Quelli che il Parco...

Villa Reale: se Roma ci metterà i soldi...

Il progetto di restauro della Villa Reale di Monza andrà avanti? Porsi questa domanda è lecito dal momento che a più di tre anni di distanza dalla conclusione della gara internazionale, indetta dalla giunta di centro sinistra e vinta dall’architetto Giovanni Carbonara, non è ancora chiaro chi dovrà sborsare i 111milioni di euro necessari per realizzare l’opera. Lunedì scorso il Sindaco Mariani ha incontrato l’autore del molto discusso progetto e Infrastrutture Lombarde: “per fare il punto della situazione sulle modalità e sull’inizio dei lavori di restauro del palazzo piermariniano – si legge nel comunicato stampa diramato dal Comune -. Abbiamo stabilito un fitto percorso di lavoro all’interno del quale la Regione e la Soprintendenza avranno un ruolo fondamentale. A breve sarà indetta un’altra riunione tra le parti protagoniste del restauro per definire il cronoprogramma dei lavori. Quello che auspichiamo è sicuramente un aiuto concreto da parte dello Stato. Per questo motivo la nostra speranza è che il nuovo Ministro ai Beni culturali che verrà eletto questa primavera dimostri una giusta sensibilità nei confronti della nostra Villa Reale, patrimonio artistico di tutta Italia”. Insomma, lascia intendere il sindaco leghista, se “Roma ladrona” ci metterà i soldi bene, se no... Anche perché 65 dei 111 milioni previsti dovranno venire reperiti sul mercato con il sistema del project financing.A seguito dell’incontro, la stampa ha riportato che il progetto di restauro avrebbe già subito qualche sostanziosa modifica: sarebbero stati eliminati dal progetto iniziale la fantomatica Agenzia Europea per l' Ambiente e l' auditorium sotterraneo. Secondo il piano presentato da Carbonara Villa Reale sarà utilizzata come spazio espositivo e per attività culturali. ma ci sarà anche spazio per un ristorante e per varie attività commerciali, tra cui la famosa “beauty farm” a conferma dell’intenzione di fare della Villa soprattutto una struttura ricettiva di lusso. “Il nostro obiettivo – ha spiegato sempre nel comunicato l’Assessore al Parco e alla Villa Reale, Pierfranco Maffè - è il recupero del complesso piermariniano nel più breve tempo possibile. Entro l’estate sarà pronto il progetto preliminare, a seguire, entro febbraio 2009, sarà ultimato il progetto definitivo da porre come base di gara per la realizzazione dei lavori”.

Parco e autodromo, la parola agli ambientalisti

Comunicato Stampa del Comitato per il Parco Antonio Cederna in risposta a quello diffuso dal sindaco e dall'assessore Maffè su Parco e Autodromo.In pochi giorni già 255 cittadini, appartenenti a ogni ceto sociale, culturale e con diverse fedi politiche - inclusa quella del Sindaco – hanno sottoscritto la petizione del Comitato per il Parco “A.Cederna”, spesso senza risparmiare parole dure nei confronti delle scelte sul Parco. Tempestata dalle proteste dei cittadini, l’Amministrazione ha inviato una Precisazione finalizzata a sostenere il proprio impegno a garantire «una reale convivenza fra il Parco e l’Autodromo». Il seguente comunicato stampa vuole essere una ulteriore smentita di quanto sostenuto dagli amministratori locali. L’autodromo e Monza La Precisazione dell'Amministrazione muove dalla constatazione che il Wall Street Journal cita «il Gran Premio d’Italia di Formula Uno tra i primi cinque eventi italiani del 2008», omettendo le considerazioni che accompagnano la notizia cui si riferisce l’ufficio del Sindaco, che per completezza citiamo: «Ma perfino una testata come il Wall Street Journal - per molti anni il giornale di maggiore diffusione in America - attualmente superato da Usa Today - può rischiare di avere una visione un po’ «datata» del nostro Paese. Il Wsj punta infatti su cinque filoni (le sfilate di moda di Milano, il Giro d’Italia di ciclismo, il Gran Prix di Monza di Formula 1, il MiArt di Milano e il Word Business Forum di Milano) che - a ben guardare - sono manifestazioni con più di una ruga». Vedi:  “Il Giornale” del 6.1.08. Il Parco e l’autodromo La Precisazione prosegue affermando che «è stato dimostrato che un’interazione rispettosa ed equilibrata tra Parco e Autodromo è possibile, tanto che l’impatto ambientale è stato ridotto al minimo, nonostante le centinaia di migliaia di persone che giungono all’Autodromo per il Gran Premio». Invitiamo i cittadini e l’Ufficio del Sindaco ad andarsi a vedere le rassegne stampa che annualmente documentano i danni che anche in occasione dell’ultimo gran premio, il Parco ha dovuto subire, malgrado la consistente riduzione del numero degli spettatori. A questo proposito occorre ricordare che, come per altri ambiti, la concorrenza di nuovi circuiti sorti in Paesi emergenti  - in cui ci sono molti soldi da dare al padrone della Formula Uno, Bernie Ecclestone, e ci sono poche regole da rispettare (a tutela dell’ambiente, della salute, della sicurezza) – unitamente alle possibilità offerte dalla tecnologia delle immagini, hanno portato negli ultimi anni a una diminuzione consistente e costante di chi viene a Monza per vedere il Gran Premio. Un’Amministrazione oculata dovrebbe saper cogliere il senso di queste dinamiche e non limitarsi e fare da cassa di risonanza all’enfasi interessata dei gestori dell’impianto. Dovrebbe prendere coscienza che forse è venuto il tempo che Monza venga conosciuta nel mondo per un Parco e una Villa che, fino a oggi, hanno subito la maggior notorietà del circuito, in termini di danno ambientale, degrado, minor destinazione di fondi: dobbiamo proprio ricordare all’Amministrazione che la Villa reale, le due ville (Mirabello e Mirabellino)  e molte delle cascine del Parco versano in uno stato di abbandono per mancanza di fondi, mentre si è disposti a contenere l’affitto di concessionari (in particolare autodromo e golf) che minacciano il fallimento e che, in realtà, aumentano i profitti ogni anno a scapito del Parco? Qual è il negoziante che può contare su un locatore disposto a praticargli un affitto così basso come quello che le amministrazioni chiedono a Golf Club Milano e Sias? Il turismo di cui avrebbe bisogno MonzaNella Precisazione si dice che ciò sarebbe giustificato dall’«imponente indotto derivante dal GP di formula uno» ma, a parte l’ovvia considerazione che ciò non vale certamente per il Golf, questo famoso indotto di cui blatera l’Amministrazione, anche in questo caso ripetendo a pappagallo le parole della Sias, NON È MAI STATO DOCUMENTATO IN OLTRE 80 ANNI DI ATTIVITÁ DEL CIRCUITO. Semmai, la scarsa presenza di camere in zona e il fatto che i negozianti della città non tengano aperti gli esercizi oltre gli orari in occasione del gran premio, inducono a pensare il contrario. Il turismo “mordi e fuggi” dei pochi giorni della formula uno ignora la città, preferisce accamparsi nel Parco o volare in elicottero  negli alberghi cinque stelle della Regione. LA VALORIZZAZIONE DEL PARCO, DELLA VILLA E DEL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO DELLA CITTÀ ALIMENTEREBBERO, INVECE, UN TURISMO NON DEVASTANTE, ATTENTO E COSTANTE PER TUTTO L’ANNOLe curve sopraelevatePer quanto riguarda le curve sopraelevate, definite dalla Precisazione «opera di ingegneria sportiva», sarebbe sufficiente documentarsi al riguardo (si veda il nostro sito www.parcomonza.org)  per sapere che sono state utilizzate pochissimo e subito abbandonate in quanto le vetture volavano letteralmente fuori dal circuito. Sono state quindi un’opera di ingegneria del tutto errata e sono ora soltanto uno squallido e pericoloso rudere in cemento, un ecomostro che va abbattuto.La pista di guida sicuraQuanto alla pista di guida sicura, raccogliamo il suggerimento di molti sottoscrittori della petizione che consigliano di effettuare i corsi altrove, e comunque non all’interno del Parco, visto che si inquinerebbe con ulteriori emissioni nocive e rumorose un’area di interesse paesaggistico e fragile del Parco storico. Analoghe considerazioni ci inducono a pensare che il Parco non sia il luogo più idoneo per condurre sperimentazioni su inquinanti: suggeriamo in proposito l'utilizzo di una delle tante aree industriali dismesse in città. Solo ora, dopo la pressione dei cittadini, ci vengono fornite rassicurazioni sul prato della Gerascia che non verrebbe intaccato, rassicurazioni che ci aspettiamo anche per il Roccolo e per tutto il Parco, quindi non solo per la parte definita «nel recinto dell’impianto».Le «600 piantine» a compensazioneChe dire infine delle 600 nuove piantumazioni, a carico della Sias, da inserire nel Parco o al di fuori? Anche questo aspetto degli accordi ci preoccupa in quanto pare presupporre una specie di “compenso” per gli alberi che probabilmente dovranno essere ancora sacrificati all’ingordigia dell’autodromo e di chi vi ruota intorno.Per tutti questi motivi invitiamo le Amministrazioni di Monza e di Milano e la Regione Lombardia a correggere scelte che appaiono troppo squilibrate a vantaggio dei concessionari e a scapito del Parco e, come dimostrato, dei cittadini tutti, e chiediamo a chi ha a cuore il nostro prezioso patrimonio ambientale di continuare a far sentire la propria voce a chi ci amministra.

Mariani risponde al Comitato Parco

Dialogo one-to-one tra ambientalisti e giunta Mariani. Nelle ultime settimane l’Amministrazione comunale di Monza – in particolare il Sindaco e l’Assessore al Parco - è stata interessata da una serie di e-mail riferite alla nuova convenzione che regolerà i rapporti con la Sias, la società che dal 1922  gestisce l’Autodromo nazionale. Lettere alle quali, questa è la notizia,  l'amministrazione ha cominciatoa rispondere sempre via e-mail. Il Comitato per il Parco Antonio Cederna aveva sollecitato i cittadini a inviare al sindaco di Monza e a una lunga lista di amministratori tra cui il Presidente della Giunta Regionale della Regione Lombardia, l'Assessore all'Ambiente della Regione Lombardia, l'Assessore alla Provincia di Monza e Brianza, il Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali, il Presidente del Parco della Valle del Lambro, il testo di una petizione che sul suo sito www.parcomonza.org ha già raccolto alcune centinaia di firme. Nella petizione si chiede di riconsiderare le scelte fatte su: concessione alla Sias (19 anni di affitto a 800mila euro l'anno), finanziamento di 1,7 mln di euro da parte della Regione per la creazione su due aree verdi (Gerascia e Roccolo) di un "centro di guida sicura", progetto di costruire uno Stadio della F1 da  110mila posti. La giunta monzese a queste richieste risponde difendendo le sue scelte con questi argomenti. Nelle ultime edizioni della corsa è stato dimostrato che un’interazione rispettosa ed equilibrata tra Parco e Autodromo è possibile, tanto che l’impatto ambientale è stato ridotto al minimo, nonostante le centinaia di migliaia di persone che giungono all’Autodromo per il Gran Premio. L’impegno della Giunta rimane quello di garantire la reale convivenza tra Parco e Autodromo e la salvaguardia di entrambe le risorse, importantissime per la città. Occorre puntualizzare che il rinnovo della concessione alla Sias, garantendo la sopravvivenza dell’Autodromo e contemporaneamente lo svolgimento del Gran Premio d’Italia di Formula Uno per i prossimi anni, parte da una considerazione fondamentale riguardante l’imponente indotto che l’evento internazionale porta su tutto il territorio della Brianza e in generale della Regione. Il “progetto stadio” è certamente una proposta intelligente per organizzare al meglio l’accesso, la permanenza e la visione dell’evento sportivo alle migliaia di spettatori che accorrono a Monza i quali potranno avere così un posto a sedere, senza invadere il verde, un progetto quindi che tutela l’ambiente e non il contrario. La convenzione ha voluto salvaguardare preziosi elementi di architettura industriale e di ingegneria sportiva come le curve sopraelevate della pista di alta velocità che ha soltanto un altro esempio al mondo: il circuito di Montlherey in Francia. L’Amministrazione comunale ritiene, inoltre, importantissimo il ruolo che l’impianto motoristico può giocare nel settore della ricerca e della sperimentazione per produrre automezzi più sicuri in grado di contenere le emissioni inquinanti. Proprio in riferimento ai corsi di Guida Sicura, contrariamente a quanto sostenuto da alcune associazioni ambientaliste, viene sottolineato che non verrà intaccata alcuna area verde, né abbattuto alcun albero. Il pratone della Gerascia, a cui si fa espressamente riferimento in alcune delle lettere pervenute, non verrà intaccato e non verranno costruiti ulteriori nastri di asfalto nel recinto dell’impianto. Per quanto riguarda il canone di affitto, l’importo stabilito tiene in considerazione gli enormi investimenti fatti negli anni scorsi dalla Sias per rispondere alle pressanti richieste della Federazione Internazionale dell’Automobile per adeguarsi ai moderni canoni dei circuiti di Formula Uno. Infine, ogni anno saranno concordati con la società che gestisce l’Autodromo 600 nuove piantumazioni da inserire nel Parco e/o in altre aree verdi della città.

