi Casero - Deputato e Responsabile nazionale per l'Economia di Forza Italia-PDL, Pietro Ichino - Docente di diritto del lavoro all'Università Statale di Milano e Candidato per il Partito Democratico, Antonio Palmieri - Deputato e Responsabile Comunicazione elettorale e internet di Forza Italia - PDL, Francesco Robiglio - Responsabile politiche economiche della Federazione di Milano del Partito Socialista . Si troveranno davanti Anna Soru e Alfonso Miceli, Presidente e Vicepresidente di ACTA,  e Claudio Antonelli - Presidente di Professioni Più, movimento unitario delle professioni promosso da: ACTA Associazione Consulenti Terziario Avanzato, AICA Associazione Italiana per l'informatica e il Calcolo Automatico, AILOG Associazione Italiana di Logistica, AISL Associazione Italiana di Studio sul Lavoro, AISM Associazione Italiana Marketing,  ATEMA Associazione per il Temporary Management , AVI Associazione Visuristi Italiani, PMI-NIC Project Management Institute Northern Italy Chapter, TP Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. A coordinare il capitolo riguardante i free-lance sarà Gianni Lombardi dell'Art Directors Club Italiano al cui intervento si aggiungerà quello di Arvedo Marinelli - Presidente ANCOT (Associazione Nazionale Consulenti Tributari) e di Salvo Barrano - Rappresentante Associazione Nazionale Archeologi. A moderare gli interventi Dario Banfi, giornalista esperto di lavoro autonomo con diverse pubblicazioni sul tema e collaboratore de Il Sole 24 Ore.ACTA (Associazione di Consulenti nel Terziario Avanzato) è la prima associazione costituita in Italia per dare rappresentanza a professioniste/i del terziario avanzato come lavoratori autonomi. Essa nasce dall'auto-organizzazione di un gruppo di professioniste/i ed è indipendente dai sistemi di rappresentanza politica e sindacale.Per informazioni:31 MARZO 2008, ORE 15,45TRIENNALE DI MILANO - VIALE ALEMAGNA 6Anna Soru - Presidente ACTA: cell. 328 6240391 - info@actainrete.it - www.actainrete.it- Presidente ACTA: cell. 328 6240391 - -Alfonso Miceli -Vicepresidente ACTA: cell 338 4841893ACTA - info@actainrete.it - www.actainrete.itUfficio Stampa: Alessandro Luigi Perna - tel. 02/2046240 - cell. 338/5953881 - aleperna2003@libero.it

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Venezia: Tiziano off limits per i disabili

Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, filosofo, icona della politica culturale del PD, non ci fa una bella figura. Come amministratore  si rivela molto, forse troppo, disattento per quanto riguarda le barriere architettoniche che fanno della sua città un luogo off limits per i cittadini "diversamente abili".  Lo dimostra l'avventura di un gruppo di disabili friulani giunti a Venezia per visitare le Gallerie dell'Accademia e la mostra "L'ultimo Tiziano", regolarmente muniti di biglietto e prenotazione, che sono stati lasciati in carrozzella, al freddo e sotto la pioggia per due ore insieme ai rispettivi accompagnatori perché la mostra non era attrezzata con scivoli e passerelle adeguate. Il personale del museo non li ha fatti entrare e in segno di protesta il gruppo di disabili ha cercato di sbarrare l'ingresso agli altri visitatori che entravano indifferenti. L'avventura dei venti friulani era iniziata col viaggio in pullman da Spilimbergo  e la prenotazione di un vaporetto da Piazzale Roma per sbarcare all'Accademia, direttamente di fronte alle Gallerie dove si svolge la mostra su Tiziano. Il tutto prenotato e pagato in anticipo con bonifico, incluse le due guide per la visita alle sale. Dopo ore di attesa fuori dal museo il gruppo è tornato a casa senza vedere le meraviglie di Tiziano ma dopo aver presentato una denuncia ai Carabinieri.

