Carcere di Monza: due suicidi tra i detenuti e l'impotenza dei lavoratori

comunicato stampa fp cgil lombardia-fp cgil monza e brianza
 
 Oggi per il mondo carcerario lombardo, e brianzolo in particolare, è una giornata decisamente drammatica.
 
Ben due detenuti, a poche ore di distanza, si sono tolti la vita nel carcere di Monza. Il primo impiccandosi in infermeria, presumibilmente attorno alle ore 5,00. Il secondo è stato trovato dagli agenti penitenziari a terra attorno alle ore 11,00, per aver sniffato gas dal fornelletto in dotazione. Nonostante gli sforzi del personale penitenziario per salvarlo, non ce l’ha fatta.


Innanzi tutto, come Fp CGIL Lombardia e Fp CGIL Monza e Brianza esprimiamo le nostre condoglianze a cari e  parenti dei due uomini. E solidarietà ai lavoratori che devono far fronte anche a questi casi estremi.
 
“Siamo enormemente dispiaciuti per questi drammi umani che noi agenti penitenziari non riusciamo a intercettare per tempo e che ci mettono di fronte alla nostra impotenza – commenta Calogero Lo Presti, coordinatore Fp Cgil Lombardia -. Lavoriamo in condizioni difficili, pesanti e al contempo con soggetti delicati. Lavoriamo con senso del dovere e responsabilità e tanto più è per noi mortificante registrare la perdita di vite umane. Purtroppo queste situazioni pesanti portano molti agenti a serie depressioni, e anche noi avremmo bisogno di supporto per gestire disagio e stress. L’Amministrazione dovrebbe riflettere ad ampio raggio sulle modalità organizzative del sistema carcerario”.
 
“Da molto tempo abbiamo sollevato la cronica mancanza di personale del carcere di Monza (cui mancano circa 70 agenti penitenziari e ha un sovraffollamento di oltre 200 detenuti), come del resto è per gli altri istituti lombardi e del paese – aggiunge Michele Giandinoto, segretario Fp Cgil Monza e Brianza –. Molti agenti sono assorbiti a svolgere le attività amministrative. Magari per questi due casi specifici non molto sarebbe cambiato. O forse sì. Quello che è certo è che i lavoratori sono sempre più in difficoltà. E così non si può andare avanti”.
 
 
23 marzo 2017

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