Concessione a Sias, grazie alla proroga di Faglia

Mentre la giunta Mariani ha deliberato, senza portarla alla discussione in Consiglio comunale, la concessione che "regala" per 20 anni un terzo del Parco di Monza alla società che gestisce l'autodromo, per quella relativa al Golf Club Milano si dovrà  effettuare una gara pubblica. Come mai questa differenza di procedimento? Lo spiega l'assessore al Parco  e alla Villa, Piefranco Maffè, rispondendo alla domanda del cronista de il Cittadino: "Non potevamo fare diversamente in quanto la vecchia concessione scaduta nell'aprile 2006, a differenza di quanto accaduto per quella dell'autodromo, non è mai stata prorogata dalla giunta Faglia. Per questo non abbiamo potuto sottoscrivere un accordo diretto con l'attuale assegnatario come abbiamo fatto con la Sias". Capito bene? L'accordo di concessione ventennale a prezzi stracciati e senza limiti di territorio, anzi con velate promesse di futuri ampliamenti, è stato possibile con la Sias perché Faglia si era premurato di prorogare la vecchia concessione scaduta, del resto mai attuata dal gestore inadempiente per quanto riguarda l'abbattimento delle sopraelevate. Bastava che l'ex sindaco non prorogasse l'accordo e oggi anche la gestione dell'autodromo verrebbe sottoposta al bando pubblico per l'assegnazione. Ma Faglia era uno che per le proroghe all'autodromo era di manica larga. Anche perché per lui i relitti delle sopraelevate erano "archeologia industriale" e quella dell'autodromo nel Parco "una presenza storica" da rendere, manco a dirlo ,"compatibile" con un bel concorso internazionale di architettura.

Quanto inquina un GP di Formula1?