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Monza: mimose alle "belle dentro"

Dal sito della Provincia di Milano www.provincia.milano.it In occasione della Giornata Internazionale della donna, 8 marzo 2008, Gigi Ponti, Assessore all’attuazione della Provincia di Monza e Brianza, visiterà la sezione femminile all’interno della Casa Circondariale di Monza. Durante la visita l’Assessore incontrerà, nella sala polivalente della sezione femminile, le detenute ospitate nel carcere e le donne che lavorano nell’Istituto, partecipando alla Festa della musica, organizzata per loro dai volontari della Scuola Media Statale Confalonieri. L’Assessore porterà in omaggio le mimose, simbolo della Festa della Donna, per offrire anche alle donne che vivono in carcere il piacere di ricevere un fiore. Alla sezione femminile saranno donati alcuni specchi a misura di persona in plastica autoadesiva per permettere alle detenute di avere cura della propria persona e dare valore alla propria femminilità anche in un ambiente da sempre declinato al maschile. “Abbiamo deciso di festeggiare simbolicamente questa ricorrenza in carcere, insieme alle detenute e alle donne che qui trascorrono le proprie giornate lavorative – spiega Gigi Ponti – E’ un occasione per ricordare nella giornata dedicata alle donne, coloro che stanno affrontando vere difficoltà, spesso in solitudine. Un piccolo gesto, come il dono di uno specchio, in questo contesto è uno dei modi per significare l’impegno e il sostegno che la Provincia offre alle donne con l’obiettivo di migliorare la condizione femminile anche nelle circostanze più difficili

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Il campione brianzolo della libertà

La storia della cassiera peruviana della Esselunga, costretta a farsi la pipì addosso perché nel supermercato non si può andare al bagno, che dopo la sua denuncia è stata aggredita nello spogliatoio, è una tipica storia dei nostri tempi. Da un lato c’è un'impresa con un padrone brianzolo, Bernardo Caprotti di Albiate,  un tiranno che nemmeno i figli sopportano più e che a 82 anni suonati continua a comandare in modo dispotico un’azienda fatta a sua immagine e somiglianza. Dall'altra i suoi dipendenti stanchi di venire vessati in modo assurdo. Caprotti è un reazionario che si dice “antifascista”. Uno dei tanti. La sua autobiografia sintetica è contenuta nel libro “Falce e carrello” (scritto nel 2007 per denunciare lo strapotere delle Coop e recensito in modo entusiasta da Il Cittadino), dove si legge: “Da mio padre e da mia nonna Bettina ho imparato il culto della libertà, dell’indipendenza e la passione per le visual arts, architettura, pittura, grafica, e... l’ossobuco fatto con un’ombra di acciuga. Mia madre, francese, e mia nonna, alsaziana, mi trasmisero l’inclinazione per la musica e per Molière, l’avversione per les Boches (così venivano chiamati i tedeschi fin dai tempi di Luigi XIV) ed il culto dei soufflé. Se l’Esselunga è quello che è, forse lo si deve anche a questo”. Ma se è così non si capisce proprio come in un’azienda nata dal “culto della libertà” possa essere stata maltrattata e umiliata in quel modo una madre di famiglia di mezza età, solo perché chiedeva l'elementare diritto di andare al bagno per i suoi bisogni, come tutti gli esseri umani. "Quando mi hanno messo la testa nel water", ha detto la cassiera vittima della violenza , "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio". Evidentemente tanta libertà e rispetto della persona alla Esselunga non devono essere di casa o forse si tratta del concetto brianzolo di lbertà. Da anni i dipendenti denunciano abusi. Nel 2002 un'inchiesta giornalistica del settimanale Diario ha accusato Esselunga di angherie continue sui dipendenti e di comportamenti antisindacali. Dopo la pubblicazione dell'articolo su Diario, il figlio di Bernardo Caprotti, Giuseppe, avvicinò autore dell'inchiesta e il direttore del settimanale Enrico Deaglio assicurando loro che, quando avrebbe preso in mano lui l'azienda, i metodi sarebbero cambiati.Erano i primi sintomi dei gravi disaccordi tra padre e figlio, culminati nel 2004, quando Giuseppe Caprotti, allora amministratore delegato, si offrì di acquisire l'intera società, vedendosi però opporre il rifiuto del padre e venendo quindi estromesso. Il padre si riprese personalmente la conduzione della gestione della società e riprese il rapporto conflittuale coi sindacati (i cui iscritti sono aumentati del 25% nel 2005) e riducendo da cinquecento a trecento i prodotti biologici venduti (il cibo biologico evidentemente  è considerato da Caprotti una cosa di sinistra). Inutile dire che di questi aspetti delle relazioni sociali tra "il campione brianzolo" della libertà e i suoi dipendenti, il Cittadino di Monza e Brianza non ha fatto parola.

