Appalto rifiuti a Monza: il Comune prende una cantonata…. ristabiliamo la verità, che fa rima con legalità!

Il Comitato Beni Comuni e il Movimento 5 stelle, rispettivamente in data 18 maggio e 29 maggio 2015, presentavano esposti all’ANAC in relazione al contratto, e successiva transazione, stipulato dal Comune di Monza con l’impresa Sangalli per la gestione del servizio rifiuti.
Con nota del 5 luglio 2016, l’ANAC, sottolineando l’approssimativa gestione di tutta la procedura, ha intimato al Comune di Monza di riesaminarla - ponendo particolare attenzione all’individuazione delle responsabilità che hanno portato alla transazione - e di comunicare entro 30 giorni le decisioni assunte.
In data 8 luglio2016 il Prefetto di Monza e della Brianza, su proposta del Presidente dell'ANAC, Raffaele Cantone, ha disposto misure di straordinaria e temporanea gestione della società Sangalli Giancarlo & C. S.r.l. relativamente agli appalti aggiudicati per servizi di raccolta e trasporto di rifiuti presso il Comune di Monza.
Da parte della Giunta comunale ci si attendeva, se non proprio un mea culpa e il riconoscimento dell’azione del Comitato, almeno la dichiarazione di volersi immediatamente adoperare per ottemperare alle richieste dell’ANAC.
Invece abbiamo dovuto leggere le solite, surreali dichiarazioni del Sindaco Scanagatti: “dopo tante polemiche anche l’autorità anticorruzione conferma la correttezza del nostro operato, riconoscendo la validità del contratto e l’obbligo di portarlo a compimento”.
Certo non vale la pena replicare a quella che suona come l’ennesima presa per i fondelli di tutti i Cittadini monzesi.
Appare invece molto più utile auspicare che all’interno del Comune venga colta l’occasione per fare effettiva chiarezza sulla vicenda e per costruire una situazione più favorevole alle tasche dei Cittadini più che a quelle dell’impresa Sangalli, instaurando un giudizio civile per la richiesta del risarcimento del danno causato da un contratto viziato da corruzione e trasferendo il ramo d’azienda monzese dedicato alla gestione dei rifiuti in proprietà del Comune (risarcimento in forma specifica), in modo da risolvere definitivamente anche la questione delle gare truccate.
Appare infine doveroso porre l’attenzione sulla situazione dei lavoratori dell’impresa Sangalli, che l’Amministrazione comunale ritiene di aver salvaguardato con la transazione e che in questo momento sono sottoposti alla pressione di quelli che ritengono di dover intervenire a difesa dei loro posti di lavoro.
A riguardo nell’ordinamento italiano sono presenti norme chiarissime.
Nella parte dedicata alla gestione dei rifiuti, il Codice dell’ambiente, all’art. 202, comma 6, stabilisce che: il personale che, alla data del 31 dicembre 2005 o comunque otto mesi prima dell'affidamento del servizio, appartenga alle amministrazioni comunali, alle aziende ex municipalizzate o consortili e alle imprese private, anche cooperative, che operano nel settore dei servizi comunali per la gestione dei rifiuti sarà soggetto, ferma restando la risoluzione del rapporto di lavoro, al passaggio diretto ed immediato al nuovo gestore del servizio integrato dei rifiuti, con la salvaguardia delle condizioni contrattuali, collettive e individuali, in atto.
Ma, d’altra parte, è lo stesso CCNL del settore Igiene ambientale – Aziende private che, all’art. 6, prevede che: L’impresa subentrante assume ex novo, senza effettuazione del periodo di prova, tutto il personale in forza a tempo indeterminato – ivi compreso quello in aspettativa – addetto in via ordinaria allo specifico appalto/affidamento che risulti in forza presso l’azienda cessante nel periodo di 240 giorni precedenti l’inizio della nuova gestione in appalto affidamento previsto dal bando di gara e alla scadenza effettiva del contratto di appalto.
È il rispetto delle norme esistenti, da parte di Cittadini e istituzioni, che tutela l’interesse collettivo. Non certo, come questa triste vicenda insegna, una transazione avventata e irresponsabile, per dirla nel modo più benevolo possibile.
 

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