Dopo che la Giunta di Monza ha approvato le linee guida per il rinnovo ventennale della concessione alla Sias (Società Incremento Automobilismo Sportivo), un aspetto forse meno noto di un Gran Premio di F1 è quello relativo all’inquinamento che questa manifestazione produce sia indirettamente che nei territori dove questo dove si corre, in termini di CO2 emesso in un solo giorno di “svago sportivo”, considerabile tale in quanto non strettamente necessario al vivere e al muoversi quotidiano, per lavoro. Recentemente, nel settembre del 2007, il prof. Pierre Ozer del Dipartimento di Scienze e Gestione dell’Ambiente dell’Università di Liegi, ha però condotto alcune valutazioni su tale aspetto per il Gran Premio di Formula 1 del Belgio  che si è svolto a  Spa – Francorchamps il 16 settembre 2007. Pur con le dovute avvertenze leggibili nelle premesse di tale studio, reperibile in http://bulles.agora.eu.org/IMG/pdf/200709_pierre_ozer_francorchamps.pdf, l’autore, si fa carico di quantificare per ogni singolo segmento della filiera, le emissioni da CO2 prodotto per lo svolgimento di tale manifestazione. L’avvertenza data è che ogni Gran premio di F1, per caratteristiche e dislocazione, ha proprie peculiarità, che non possono essere riproposte in modo automatico. Qui ricordiamo solo che l’autodromo di Spa – Francorchamps, è situato a circa 50km a sud-est di Liegi, nel mezzo delle Ardenne, dove si corre il GP di F1 sin dalla sua prima edizione del 1950. Il tracciato originario, poi modificato negli anni successivi, è datato 1924, quasi come quello di Monza (1922). Il tracciato è lungo circa 7 km e viene percorso per 44 giri di gara per un totale di 308 km.  Come puro temine di paragone si faccia conto che per il GP d’Italia 2007 che si è corso a Monza il 9 settembre 2007, i piloti hanno percorso 307 km, per complessivi 53 giri e che la pista è lunga 5,8 km circa. Ma ora torniamo allo studio di Pierre Ozer. Questo parte dall’analisi dei consumi delle F1: 75 litri per fare100 km (secondo Max Mosley) pari quindi, a 16,1 tonnellate di CO2, considerando che i 22 bolidi di F1 abbiano percorso 44 giri, più il giro di posizionamento, quello di riscaldamento e quello finale, pari quindi a 329 km complessivi. L’autore dello studio analizza poi la filiera della F1 ed in particolare quanto CO2 viene emesso per produrre i pneumatici (28,8 ton); la loro distruzione  (8,5 ton); la fabbricazione di un F1 (8,5 ton), per una somma totale di 54,4 tonnellate di CO2.Ma la parte più interessante dello studio è quella relativa agli spostamenti. Ozer quantifica quelli effettuati dai 65.000 spettatori paganti in Belgio, secondo le diverse provenienze ed i mezzi utilizzati (auto, aereo, treno), arrivando così a stimare la ragguardevole cifra di 6.273,2 tonnellate di CO2 emesso unicamente per andare ad assistere al GP del Belgio. Il dato viene poi incrementato dal calcolo per la produzione, la distruzione e la fabbricazione dei pneumatici delle macchine stesse di quelli che vanno ad assistere il GP, che risulta pari a 21,1 di tonnellate di CO2.E’ stato poi calcolato il numero dei giornalisti e dei fotografi presenti alla manifestazione, sempre per provenienza e per mezzo utilizzato, arrivando così al dato di altre 627,6 tonnellate di CO2 prodotte (più 1,8 tonnellata per le riprese dall’elicottero per le 3 ore di gara).La quarta parte delle valutazioni di Ozer riguarda lo spostamento dei piloti e dei loro staff tecnici e cioè come e da dove questi si trasferiscono, arrivando a quantificare 428,5 tonnellate di CO2 prodotte, più altre 72,1 ton per lo spostamento dei camion che trasportano i veicoli di F1. Infine vengono analizzati altri spostamenti come: il volo degli elicotteri per l trasporto dei VIP (80 tonnellate di CO2); i poliziotti per vigilare sullo svolgimento del GP (9,4 ton CO2); pompieri e medici (1,8 t); distruzione e smaltimento rifiuti (148,7 ton di CO2). Ricapitolando quindi, Pierre Ozer stima le seguenti quantità (in tonnellate di CO2 prodotte): F1 e spostamento scuderie:  555,0(6,6%); spostamento dei giornalisti: 629,4  (7,5%); spostamento degli spettatori: 6.9754,7 (pari all’83%); altri spostamenti (sicurezza, ecc): 239,9 (2,9%). Il totale è di 8.400 tonnellate di CO2 emesse per potere organizzare, far svolgere e vedere il Gran Premio di F1 del Belgio 2007.La voce più ragguardevole riguarda appunto gli spostamenti, ed alcune contromisure potrebbero essere prese in tal senso. Ma ricordiamo che la produzione di CO2 non è che un aspetto di un gran premio di F 1. Altri, come ad esempio il rumore emesso dalle marmitte dei bolidi, sono, a detta degli stessi organizzatori, difficilmente eliminabile. Per Monza poi, a questi danni ambientali se ne aggiungono altri ancora dovuti al permanere dell’autodromo in un parco secolare boscato e vincolato da numerose leggi e norme di tutela. Una permanenza quindi sempre difficile e, come detto sopra, dannosa. Tutto questo, nonostante la firma del protocollo di Kyoto e della ovunque auspicata riduzione delle emissioni di CO2 nel globo.

Parco del Lambro, gestione pessima

Legambiente organizza un incontro per discutere del Parco del Lambro. Il nuovo presidente dell'ente, Arturo Lanzani (docente del Politecnico di Milano, ha collaborato alla redazione di politiche e progetti ambientali e di riqualificazione, ex amministratore locale di Seregno) ha proposto agli ambientalisti e ai cittadini monzesi un incontro per venerdi 11 gennaio presso la sede di Lega Ambiente a Monza dalle 17 in poi. "Questo parco è stato fino ad oggi tra i peggio gestiti della Lombardia: pochi gli investimenti di riqualificazione ambientale (del patrimonio boscato, delle acque, dei suoli agricoli, ecc.), pochissimi gli interventi per rendere questo spazio fruibile ai molti abitanti di questa zona congestionata (con piste ciclabili, sentieri, prati fruibili), insufficiente e bucherellata da continue deroghe la stessa tutela passiva - afferma Lanzani -. Una storia abbastanza deludente che io affianco (per contrasto)  a quella fino all’altro ieri assai più virtuosa delle Groane, fatta di tutela ma soprattutto di politiche attive che non solo hanno costruito nuovo ambiente e paesaggio, ma che hanno anche contributo a migliorare la qualità della vita di chi vi sta attorno generando un consenso diffuso. Bisognerà provare a cambiar pagina anche nel Lambro".

Villa al buio, vergogna monzese

Nella notte di Natale i più famosi monumenti di 17 regioni italiane sono stati illuminati a festa per salutare la moratoria internazionale contro la pena di morte, una vittoria ottenuta all'ONU dall'Italia, dai Radicali Italiani e da Marco Pannella in primo luogo, ma anche dal ministro degli Esteri e dal Governo che si sono battuti per conquistarla. Il faro della Lombardia doveva essere la Villa Reale di Monza, ma la luce non si è vista e l'oscurantismo di questa piccola città reazionaria ha prevalso come era logico aspettarsi. La luce della civiltà ha brillato per una notte intera su: il Castello dell’Aquila (Abruzzo), il Palazzo del Podestà a Bologna (Emilia-Romagna), la Cattedrale di San Lorenzo a Genova (Liguria), Palazzo Ferretti ad Ancona (Marche). il Colosseo a Roma, i Sassi di Matera, la Piazza del Sedile di Potenza (Basilicata), il Palazzo Arnone di Cosenza (Calabria), Castel dell’Ovo a Napoli (Campania), il Castello di Miramare e Basilica di San Giusto a Trieste (Friuli Venezia Giulia), Castello Pandone di Venafro (Molise), il Giardino del Castello di Racconigi (Piemonte), la Chiesa di San Nicola di Bari (Puglia), la Chiesa di San Saturnino a Cagliari (Sardegna), Palazzo Pitti a Firenze (Toscana), la Fontana Maggiore di Perugia (Umbria), la Chiesa del Redentore a Venezia (Veneto). A Monza c'era il buio, reso ancora più fitto da un nebbione che ha pietosamente ricoperto la vergogna monzese. Le cause di questo significativo fallimento civile sono le solite avanzate in questi casi dei mediocri e degli incapaci: mancavano le lampadine, non abbiamo trovato un elettricista che in tre giorni facesse gli allacciamenti, la Villa non ha un sistema di illuminazione esterna adeguato. Insomma, Roberto Fiormigoni, il "governatore" che in Villa vorrebbe metterci la sua foresteria, preferisce investire miliardi nei corsi di guida dell'autodromo, ma per le lampadine della sua reggia non trova un centesimo. Vi piace questa Monza?