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Fotografia e web: il fattore G

Alla fine Getty Images (a sinistra Mark Getty cofondatore dell'agenzia) è stata comprata da un fondo fiduciario, Hellman & Friedman, per oltre due miliardi di dollari. E' una bella cifra considerando che le quotazione di Getty era scesa negli ultimi due anni di quasi il 75 %. Cosa cambierà per il settore? Poco o niente per il momento. Bisognerà aspettare le prime mosse dei nuovi acquirenti. Ci sono voci sulla possibile liquidazione del settore editoriale che , secondo loro, dà pochi profitti e costa moltissimo in termini operativi. Sicuramente qualcosa cambierà anche perchè Hellman & Friedman è conosciuta come azienda che vende e compra. in tempi piuttosto brevi e sicuramente non saprà come gestire una multinazionale dell'immagine come Getty. E’ un fatto che le due più importanti agenzie fotografiche quotate a Wall Street, Gettyimages e Jupiter, da tempo non vanno tanto bene. Le loro azioni a metà del dicembre scorso erano  calate al punto più basso: rispettivamente 21.80 e 2.97 dollari. Getty aveva raggiunto nel passato la quotazione di 80 dollari e Jupiter circa 30.(vedi www.poterefotografico.com) Questo potrà sembrare ininfluente a chi non ha investito nelle due società suddette, ma in realtà non è così. Negli ultimi anni il mercato aveva preso una certa direzione: grossa concentrazione di agenzie e svolta verso i mercati finanziari. Due cose queste che hanno completamente cambiato il mondo della fotografia facendo scomparire dal mercato un grande numero di agenzie e di fotografi. Concentrarsi vuol dire cercare di ottimizzare può che si può, riducendo le spese ed i posti di lavoro. Non ci è dato sapere quanti posti di lavoro sono stati eliminati, ma dal 40 al 50% è un ipotesi non peregrina. Ora di fronte alla risposta negativa dei mercati e all’uscita di scena del leader del settore è lecito domandarsi dove andremo a finire. Cosa accadrà è difficile a dirsi. Anche perché sono molte le voci che ipotizzano la presenza di Google dietro la cessione di Getty Images ai dealers di Wall Street. Un ritorno al passato è difficile che avverrà, anche se non impossibile ed i segni si possono intravedere dalle nuove agenzie che stanno nascendo. Agenzie che si dirigono verso il mercato editoriale che ha sempre bisogno di immagini nuove e di notizie , ma non solamente verso questo. Molti osservatori fanno rimarcare che tutte le agenzie, o quasi, cercano di riciclare le immagini esistenti e cercano joint venture con agenzie di produzione come AP, Reuter, AFP ed altre, ma non investono quasi niente in immagini di attualità o in servizi fotogiornalistici. Ogni giorno nei vari siti specializzati leggiamo di nuovi portali che mettono a disposizione dei clienti milioni di immagini. Peccato che non si dica che sono le solite immagini che vengono distribuite da dieci e o più agenzie nello stesso mercato.La realtà è che in questo momento siamo tutti in una specie di purgatorio in attesa di sapere se andremo all’inferno o in paradiso.

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Distretti: +10% per il mobile brianzolo

