Seregno - La senatrice Ricchiuti chiede al Ministro dell'Interno se esistano le condizioni per lo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa

di mc costa

Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, dovrà dare una risposta scritta sulle minacce e auguri di morte da parte del sindaco uscente Giacinto Mariani di cui sono stati fatti oggetto Infonodo e chi scrive.
L’interrogazione parlamentare è stata presentata dalla senatrice del Partito Democratico Lucrezia Ricchiuti e contiene anche la richiesta al Ministro di valutare se, per il comune di Seregno, ci siano gli estremi per attivare i meccanismi di cui all'art. 143 del testo unico sugli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000.

L’art. 143 prevede che “I consigli comunali sono sciolti [...] quando emergono elementi su
collegamenti diretti o indiretti degli amministratori con la criminalita' organizzata”.

Nell’interrogazione, oltre alle parole pronunciate da Giacinto Mariani dopo lo spoglio del ballottaggio (vedi video), vengono anche ricordati i rapporti d’affari tra la società +Energy in cui comparivano come soci Mario Barzaghi, proprietario della Effebiquattro, Giacinto Mariani e il capitano dei carabinieri Luigi Spenga, coperti da una società fiduciaria, e la Simec, società sequestrata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, perché considerata di fatto controllata da clan camorristici.

Durante l’inchiesta, condotta da Fabrizio Gatti dell’Espresso con la collaborazione di Infonodo, si era verificata anche l'aggressione ai danni dello stesso giornalista dell’Espresso. A Gatti, recatosi presso la sede dell’Effebiquattro per un’intervista a Mario Barzaghi, era stato impedito di allontanarsi dall'azienda per più di un’ora ed era stato fatto oggetto di pesanti minacce (vedi video Giornalista io ti ammazzo)

A scatenare l’ira di Barzaghi e della figlia proprio le domande di Gatti sui soci occulti di +Energy e sui rapporti con Simec.

Nell’interrogazione parlamentare Lucrezia Ricchiuti, oltre a stigmatizzare le parole di Giacinto Mariani “la nuova compagine comunale ha adottato come sistema l'intimidazione mafiosa”, ha anche duramente criticato il comportamento tenuto dal neo sindaco Edoardo Mazza “che applaude il suo predecessore che minaccia di morte i giornalisti”.

A quanto riportato dalla stampa locale, Mariani “ha ribadito che le sue parole non erano rivolte alla categoria dei giornalisti”.

Il concetto è stato reso esplicito da Edoardo Mazza su il Giorno di mercoledì dove ha dichiarato: “La campagna elettorale ha avuto dei toni aspri: la reazione di Giacinto Mariani è dettata dagli articoli pubblicati alle 3 di notte dopo uno spoglio elettorale estenuante dove si cercava di screditare me e la coalizione che mi ha sostenuto. Vorrei comunque ribadire che non ci sono minacce verso la stampa. Mariani fa dei distinguo e dice testualmente a chi sono indirizzate le parole: ad un sito anonimo e non a giornalisti che ci mettono la faccia e soprattutto la firma”.

L’articolo a cui si riferisce Edoardo Mazza è stato pubblicato su il Fatto quotidiano online ed è a firma di Alessandro Bartolini vedi Elezioni comunali 2015, Seregno: in Brianza campagna elettorale di Fi nel bar dell’armiere dei boss. Fra l’altro vi sono riportate dichiarazioni dello stesso Mazza che quindi era avvertito dell’imminente pubblicazione.

E allora perché un articolo pubblicato su il Fatto quotidiano giustifica, secondo Mazza, le minacce verso Infonodo e la mia persona?

Perché, anche se non detto esplicitamente, Mazza e Mariani presumono che io o qualcuno di Infonodo abbiamo passato a il Fatto quotidiano la foto dell’aperitivo elettorale nella panetteria di Tripodi.
Quindi è vero quello che dice Mazza, che le minacce non sono rivolte a un giornalista iscritto all’ordine, perché io non lo sono, ma, certamente, sono rivolte a quella che è ritenuta la fonte del giornalista de il Fatto quotidiano.

Analogo distinguo e attacco alle fonti lo ha fatto Giacinto Mariani, quando l’Espresso ha pubblicato l’inchiesta su +Energy.

Il comunicato stampa diramato dall’organo di informazione del comune di Seregno recita così: «L’inchiesta di Fabrizio Gatti mette insieme cose vere, verosimili e false per costruire un teorema. Questa non è informazione. È lo “stile” di Infonodo che, come scritto nell’articolo di Gatti, ha passato le informazioni al settimanale » (vedi “Una strategia per farmi fuori”).
Anche lì la “colpa” di Infonodo è stata quella di aver passato informazioni.

Informazioni che un giornalista come Gatti - che ha ricevuto negli anni premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Journalism Award della Comunità Europea (vedi lista riconoscimenti e premi a Fabrizio Gatti) - ha approfondito e verificato, costruendo la propria inchiesta giornalistica.

Se da una parte la strategia adottata da Mariani e applaudita da Mazza serve a spostare l’attenzione dalle cose che vengono scritte, alle persone che le scrivono e alla fine alle loro vere o presunte fonti che vengono sistematicamente screditate, dall’altra l’attacco è ancora più grave, perché non é più solo un attacco al diritto di informazione, ma é un'intimidazione nei confronti di tutti i cittadini possibili testimoni degli eventi.

Aleggia una subcultura analoga a quella mafiosa per cui chi interloquisce con la stampa, in particolare con certa stampa è “un infame”, un nemico da colpire.