Mariani attacca il Parco, con i nostri soldi

Il Comitato per il Parco A. Cederna di Monza invita tutti i monzesi a protestare contro il sindaco Mariani e la sua giunta che intendono "regalare" per ben 19 anni un terzo del Parco alla Sias, società gestore dell'autodromo, per la ridicola somma di 800mila euro l'anno. Il Comitato invita i cittadini a protestare contro il presidente della Regione Lombardia, che ha "regalato" 1,7 milioni di euro dei cittadini alla stessa società per cementificare un'area appena restaurata di parco destinandola a uno pseudo "centro per la guida sicura" al posto di destinarli come sarebbe suo dovere alla difesa del patrimonio verde di un ambiente messo a rischio dall'autodromo stesso. I cittadini sono chiamati alla mobilitazione perchè la Sias d'accordo con la giunta di destra monzese uintende costruire due nuove piste, una interna e una esterna al circuito attuale (di seguito il testo del comunicato).ATTACCHI AL PARCO,alla salute dei cittadini, con i nostri soldi.Esprimete la vostra opinione di cittadini al Sindaco: e-mail: sindaco@comune.monza.mi.it con copia per conoscenza al Comitato per il Parco A. Cederna: info@parcomonza.org.  Eventuale numero telefonico dell’ufficio del Sindaco e’ : 039.2372255 – 257 (da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 14.00).P e r c h e’ ?Dalla stampa e da interviste al Sindaco e all’Assessore al Parco apprendiamo che:1) La Regione Lombardia ha destinato 1 milione e 700 mila euro per finanziare la Sias, una società dell’ACI Milano, per la realizzazione di un centro di guida sicura nel Parco, in un’area prospiciente il Roccolo – recentemente restaurato a cura di uno sponsor privato su iniziativa del Comitato per il Parco A.Cederna – e la Gerascia, due degli ambienti naturali e storici più preziosi del Parco. La Gerascia, splendido prato rifugio di molte specie faunistiche,  potrebbe essere asfaltata e messa a disposizione dell’autodromo.2) La Giunta Mariani – senza discussione in Consiglio Comunale -  ha approvato una delibera che rinnova alla Sias fino al 2026 la concessione per la gestione dell'autodromo in cambio di un canone  di locazione ridicolo: 800 mila euro.3) si sta discutendo il progetto dell’architetto Botta di uno stadio della F1 per  ospitare 110.000 persone.4) si sta discutendo la costruzione di due piste aggiuntive che dovrebbero correre parallele al circuito – una interna alla concessione e l’altra esterna. L’unica funzione sarebbe quella di rendere piu’ agevole l’accesso alla pista.5) verra’ istituita una fondazione Parco e Villa Reale per la loro gestione a fini di lucro, in quanto sara’ in project financing. Questa formula e’ pericolosa in quanto potrebbe anche comportare la chiusura di vaste aree del Parco al  pubblico.SE NON CI AIUTERETE IL PARCO SARA’ PERDUTO PER TUTTI E PER LE GENERAZIONI FUTURE.COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA C/o Bianca Montrasio, via Raiberti 5, 20052 Monza Tel: 039 039 382147 – fax  039 2312628 www.parcomonza.orgEmail: info@parcomonza.orgbichimontrasio@tiscali.it

Parco: il nuovo ventennio Sias

Approvata dalla Giunta Mariani la convenzione che per quasi un ventennio dovrebbe garantire alla Sias la gestione dell’autodromo di proprietà comunale (Monza e Milano). Si tratta di una vergognosa retromarcia rispetto alle richieste che vengono ormai da tutto il mondo civile per una maggiore tutela degli ambienti naturali e storici, di rispetto e valorizzazione dei parchi e del verde pubblico, di minore inquinamento acustico e atmosferico, per un maggiore tutela della salute. Certo non ci si poteva aspettare nulla di buona da questa Giunta che ha dimostrato in più di un’ occasione di essere antidemocratica e che, con quello stesso stile, non ha neppure voluto convocare ed affrontare un dibattito aperto in Consiglio Comunale, così  come già fatto in precedenza nei primi anni ’90 dalla giunta, pur leghista,  per il rinnovo della concessione stessa. Così, mentre viene dato il premio Nobel ad Al Gore su tematiche ambientali, la giunta brianzola perpetua l’uso di un impianto che, secondo recenti studi fatti su un autodromo similare, in Belgio, può produrre ben 8.400 tonnellate di CO2 per lo svolgimento di un solo Gran Premio di Formula 1, cioè quanto 500 voli Milano Palermo.Queste emissioni sono tanto più dannose in quanto vengono fatte ricadere in pochi giorni, in una delle zone d’Italia più inquinate e più congestionate dal traffico, mentre da ogni parte si chiede all’Italia stessa di abbattere i livelli di CO2, nocivo per la salute dei cittadini e dei residenti e fortemente climalterante. Non solo: nella nuova concessione si prevede il “restauro” dei ruderi delle curve sopraelevate, in disuso da decenni, il cui abbattimento era previsto persino nella precedente concessione, oltre che da piani e studi degli ultimi 17 anni: da quello redatto dall’Università di Genova di Architettura del paesaggio nel ‘91; dal PRG redatto da Leonardo Benevolo e adottato nel marzo del ’97 dallo stesso Sindaco Marco Mariani; dalle Norme Tecniche del Piano territoriale  di coordinamento del Parco Valle Lambro; dal Programma Triennale di riqualificazione del Parco approvato anche dalla Regione e dalla Soprintendente di allora (Lucia Gremmo); dal Piano di Settore del Parco fatto redigere dal Parco Valle Lambro nel ‘99; persino dal recente Piano di Governo del Territorio adottato dall’ amministrazione il 9 Marzo di quest’anno e poi artatamente modificato dalla Giunta attuale.La nostra Associazione farà valutare ai propri legali se esitono gli estremi per l’impugnazione sia presso il Tribunale Amministrativo, sia quello Civile sia  presso la stessa Corte dei Conti e la Commissione Europea questo gravissimo atto amministrativo che si perpetua con una durata mai vista prima (19 anni). Si prospetta quindi un danno ad un patrimonio pubblico con caratteristiche storiche, artistiche, paesaggistiche e naturalistiche che fanno dell’antico e delicatissimo patrimonio del Parco Reale di Monza un raro esempio a livello europeo e mondiale, da tutelare e non da rovinare definitivamente con usi impropri e speculativi, ormai del tutto anacronistici, fuori dalla storia e dal futuro.  

Parco: Formigoni finanzia il cemento

Il  grande cuore verde del Parco di Monza, fatto di alberi e di boschi, sta soffrendo e Formigoni finanzia l'autodromo. Che il Parco sta male lo hanno confermato tecnici ed esperti riuniti di recente a Monza dal Comitato per il Parco "A.Cederna". Le cause della sofferenza sono diverse: inquinamento, siccità estive, condizioni ambientali generali degradate, asfalto, cementificazione, parassiti e funghi. Come hanno ricordato i tecnici intervenuti all'incontro, sono necessari importanti finanziamenti per monitorare, controllare e curare le aree boschive del Parco. Si deve, ad esempio, proseguire nel monitoraggio del cancro colorato del platano che ha comportato l’abbattimento di circa 600 piante malate e che rischia di diffondersi ad altri platani, vista l’alta infettività del fungo che ne è responsabile. Monitoraggio che era previsto ma che è stato sospeso per mancanza di fondi. Nello stesso tempo, si devono dissuadere comportamenti che favoriscono il degrado, in particolare le ferite sulle cortecce, il compattamento del suolo e la presenza di asfalto che lasciano le piante maggiormente esposte agli agenti patogeni. Tutto questo dovrebbe indurre tutti noi, a partire dagli amministratori, a comportamenti più responsabili nei confronti del patrimonio esistente, tutelando gli ambienti più fragili e riconvertendo a verde aree inutilizzate dalle concessioni esistenti, nel primario interesse dell’incremento della biodiversità e della salute della collettività. Purtroppo i segnali che arrivano vanno nella direzione opposta con la decisione della Regione Lombardia di destinare 1 milione e 700 mila euro per finanziare la Sias, una società dell’Aci Milano, per la realizzazione di un Centro di guida sicura nell’autodromo, in un’area prospiciente il Roccolo – recentemente restaurato a cura di uno sponsor privato su iniziativa del Comitato per il Parco A.Cederna – e la Gerascia, due degli ambienti naturali e storici più preziosi del Parco. E' stata anche avanzata l’ipotesi che parte della Gerascia potrebbe in futuro essere asfaltata e messa a disposizione dell’autodromo. "Pur ritenendo questa ipotesi poco fondata, anche in considerazione dei vincoli ambientali e paesaggistici che salvaguardano il Parco di Monza, le esperienze accumulate negli anni nei rapporti con i concessionari ci inducono a essere cauti e a richiedere al Sindaco e all’Assessore al Parco del Comune di Monza di smentire ufficialmente la possibilità di consentire di asfaltare e/o cementificare ulteriori porzioni di Parco, fra cui Gerascia e Roccolo - dicono gli ambinetalisti monzesi che hanno inviato una lettera agli amministratori -. Inoltre, stante l’emergenza che sta colpendo gli alberi del Parco e dell’intero territorio, chiediamo alla Regione di fare una scelta di buon senso, destinando prioritariamente cifre altrettanto significative per interventi di salvaguardia delle aree boschive lombarde, fra cui quelle del Parco di Monza".