Il 2007 si è chiuso con un segno positivo per le esportazioni delle imprese brianzole attive nel settore del mobile. Lo conferma il Monitor trimestrale dei Distretti italiani realizzato da Banca Intesa che indica nel +10% la performance positiva del distretto dell'arredamento storicamente presente sul territorio. Nel settore italiano del mobile-arredamento alcune realtà distrettuali restano in  difficoltà (Imbottito della Murgia e Sedie e tavoli di Manzano), altre hanno registrato una crescita contenuta (Mobile imbottito di Quarrata, Mobile d'arte del Bassanese, Cucine di Pesaro), altre ancora appaiono in buona salute (Legnoarredo della Brianza, Mobile del Livenza e del Quartiere del Piave, Mobilio abruzzese, Mobili di Poggibonsi-Sinalunga). La situazione economica mondiale incide direttamente sui risultati dei distretti del made in Italy facendo vincere le aree industriali come la Brianza che sono state capaci di portare a termine tra il 2001 e il 2005 la ristrutturazione tecnologica dei loro sistemi produttivi e soprattutto quella dei mercati, investendo su quelli a più forte crescita come la Russia, che ha di fatto sostituito gli Stati Uniti come piazza principale per le esportazioni. Il Legno-arredo della Brianza, infatti, pur subendo l'arresto della propria crescita negli Stati Uniti (che è sempre stato il primo sbocco commerciale del distretto) a causa delle crisi del mercato immobiliare, è riuscito ad accrescere le proprie esportazioni nei dodici mesi terminanti a settembre 2007 grazie all’affermazione sul mercato russo e all’espansione sperimentata nel Regno Unito e in Francia. Negli ultimi anni, in particolare a partire dal 2001, la fase di difficoltà sui mercati esteri è coincisa con una trasformazione della geografia delleesportazioni dei distretti.  Tale trasformazione ha comportato un’intensificazione dei flussi destinati a mercati più vicini da un punto di vista geografico, in particolare quelli dell’Europa dell’Est, che hanno contribuito lungo tutto il periodo qui considerato in modo positivo e significativo alla crescita delle vendite per i distretti industriali italiani.Se la distanza puramente geografica è dimunita è però aumentata la distanza culturale dei nostri mercati di sbocco: paesi come la stessa Russia o la Cina e l’India risultano, infatti, lontani soprattutto se si considerano aspetti di tipo qualitativo e culturale. L’aumento del numero di paesi raggiunti e la minore concentrazione verso i paesi più maturi, che sono anche quelli su cui è più facile ottenere informazioni e mantenere le relazioni, rende l'export dei distretti italiani un'attività sempre più complessa per la quale le aziende si devono attrezzare con nuove figure professionali e nuove formule commerciali.

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RU486, presto anche in Italia

Primo via libera per la commercializzazione in Italia della pillola abortiva Ru486. La commissione tecnico-scientifica (Cts) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il proprio parere favorevole alla richiesta di autorizzazione al commercio, attraverso la procedura di mutuo riconoscimento (che coinvolge anche altri Paesi europei), per la Ru486.  La domanda di autorizzazione al commercio della pillola era stata avanzata a fine novembre dalla Exelgyn, la ditta farmaceutica francese produttrice del farmaco. Si tratta del primo passo sulla strada che potrebbe rendere la Ru486 disponibile in Italia, come farmaco utilizzabile esclusivamente in ospedale, e dunque classificato in fascia H. La pillola, usata ormai da molti anni in Francia e in altri Paesi europei, rappresenta un'alternativa sicura all'aborto chirurgico ed elimina i rischi pesanti (anestesia, ecc) legati a questa pratica. La sua introduzione in Italia è stata ed è tuttora fortemente avversata dai movimenti cattolici, presenti nei  due schieramenti di centro destra e di centro sinistra, per motivi esclusivamente ideologici che non tengono in alcun conto gli indubbi vantaggi della RU486 per la salute delle donne.

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Il distributore di fotografie