Quando poi un retroscena della vita amministrativa cittadina viene svelato e raccontato direttamente da Infonodo, allora la caccia al traditore, alla “spia”, alla “gola profonda” diventa ossessiva.

A seguire il testo dell’Interrogazione Parlamentare a risposta presentata dalla Senatrice Ricchiuti.

Atto n. 4-04150
Pubblicato il 18 giugno 2015, nella seduta n. 468
RICCHIUTI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
da notizie giornalistiche si apprende che durante i festeggiamenti per la vittoria del centro-destra alle elezioni comunali a Seregno (Monza e Brianza) il sindaco uscente Giacinto Mariani, fedelissimo di Matteo Salvini, ha pronunciato le seguenti parole di minaccia nei confronti del giornalista Michele Costa e della redazione di "Infonodo" di Seregno: "La città di Seregno non ha bisogno di falsità e di cattiverie, di atti anonimi. Che le opposizioni la smettano di rifarsi a siti anonimi gestiti da animali, da ladri e da schifosi. Perché queste persone devono morire";
le gravissime parole di minaccia pronunciate da Mariani sono state condivise anche dal suo successore, Edoardo Mazza, di Forza Italia, vincitore al ballottaggio di domenica 14 giugno 2015, che non ha esitato a manifestare il suo apprezzamento applaudendo;
considerato che a quanto risulta all'interrogante:
la minaccia rivolta da Mariani al giornalista Michele Costa e alla redazione di "Infonodo" preoccupa profondamente e non può essere sottovalutata ancor più se si considera che proviene da un soggetto come Giacinto Mariani che con Mario Barzaghi e un ufficiale dei Carabinieri sarebbero in affari con organizzazioni criminali;
è opportuno ricordare, infatti, che per Mario Barzaghi, già vicepresidente di Confindustria di Monza e Brianza, è stato richiesto il rinvio a giudizio dalla Procura di Monza per avere sequestrato e minacciato di morte nel 2013 il giornalista de "L'Espresso" Fabrizio Gatti durante un'intervista in cui lo stesso Gatti chiedeva informazioni proprio sulla società nella cui compagine erano presenti i predetti soggetti;
considerato, inoltre, che:
dai fatti esposi risulta dunque evidente che anche la nuova compagine comunale ha adottato come sistema l'intimidazione mafiosa contro quei giornalisti impegnati nella lotta alle organizzazioni criminali;
preoccupa profondamente e non lascia ben sperare l'atteggiamento adottato dal nuovo sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, che applaude il suo predecessore che minaccia di morte giornalisti che svolgono il loro dovere; ciò è gravissimo e dimostra quanto si sia abbassato il livello di guardia nella città di Seregno;
non vi è dubbio che la giustizia farà il suo corso ma c'è bisogno di una mobilitazione generale di tutti coloro, che di sicuro sono la maggioranza dei cittadini seregnesi, che ritengono la libertà di stampa e il diritto di essere informati una colonna portante della nostra democrazia;
tra i compiti fondamentali dello Stato vi è quello di assicurare un alto livello di vigilanza al fine di mantenere la legalità, ovvero ripristinarla quando risulti violata, garantendo così il corretto svolgimento della vita democratica locale,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei gravi fatti riportati e quale sia la sua valutazione in merito;
se non ritenga necessario attivare i meccanismi di cui all'art. 143 del testo unico sugli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 per il Comune di Seregno.

 

Commenti

Caro Edy Mazza, mi dispiace molto che in giro si dice che tu non capisci una mazza e che il tuo cognome riassume la tua personalità. Io voglio replicare a queste persone che non capiscono l'umanità che c'è dietro ad una persona come te. Al contrario di come la pensano quelle bestie di Infonodo, tu hai capito subito tutto ed è per questo che ti sei stretto forte a Giaci: per tenerti ancorato a lui prima che riuscissero a spazzarti via ... prima ancora di insediarti come sindaco.
Sono cattivi! Con tutta la fatica che avete fatto, con tutto il bene che vi vogliono i seregnesi e i calabresi... Non si fa! Io sono d'accordo con te. Giaci non si riferiva agli altri giornalisti. Giaci ha minacciato di morte solo Camillo Costa di Infonodo. Tutti gli altri no. Gli altri, i giornalisti veri, quelli che fanno le vere inchieste (che infatti non hanno mai trovato nulla che non andasse a Seregno), quelli che insomma vi hanno dimostrato sempre affetto e devozione e mai una critica ... quei "giornalisti" possono stare tranquilli, per ora... È con quegli animali di infonodo che lui ce l'ha! Perché continuano a pubblicare cose che nessuno sapeva. Non si fa, Cristo! Vi hanno messo in croce come lui! Meritano proprio di morire! Caro Mazza, tieni duro, o meglio tieniti forte e come a Giaci ti auguro un bel "in culo alla balena"
La vostra Lady Liberty

Cara Lucrezia e perchè non chiedere anche lo scioglimento anche del Consiglio Comunale di Meda? Perchè non si capisce quale sia l'interesse pubblico che sta dietro la cementificazione delle aree libere di Meda, o anche non si capisce perchè Caimi sia diventato lo sponsor di un nuovo megacentro commerciale da piazzare proprio vicino alla nuova Pedemontana, di cui il solo Caimi pare essere azionista tra i comuni della zona? E se non fosse solo incapacità o mancanza di idee da parte di Caimi e della sua giunta?

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