Villasanta - Intervista al nuovo proprietario dell’azienda: «Abbiamo investito su Form e vogliamo restare in Italia»

di Marco Dozio da il Giorno

COME fosse Davide che mangia Golia. L’azienda piccina, a conduzione familiare, che cresce fino a diventare la più grande del Paese nel settore di competenza, quello della pressofusione in alluminio. Una rarità. Come vedere, di questi tempi, un imprenditore manifatturiero che per sconfiggere la crisi sceglie di investire, pure molto, in Italia. Senza delocalizzare. Marco De Angelis, 54 anni, milanese, è l’amministratore delegato, di fatto proprietario insieme al fratello Luca, della Albertini Cesare Spa, 36 lavoratori a Turate. Che a partire da oggi, dopo la firma dal notaio, ingloberà la Form, colosso della componentistica per auto con tre stabilimenti (Villasanta, Cormano, Quero) e 660 addetti. I sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil hanno scelto De Angelis, con il benestare del Ministero, in quanto unico acquirente a garantire la riassunzione di tutto il personale. Mentre le altre due offerte in campo, quella del fondo Vei Capital e dei Raicam, avrebbero puntato sulle fabbriche «sane» di Villasanta e Quero prospettando però 200 licenziamenti a Cormano. In Brianza il 70% dei 260 lavoratori Form ha firmato una petizione contraria ad Albertini, considerata troppo fragile per’un’operazione così corposa.

De Angelis, cosa si sente di dire ai villasantesi che hanno contestato l’acquisizione?
«Che ora dobbiamo ragionare come un’unica azienda. La parte commerciale e l’ufficio tecnico sono in comune: alcuni pezzi possono essere prodotti soltanto con i macchinari di Cormano. Non sono sicuro che
Villasanta, pur essendo una fabbrica-gioiello, sarebbe potuta andare avanti da sola».

Nel caso dovesse licenziare qualcuno, comincerebbe dai firmatari della petizione?
«Assolutamente no. La lista di chi ha firmato non l’ho vista e non la voglio vedere. Col tempo gli addetti di Cormano saranno trasferiti negli altri stabilimenti. Sappiamo che ci sono stati duri contrasti tra lavoratori. Riportare armonia tra le maestranze sarà la sfida più difficile».

Ci sono speranze per i 20 operai precari di Villasanta?
«Purtroppo no, il loro posto sarà preso dai dipendenti di Cormano».

Il fatturato della Albertini è in calo. Con quali risorse gestirà un gruppo così grande?
«Siamo scesi da 50 a 36 dipendenti, il fatturato è diminuito da 12 a 6 milioni. Ma per vincere la crisi abbiamo deciso di investire, a me non piace l’idea di delocalizzare. Abbiamo trovato gli affidamenti bancari necessari: ora che abbiamo vinto il bando, le banche ci danno fiducia».

Che fine ha fatto la voragine debitoria della Form?
«Se l’è accollata lo Stato che ha tappato un buco da 160 milioni di euro. Ereditiamo un’azienda risanata, senza debiti, che fattura 100 milioni di euro. Vogliamo riportarla ai 140 milioni di qualche anno fa».

Perché i dipendenti di Villasanta, abituati a fare gli straordinari, dovranno subire un periodo di cassa integrazione a rotazione?
«Perché ora siamo tutti Albertini, non ha più_ senso considerare le varie fabbriche come entità indipendenti».

Per quale motivo la vostra offerta fu esclusa dal primo bando di vendita?
«Dovrebbe chiederlo al commissario. Le nostre condizioni non sono cambiate da allora. Rimasi molto sorpreso nel vedere il numero di esuberi prospettati da Vei Capital. Noi vogliamo guadagnare, siamo imprenditori. Ma vogliamo anche salvaguardare i posti di lavoro. E abbiamo le giuste competenze per fare bene».


La ditta fondata nel ’36 dal padre di Albertini l’ex sindaco di Milano
di Marco Dozio da il Giorno

L’IMPRESA metalmeccanica di Turate è stata fondata nel 1932 da Cesare Albertini, padre dell’ex sindaco di Milano, attuale senatore, Gabriele. Nel 2007 il passaggio di consegne ai fratelli De Angelis. Che ora dovranno gestire i rapporti con clienti del calibro di Bmw, Volkswagen e Mercedes. A Villasanta, per esempio, si produce lo sterzo della Golf.
«Abbiamo già avuto riscontri postivi dalla clientela Form. Noi stessi, come Albertini, siamo abituati a trattare con colossi internazionali: lavoriamo con Siemens, tanto per fare un nome - spiega Marco De Angelis -. Form opera nel settore dell’automotive, noi in quello delle telecomunicazioni, ma produciamo sostanzialmente gli stessi prodotti, l’aspetto tecnico è identico, così come sono identici i fornitori».
marco.dozio@ilgiorno.net 

Commenti

Quante cazzate che ha detto ..
informatevi in che stato e la Cesare Albertini adesso ...e uno scandalo che nessuno intervenga

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