Si parla molto nei blog su internet di comunicazione e giornalismo. Naturalmente a parlarne di più e spesso tranciando giudizi infondati sono quelli che non hanno mai lavorato nè in un giornale nè in un'agenzia di comunicazione, ma che si credono grandi esperti di media come i frequentatori del bar sport si sentono tutti allenatori della Nazionale, in grado cioè di scegliere meglio del titolare quale formazione mandare in campo. Ogni tanto conoscere come vanno davvero le cose nel mondo reale fa bene e restituisce un po' di equilibrio ai giudizi dei commentatori. Ripubblico a questo proposito un intervento di Pino Granata tratto dal sito www.poterefotografico.com che vi invito a visitare. Chiunque abbia un po' di dimestichezza con il fotogiornalismo sa chi è il Distributore. Brutta parola ma, ma malgrado i tentativi non siamo ancora riusciti a trovarne un'altra più dignitosa. Io faccio, anche, il distributore da più di 43 anni. Era il 1964 e grazie ai buoni uffici di mio fratello fui assunto da un'agenzia milanese che allora si chiamava EPS (Edizioni per la Stampa). Ebbi giusto il tempo di dare un'occhiata alla loro struttura situata nella bellissima piazza Tommaseo, e mi fu subito ordinato di guardare in un mucchio di servizi fotografici contenuti in bellissime buste azzurre dell'agenzia Globe Photos di New York, e di scegliere quelli che a mio parere sarebbero andati bene per Il Corriere dei Piccoli. Grazie al cielo conoscevo il giornale e dopo un'oretta scelsi una ventina di servizi fotografici. Mi diedero dei bollettari e mi dissero che nel caso il giornale avesse scelto dei servizi il prezzo era di 15mila lire al servizio. Il Corriere dei Piccoli era in via Scarsellini, e dopo circa 40 minuti tra tram ed autobus fui davanti alla redazione. Prima di avere il coraggio di entrare nella segreteria del giornale occorse almeno mezzora. Poi tremando ed arrossendo mi feci coraggio e dissi alla segretaria di redazione che ero il nuovo "distributore dell'EPS" e che volevo proporre dei nuovi servizi fotografici. C'era una segretaria molto gentile che mi introdusse al caporedattore Giancarlo Francesconi, un tipo molto simpatico ed anche molto gentile. Rimasi in piedi mentre Francesconi si guardava tutti i servizi.Mentre lui faceva quest'operazione io sudavo freddo. dopo una decina di minuti mi porse tre buste e mi disse che quei tre andavano bene e volle sapere il prezzo. Gli dissi che costavano 15mila lire l'uno. Mi disse che andava bene e mi richiese di fare il "buono" (ordine di acquisto). Mi ero sverginato ed ero felice. Ah, dimenticavo, ero stato assunto senza stipendio fisso e neanche rimborso spese. Solo il 15% di provvigione. Feci i miei conti e 6.750 lire di provvigione per me mi sembrò veramente un buon inizio. Quello fu il mio inizio ed immagino anche quello di molti altri.Nessun addestramento e nessuna scuola. Pronti e via, così andavano le cose allora. Avevo 22 anni e quel lavoro mi sembrò un sogno. Avevo la possibilità di frequentare tutte le redazioni dei giornali più importanti e non vi dico poi che piacere vedere pubblicati i servizi che io vendevo. Per molti anni fu per me il migliore dei lavori possibili.Dopo pochi mesi ebbi la possibilità di comprarmi l'auto e, cosa più importante, avevo a disposizione tutti i quotidiani ed i settimanali che l'agenzia mi metteva a disposizione. Fare amicizia con gli altri distributori non fu difficile. Il mio primo amico fu Arturo Foti che lavorava alla Publifoto, agenzia che allora distribuiva anche la Magnum. Poi Foti, dopo aver lavorato con me alla Marka per un anno, venne assunto all'Associated Press dove rimase per più di 20 anni.C'erano anche i fratelli Gino e Palmiro Muci, che ancora sono attivi ed addirittura Gino collabora con la mia agenzia malgrado abbia superato i 70 da un pezzo. La mattina ci si trovava nei salottini della Rizzoli, Rusconi, Palazzi, Mondadori. Eravamo giustamente tenuti in grande considerazione dai direttori delle varie testate. Tutti facevano a gara per avere la prima visione dei servizi e se per caso non ci vedevano per un giorno, la sera telefonavano per sapere i motivi dell'assenza.Dopo qualche decennio la situazione è completamente cambiata ed in peggio. Oggi i distributori sono scontenti e frustrati. Ci siamo tutti rassegnati a passare le nostre mattinate nei salottini delle varie case editrici in attesa che il direttore o il responsabile di turno si decida a riceverci. Non siamo più chiaramente i benvenuti e nessuno più ci chiama per chiederci i motivi di una possibile mancata visita. Le attese sono talmente lunghe che tutte le agenzie hanno dovuto assumere un distributore per ogni casa editrice. La mattina ci si presenta alle 8 nei giornali dove, salvo qualche eccezione, saremo ricevuti a mezzogiorno se va bene. Certo esiste la spedizione elettronica, ma non è neanche augurabile che i giornali decidano di guardare i servizi via email o adsl o diavolerie del genere. Per 50 anni i rapporti sono stati diretti ed in un certo senso così continuano a funzionare.Ma è importante che il ruolo del distributore esista ancora? A nostro modesto parere è fondamentale e questo per il bene di tutti: agenzie, fotografi e giornali. Il distributore è il collegamento fondamentale per tutti. Chi sa fare questo ingrato lavoro, sa come sia difficile. Si deve essere informatissimi, avere un buon carattere che permetta di sopportare le frustrazioni dei fotografi, le ire dei direttori ed i problemi dei proprietari delle agenzie.Provate a presentare un servizio ad un direttore o ad un redattore senza essere preparati; a parte che non lo venderete mai naturalmente, vi dovrete sopportare i sorrisini di compatimento di tutte e tre le categorie sopraccitate.Andando in giro per le redazioni si scopre che ci sono le stesse facce da più di 20 anni. Non è facile che i giovani si interessino a fare questo lavoro. A loro di stare ad aspettare per 3 o 4 ore e poi sentirsi dire dal direttore "adesso vado a giocare a tennis" senza aver visto i servizi, non va proprio giù e non si può dar loro torto.