Villa: Legambiente chiede un incontro

Il Circolo Alexander Langer - di Legambiente Monza ha chiesto al sindaco Mariani e all'assesore a Villa e  Parco, Maffè, un incontro per discutere della Fondazione che in futuro dovrà: affidare l’incarico per la progettazione preliminare e definitiva delle opere necessarie per il recupero della Villa Reale di Monza e dei suoi giardini e definire la struttura del futuro Ente gestore del Parco e della Villa Reale; sovrintendere la realizzazione del restauro e delle opere."Ad Ottobre del 2005 e a Maggio del 2006 l’Amministrazione Comunale presentò questi progetti, ma poi non ci fu più un’occasione pubblica in cui cittadini ed associazioni potessero chiedere chiarimenti, presentare propose o contro indicazioni, cioè: essere una parte attiva nel rilancio di Parco e Villa Reale - scrive l'aassociazione -. I risultati del concorso internazionale per il restauro della Villa Reale ci hanno lasciati assai perplessi soprattutto per alcuni utilizzi ipotizzati. Le funzioni previste paiono, per molti aspetti, incompatibili con il modello di Parco e di Villa da molti condiviso. La pesante ingerenza della Regione, poi, rischia di trasformare questo edificio storico in una nuova sede del Governatore lombardo".Anche la bozza organizzativa della Fondazione, che dovrà gestire questo importante bene, preoccupa l'associazione, sia per la possibile ingerenza da parte di alcuni gestori di ampi spazi nel Parco sia per gli interessi, principalmente economici, dimostrati dal Comune di Milano. "Chiediamo quindi alla nuova Amministrazione un segno di "democrazia partecipata" e di programmare, al più presto, un incontro con tutte le realtà locali che da anni si impegnano per la salvaguardia e le valorizzazione di questi beni. Il Parco di Monza e la Villa Reale sono un'importante complesso storico, architettonico, paesaggistico ed ambientale e come tale deve essere amministrato e fruito nella sua interezza. Ci domandiamo perché, questo complesso, non possa diventare il simbolo caratteristico e caratterizzante di una nuova città: una città più attenta al proprio patrimonio storico ed architettonico. Siamo certi che il rilancio del valore culturale del Parco e della Villa Reale sarà anche il rilancio di Monza. Venaria Reale ci ha già "bagnato il naso" e Milano Expò 2015 non è molto lontana.

Villa reale: Fondazione o privatizzazione?

Quello che si può intuire  dal comunicato stampa relativo alla Fondazione per la gestione di Parco e Villa Reale di Monza, pubblicato sul sito della Regione Lombardia, è molto peggio di quanto paventato . Infatti per l'operazione , che costa oltre 100.000.000 di Euro, la Regione e i due Comuni non mettono un quattrino. Le risorse arriverebbero tramite il solito giochetto della finanza di progetto, ossia dando ad un privato la gestione della villa e del parco per un tempo imprecisato. L'operazione naturalmente funziona solo se il privato può cavarne reddito sufficente a coprire i costi e, presumibilmente, a guadagnarci sopra. Ciò significa una precisa gerarchia di interessi: prima quelli economici del privato ( "concessionario " ) , scelto da Infrastrutture Lombarde , ossia dalla Regione, poi tutti gli altri. Di fatto è una privatizzazione del bene .Con un meccanismo del genere le stesse Amministrazioni ( Regione e Comuni ) verrebbero messe nell' angolo perchè, come del resto insegna la storia recente di Monza ,dal Rondò al Cantinone, quando si firma il contratto con l'operatore è difficile tirarsi indietro o mettere in discussione i patti. La stessa fondazione avrebbe, stando al comunicato, un ruolo ridicolo di supevisore culturale e controllore: la montagna lasciata in eredità dalla Giunta Faglia ha partorito il costoso ed inutile giocattolino della Giunta Mariani. A chiudere il quadro nel comunicato si parla di " residenze pubbliche e private " ...." prevalentemente " collocate in una parte della Villa (e quindi , collocabili ovunque) , di " Spazi commerciali ", a questo punto le magagne del progetto Carbonara sono quisquillie rispetto ai rischi che si corrono. Leggere per credere : LA GESTIONE La gestione di tutta l'operazione sarà centrata su tre attori principali: - la Fondazione (soggetto concedente), che svolgerà attività di indirizzo e controllo sul Concessionario individuando le linee di indirizzo culturale; - la Stazione appaltante (Infrastrutture Lombarde), che governerà la procedura concorsuale per individuare il soggetto concessionario ed eseguirà l'alta sorveglianza sui lavori; - il Concessionario, che garantirà la copertura finanziaria dell'intervento, sfruttando le possibilità offerte dalla finanza di progetto, completerà la progettazione, eseguirà i lavori e gestirà le opere.

A chi la Villa? Ai lumbard

L'ignoranza piace alla gente. Deve essere così se la RAi decide di dare un'immensa platea al brianzolo d'adozione, Adriano Celentano, per consentirgli di insolentire il progetto della nuova Università Bocconi, considerato il migliore realizzato negli ultimi anni a Milano, e se gli elettori lombardi si ritrovano un assessore "alle culture" (una evidentemente non gli bastava) come il leghista Zanello. Sentite come ha commentato la nascita della Fondazione che gestirà il Parco e la Villa di Monza: "Uno strumento valido per superare l'immobilismo nel restauro della Villa causato soprattutto dal disinteressamento dello Stato romano. Quello che bisogna ricordare è che davanti a tutti resta l'interesse pubblico della struttura che, oggi, non può essere consegnata ai lombardi, ai monzesi e alle migliaia di visitatori interessati a goderne le bellezze. La colpa di questi ritardi va ascritta in primis allo Stato che, a differenza di quanto fatto per la reggia di Venaria, non ha messo una lira per Monza".L'assessore Zanello evidentemente ignora (è un ignorante) l'ottimo restauro realizzato dalla Soprintendenza delle facciate della reggia,  delle stanze del Re e della Regina, di quelle del Piermarini e il consolidamento-rifacimento avviato dell'intera ala Sud. A rimanere fatiscenti sono ancora le altre parti della Villa, quelle di competenza dei Comuni di Milano (fino al 2002, quando è subentrata la Regione) e di Monza che per decenni si sono limitati ad interventi molto paraziali, come il restauro del Belvedere. Insomma, in tutti questi anni, a lavorare concretamente per il recupero della Villa, non sono stati gli enti locali "padani" bensì l'odiata Roma, che fatto di più e meglio dei principali proprietari dell'immobile. Adesso c'è questa Fondazione regionale che promette di far risorgere il regio rudere. Staremo a vedere quello che saprà fare. Nel frattempo l'assessore Zanello si informi prima di far prendere aria ai denti

