Monza - Autodromo. ACI entrerà in Sias con una quota importante, benservito in arrivo per Dell'Orto e Ferri

di Pier Attilio Trivulzio

Sull'Autodromo di Monza sta per abbattersi un tornado che ne modificherà gli assetti proprietari e la gestione del presidente e amministratore delegato Andrea Dell'Orto e del procuratore Francesco Ferri.
Ieri movimentata riunione del Consiglio dell'Automobile Club di Milano che, dopo aver valutato i risultati del Gran premio d'Italia, avrebbe dovuto decidere l'azzeramento del management. Favorevoli all'allontanamento di Francesco Ferri erano i consiglieri Enrico Radaelli e Geronimo La Russa, contrari il presidente Ivan Capelli e il suo vice Marco Coldani, indeciso Pietro Meda. Quindi, per il momento, nulla di fatto.
Oggi Ivan Capelli è a Roma per l'esecutivo dell'Automobile Club d'Italia. Parlerà con il presidente Angelo Sticchi Damiani che domenica ha ottenuto l'investitura da parte di Giovanni Malagò, presidente del Coni, di condurre la trattativa con Bernie Ecclestone per tenere a Monza il Gran premio oltre il 2016. É certo che ACI entrerà in Sias con una quota importante che a breve verrà deliberata.

Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri rischiano ora di essere messi alla porta senza tanti complimenti.
Sticchi Damiani rimprovera a Ivan Capelli la mancanza di polso e di aver assecondato, senza intervenire, certe discutibili scelte di Andrea Dell'Orto. Scelte fatte su suggerimento di Francesco Ferri.
“Capelli è stato troppo debole”, si limita a dire il presidente dell'ACI.
Il fatto è che Ivan Capelli ha dovuto giocoforza accettare il pacchetto che Dell'Orto gli aveva confezionato candidandolo alla presidenza del sodalizio milanese.
La vicenda va spiegata dall'inizio. Per essere eletti nel Consiglio dell'Automobile Club è necessario acquistare un numero consistente di tessere. Le tessere vengono regalate con l'impegno che il beneficiario voti i candidati della lista. Di fatto si tratta di voto di scambio che però, per le elezioni dell'ACI, non è reato. E' prassi normale.
Chi ha pagato le tessere che hanno espresso Ivan Capelli presidente? Dell'Orto di tasca propria? La Beta Utensili? La Innext di Francesco Ferri?

Certo è che a elezioni avvenute il Consiglio di AC Milano si è ritrovato a non poter dire di no ad un contratto blindato con Innext. Società che ha subito iniziato ad operare dentro l'Autodromo, avvalendosi di consulenti come Edoardo Di Seri la cui azienda era stata appena ammessa al concordato preventivo e assumendo personale in rapporti con la Beta Utensili.

Ad una società che ha sempre lavorato in stretto contatto con Beta Utensili è stata firmato un lauto contratto, la cosa si è risaputa e forse anche per questo Massimo Ciceri ha deciso di dare le dimissioni dal Consiglio di Sias. Le ha annunciate verbalmente, oggi la formalizzazione.

Da novembre 2014, il procuratore in pectore Francesco Ferri (Innext), ha trasformato Sias in un carrozzone. Da 30 tra impiegati e operai l'Autodromo è passato a oltre 40 a cui s'aggiungono altrettanti consulenti.

Nel frattempo si sono intrecciate con la gestione dell’Autodromo le vicende di Confindustria Monza e Brianza che vede come presidente lo stesso Andrea Dell’Orto.
La sua decisione di “rottamare” anticipatamente l’associazione industriale brianzola e farla confluire in Assolombarda ha visto formarsi una fronda di industriali contrari alla fusione che ha fatto ricorso al Tribunale di Monza. Il 17 settembre ci sarà il pronunciamento.
Tra i “dissidenti” Guido Locati -  sue le consulenze retribuite per la realizzazione del Museo dell’Autodromo e della kinderheim nello spazio della parabolica -  che ha deciso di far sentire la sua voce contro la fusione con Assolombarda firmando una lettera aperta a Il Cittadino. Scelta che ha provocato la stizza del presidente di Sias, nonché di Confindustria di Monza e Brianza, Andrea Dell'Orto. 

All’attuale dirigenza dell’Autodromo sono, inoltre, state sollevate critiche per l'apertura del Museo, dove le show cars di Ferrari e Mercedes sono sparite poco dopo l'inaugurazione così come la Maserati Eldorado prestata dalla Panini di Modena. Museo trasferito poi nello spazio ex ristorante Anzani ed aperto, sempre a pagamento, nei giorni del Gran Premio ai soli possessori dei biglietti di tribuna centrale.
Così come ha lasciato molti dubbi i biglietti messi in vendita a prezzi di saldo e finiti nelle mani dei bagarini. Operazione folle che di certo ha avuto ripercussioni negative sugli incassi finali.

I dati di bilancio della scorso anno per quanto riguarda il Gran premio d'Italia parlano di 21,7milioni di euro di incasso complessivo con costi diretti di 17,3milioni ed un risultato netto di 4,3milioni. Vedremo nel prossimo bilancio se la cifra di 160.000 mila spettatori arrivati quest'anno all'Autodromo nei tre giorni (21.000 venerdì; 43.000 sabato; 86.000 domenica) avrà portato un incremento dell'incasso.

Commenti

Come sempre in Italia ci si limita a sputare merda e a vedere del marcio mentre non si guardano mai le cose positive che una nuova gestione sta facendo con sforzo e sacrificio.
L'autodromo di Monza sta ritrovando nuova linfa con il museo, con le iniziative musicali e con un GP clamoroso che ha emozionato tutti oltre ad aver avuto un grande riscontro in termini di visitatori.
Date tempo di lavorare, date tempo di poter cambiare invece di assalire sempre subito con insinuazioni senza senso. Non è ancora arrivato il tempo del bilancio ma senza dubbio a mio parare qualche passo importante si è già visto. E chissenefrega chi è entrato, per chi lavora e il perchè… noi monzesi e non solo rivogliamo un autodromo attivo e multifunzionale e finora ci sono tutte le premesse affinchè questo avvenga.

Per fortuna caro pseudo giornalista scrivi per una testata sconosciuta e le tue illazioni rimangono inascoltate.

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