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Robot mobili, guardiani o infermieri

L’intruso si aggira tra i capannoni dell’azienda e si guarda attorno per vedere cosa c’è da rubare. La sua ricerca è appena iniziata quando un fruscio di ruote dietro le spalle lo avverte che non è più solo. Si gira, e una macchina aliena dal corpo tozzo, sormontato da un lungo collo metallico sul quale gira una testa piena di sensori e videocamere, si avvicina chiedendogli di mostrare il badge. Questa scenetta tra pochi anni diventerà familiare nelle aziende e nei condomini come negli aeroporti. Sorveglianza esterna, controlli interni, pronto intervento in caso di incendio o altre situazioni di rischio; i nuovi robot mobili e autonomi, molto diversi da quelli immobili, utilizzati finora nelle fabbriche, sembrano puntare anche in Italia alla conquista di uno dei mercati più caldi del momento: quello della sicurezza. Nascono e si sviluppano nelle università, ma attirano sempre più le imprese innovative e in qualche caso ne promuovono di nuove. L’incubatore principale di questa attività in Italia è il Parco Scientifico e Tecnologico della Liguria che riunisce l’Università di Genova e decine di aziende del settore hi tech, con le quali finanzia la realizzazione di importanti progetti innovativi l’ultimo dei quali si è concluso l’anno scorso con successo. Si chiama Anser (acronimo di Airport Night Surveillance Expert Robot), ed è un prototipo di automa appositamente pensato per la sorveglianza notturna delle piste di un aeroporto. L’automa è in grado di rilevare le presenze anomale e di identificare le persone munite di badge RFID. In presenza di situazioni anomale (intrusi, oggetti non identificabili, fuoco, ecc), il robot si mette in comunicazione con un posto di sorveglianza e passa ad un funzionamento completamente o parzialmente teleguidato in modo che l’operatore umano connesso in rete, che può anche trovarsi in una zona lontana dal luogo pattugliato dall’automa, possa prendere i provvedimenti del caso, come esplorare accuratamente l’area o allertare gli addetti alla sicurezza.Il prototipo è stato finanziato dal Parco Scientifico e Tecnologico della Liguria con un investimento di 150 mila euro e ha comportato tre anni di lavoro da parte di un team di ricercatori del Robotics@Laboratorium dell’Università di Genova coordinato da Renato Zaccaria. “Anser è lo sviluppo applicativo di Staffetta, un robot mobile che è stato sviluppato in collaborazione con l’università nel 2000 e oggi è pronto per venire commercializzato – dice Antonella Giuni, responsabile di Genova Robot srl, che conta entro un anno di mettere sul mercato anche Anser -. Staffetta è stato progettato per lavorare negli ospedali dove viene usato per distribuire nei reparti pasti, biancheria, medicinali, cartelle cliniche e altre cose.  E’ molto flessibile ed è in grado di adattarsi agli ambienti nei quali viene inserito. All’Ospedale Gaslini dove ha lavorato alcuni mesi faceva la spola portando medicinali dalla farmacia al pronto soccorso e i campioni da analizzare al laboratorio. Per ora ne abbiamo venduto un esemplare e siamo in trattative con altri”.L’azienda, uno spin off dell’ateneo genovese che conta una decina tra dipendenti e collaboratori, dal 2000 a oggi ha costruito e venduto diversi veicoli base, uno anche alla RAI per un’applicazione di intrattenimento, ma anche sistemi di automazione di edificio sia per gestire robot che servizi per disabili e anziani. “Un robot mobile base costa circa 60mila euro, poi dipende dal tipo di equipaggiamento che l’applicazione prevede – sottolinea Giuni -. Attualmente stiamo concludendo l’industrializzazione del robot-sorvegliante di cui ci è stato ordinato il primo esemplare”.

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