I valori immobiliari della Villa Reale

Arriva la Fondazione per Parco e Villa Reale. L'organismo, in cui rientra il Comune di Milano, si prefigura come un ente di gestione museal-alberghiero, dominato dalla Regione Lombardia e dal suo Presidente, al quale l'ex giunta degli architetti ha spianato purtroppo la strada. Un organismo, nel quale il Comune di Monza conta come il due di briscola, che si prepara tra l'altro a trasformare in albergo con centro benessere, gli edifici dell'ex Borsa e i locali dell'ISA, per la gioia di insegnanti e studenti. "Sarà una Fondazione partecipata da Regione Lombardia, Comune di Monza e Comune di Milano, ma aperta anche all'adesione di altri soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro - recita il comunicato regionale -, che dovrà garantire la gestione unitaria del Parco e della Villa Reale di Monza. Diversi i compiti che la Fondazione si assumerà: garantire la conservazione, il recupero e la valorizzazione del complesso della Villa, assicurando la fruizione pubblica e sviluppandone i valori immobiliari e culturali; valorizzare il potenziale di relazioni della Villa Reale con il contesto territoriale, a partire dal Parco e in particolare dal suo patrimonio monumentale, naturalistico e paesaggistico; concorrere allo sviluppo della ricerca scientifica e delle competenze imprenditoriali e professionali per la salvaguardia e la fruizione pubblica del patrimonio culturale; promuovere ed ospitare attività culturali in partenariato con enti pubblici e privati operanti in Italia e all'estero".Infrastrutture Lombarde S.p.A. società di capitali interamente partecipata da Regione Lombardia, costituita nel 2003 allo scopo di coordinare la realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali, nonché di gestire e valorizzare il patrimonio regionale, "ha redatto il nuovo studio di fattibilità che contiene le indicazioni per garantire la copertura finanziariadegli interventi di restauro e recupero e la sostenibilità economica della gestione e valorizzazione del complesso.Questo documento sarà allegato al contratto da stipulare con l'Associazione Temporanea di Imprese Carbonara, che dovrà curare la prima fase dello sviluppo progettuale, così come previsto dalla gara.L'intera operazione si svilupperà su 41.106 mq e avrà un costo stimato di oltre 100 milioni di euro. Gli spazi della Villa sono destinati ad ospitare una serie di funzioni: attività espositive di diversa natura (Museo della Villa, mostre ed esposizioni temporanee nel Serrone); eventi, incontri e ricevimenti come ad esempio concerti nel Parco, nella corte d'onore o nei saloni del Corpo centrale; attività istituzionali e di rappresentanza di Regione Lombardia e Comune di Monza; spazi commerciali (con anche laboratori artigianali); ricettività residenziale sia pubblica che privata prevalentemente negli edifici dell'ex Borsa e nei locali ISA al primo piano con la realizzazione di 50 stanze; locali per didattica e formazione; ristorazione; centro wellness e parcheggio da 600 posti (via Boccaccio).La gestione di tutta l'operazione sarà centrata su tre attori principali: la Fondazione (soggetto concedente), che svolgerà attività di indirizzo e controllo sul Concessionario individuando le linee di indirizzo culturale; la Stazione appaltante (Infrastrutture Lombarde) che governerà la procedura concorsuale per individuare il soggetto concessionario edeseguirà l'alta sorveglianza sui lavori; il Concessionario che garantirà la copertura finanziaria dell'intervento, sfruttando le possibilità offerte dalla finanza di progetto, completerà la progettazione, eseguirà i lavori e gestirà le opere.

Villa Reale: i soldi non c'erano

Concorsi internazionali, anni di discussioni, ricorsi al Tar, critiche e progetti miliardari. Dopo quasi tre anni, come nel gioco dell’oca, tutto ritorna al punto di partenza e la Villa Reale, la "grande malata" di Monza, rimarrà ancora per chissà quanto tempo un rudere abbandonato a sé stesso. Per il progetto di restauro e ristrutturazione fortemente voluto e molto strombazzato dalla coppia Formigoni-Faglia, che avrebbe dovuto fare della ex reggia degli Asburgo la residenza di rappresentanza del presidente della Regione Lombardia, in realtà un lussuoso residence istituzionale (25 suite) con annessa beauty farm da costruire al posto del Tennnis Club nei giardini reali, non ci sono più i soldi. Lo ha annunciato l’assessore regionale leghista Massimo Zanello che imputa al governo Prodi la scelta di non aver inserito in nessuna posta del Bilancio 2008 i 106 milioni di euro necessari al restauro e promessi ( a parole) dall'ex premier Berlusconi.La verità, ammette sempre Zanello, è che questi soldi “non c’erano nemmeno quando è stato organizzato il concorso”. Insomma erano tutte buone intenzioni senza fondamento e basate su una vaga promessa del passato governo di centro-destra. Adesso si cerca di correre ai ripari, ma la brutta figura dei protagonisti della vicenda rimane. C’è chi pensa di ridimensionare il progetto Carbonara, ma in questo caso si aprirebbe con molta probabilità una lunghissima stagione di ricorsi da parte degli esclusi. C’è invece chi dice che sarebbe meglio rifare tutto perché se si eliminano dal capitolato le parti estranee alla Villa o ridondanti, come le sale convegni, i parcheggi interrati sotto le vie Battisti e Boccaccio, la beauty farm e altre appendici, si ridurrebbe il tutto a una quarantina di milioni di euro, cioè a un terzo della spesa prevista. In ogni caso tutto questo scherzo è costato finora ai cittadini più di 1 milione di euro tra concorsi e spese varie. Insomma nel confronto tra amministrazione dello Stato e amministrazioni locali non c’è dubbio che è la prima ad avere fatto finora la miglior figura, e se la Villa oggi è in parte visitabile lo si deve al restauro delle sette stanze del Piermarini, realizzato senza clamori dalla Soprintendenza Nazionale ai Beni Architettonici, senza scomodare (e risparmiando un bel po’ di soldi pubblici) le star dell’architettura mondiale

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »