IL RISCHIO CHE SERVE PER LA PEDEMONTANA CHE SERVE: Pedemontana e piani B

IL RISCHIO CHE SERVE PER LA PEDEMONTANA CHE SERVE
Pedemontana, Piani B e chimere

Apprendiamo dal sito della Provincia di Monza e Brianza ( VEDI QUI http://www.provincia.mb.it/news/dettaglio_news.html?id=16013&area=256&ti... ) che il 14 luglio, nell'incontro svoltosi nella sede della Provincia tra Presidente Ponti, Comuni della Brianza e Assessore Regionale Sorte, è stato ipotizzato un cosiddetto Piano “B” per la realizzazione della Pedemontana, volto a fronteggiare le evidenti difficoltà economiche (già utilizzato oltre l’80% del contributo pubblico per completare il 30% dell’opera) garantendo un completamento parziale.
L'ipotesi prevede una riduzione del tracciato (niente tratta D), la rinuncia alla terza corsia, la limatura di alcune opere accessorie (come il mantenimento dello svincolo di Desio) per realizzare - come si dice nel comunicato della Provincia MB  - la "Pedemontana che serve".
Per noi questo cosiddetto Piano “B” è un maldestro tentativo di salvare il salvabile di fronte alla sproporzione tra un'opera faraonica e le risorse disponibili nell'immediato, pari più o meno a zero. Lo spreco di risorse verrebbe "contenuto", l'impatto sul territorio appena attenuato. Quanto alla questione dei flussi di traffico che si riverserebbero dalla tratta B1 (in fase di ultimazione) sulla Milano  Meda, (giustificazione della richiesta di completamento della Autostrada in versione ridotta) gli studi  andrebbero forse approfonditi, visto lo scarso utilizzo della tratta A e la fine che hanno fatto BreBeMi e Tem.
E comunque basta non mettere in esercizio la B1 e farla smantellare poi a carico di chi, a vari livelli, si è accanito in questi anni nel portare avanti questo disastroso pasticcio, e semmai si deve promuovere un progetto alternativo e partecipato di mobilità sostenibile.
Certo nel comunicato vengono menzionati il potenziamento del trasporto pubblico e la riqualificazione della viabilità esistente; ma queste cose si possono e si devono fare comunque e non come accessori della Pedemontana.
Per non parlare della questione diossina che - a pochi giorni dall'anniversario del disastro di Seveso - viene appena accennato, ipotizzando un ridotto (???) impatto sull'area ex Icmesa. Come se la presenza di diossina fosse limitata solo a quella piccola zona, mentre invece è ovunque tra Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio. Ci si risponderà che per quello ci sono le caratterizzazioni dei suoli previste dalla prescrizione 3 del Cipe e l'immancabile Tavolo, in cui gli amministratori chiedono, migliorano, implementano. Ma è evidente che non basta la prescrizione 3, relativa allo smaltimento delle terre inquinate,  perchè questo non ci può proteggere dalla movimentazione – durante i lavori - di enormi quantità di terra e  di polveri piene di diossina.
Insomma si propone una versione ridotta della Pedemontana; un po' di autostrada, che butti al vento un po' di soldi pubblici, che distrugga un po' di suolo, e inquini un po' l'aria, ed esponga un po' al rischio diossina la popolazione !
Che tristezza. E' di pochi giorni fa la commemorazione del "maledetto 10 luglio 1976" quando le nostre comunità furono travolte dal disastro diossina; ma a quanto pare sotto la retorica di circostanza delle istituzioni non c'è niente.
"Il progresso ha i suoi inconvenienti" diceva il Presidente di Hoffmann Roche quasi quarant'anni fa, commentando infastidito il disastro di cui la sua multinazionale, proprietaria di Icmesa, era responsabile.
Oggi siamo punto e a capo; l'impatto ambientale e i rischi della salute sono appena menzionati, e a prevalere sono solo i conti economici, le "misure" di un'opera che non serve e il voler dimostrare che la politica è ancora capace di portare a casa i famosi "risultati".
Invitiamo gli amministratori locali a cogliere quella che forse è l'ultima occasione (l'attuale impasse economica di Pedemontana) per dare una svolta alla loro azione, smettendola  di inseguire chimere; un tempo era la Pedemontana sostenibile, le mitigazioni, le compensazioni; oggi il tavolo delle caratterizzazioni o il ridimensionamento del progetto; senza che i veri problemi vengano affrontatati, nella ricerca del compromesso per il compromesso. Si accetti la realtà: comunque la si rigiri Pedemontana con tutti i suoi tentacoli (opere connesse comprese) è un inutile ecomostro.
NIENTE COMPROMESSI SULLA NOSTRA SALUTE - L'UNICO MODO PER PROTEGGERE IL TERRITORIO E LA POPOLAZIONE E' FERMARE PEDEMONTANA !

Coordinamento No Pedemontana

Commenti

Incomprensibile. Come sempre.

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »