Chagall vietato ai minori: l’assurda tolleranza estremista

di Cristina Soffici da il Fatto quotidiano

Per venire incontro alla sensibilità di famiglie non cattoliche”. Con questa motivazione è stata annullata una gita di classe alla mostra di Palazzo Strozzi “Bellezza divina”, dedicata al rapporto tra arte e sacro. Vittime della folle decisione – presa non è chiaro da chi –sono i bambini della terza elementare dell’Ist ituto Matteotti di Firenze. La gita non si farà “visto il tema religioso della mostra”, si legge nel verbale della riunione del consiglio interclasse tenutosi lo scorso 9 novembre e distribuito a tutti i genitori.

ERA ABBASTANZA probabile che la mostra avesse un tema religioso, dato che l’esposizio - ne è dedicata proprio a indagare il rapporto tra l’arte e il sacro, con prestiti d’eccellenza da ogni parte del mondo, cosa rara per l’Italia maestra nel prestare all’estero i propri capolavori e decisamente meno efficace nell’operazione inversa. Complice la visita del Papa a Firenze la settimana scorsa, questa volta a Palazzo Strozzi sono arrivati grandi capolavori tra cui la “Crocifissione bianca” di Marc Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago, famosa tra l’altro per essere il quadro preferito di Papa Francesco, come lui stesso ha raccontato nel libro intervista El Jesuita. E molte altre celebri opere come “L’Angelus ” di Jean-François Millet, eccezionale prestito dal Musée d’Orsay di Parigi o la “Pietà ” di Vincent van Gogh dei Musei Vaticani, la “Crocifissione” di Renato Guttuso delle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Dopo le proteste dei genitori e la pubblicazione della notizia sul quotidiano locale La Nazione, la scuola si è subito affrettata ad aggiustare il tiro, dicendo che non c’è stato alcun annullamento e che la programmazione è ancora in corso e quindi non è detto che la visita non si faccia. Qualunque sarà l’epilogo della vicenda, il caso è un buono spunto per un ragionamento al di là della cronaca e del fatto specifico.

Perché l’eccesso del politicamente corretto tende ormai a sconfinare nell’idiozia globale, dove non si riesce più a capire il limite tra l’offesa dell’altro e la difesa di alcuni valori che la cultura occidentale dovrebbe ritenere non negoziabili. Come la libertà dell’arte e di ogni forma di espressione artistica. Chi sarebbero le “famiglie non cattoliche” per le quali è stato messo in atto il provvedimento? Se sono famiglie laiche, non se ne capisce il motivo, dato che erano laici anche molti degli artisti in mostra, se non addirittura atei dichiarati. Se invece si pensa che portare dei bambini a vedere un quadro raffigurante una crocifissione possa urtare la sensibilità di un musulmano o di un ebreo, siamo alla follia. Solo le dittature e le teocrazie hanno paura dell’arte. E una scuola statale italiana non può aprire a tali forme di oscurantismo. Per intenderci: se alla mensa di una scuola pubblica non si dà l’opzione di evitare il maiale, si discriminano i bambini musulmani o ebrei. E su questo, credo, nessuno avrà da ridire (eccetto Salvini e i suoi accoliti).

SE IN UNA SCUOLA si decide di non fare il presepe per Natale per non urtare la sensibilità dei non credenti, è una scelta fatta nel nome della laicità e non confessionalità della scuola italiana. Se ne può discutere, in quanto il presepe è anche espressione di una tradizione e cultura popolare che altrimenti va persa, ma la decisione in sé risponde a una sua logica. Ma impedire a dei bambini la visione di una mostra dove i grandi artisti si interrogano sul significato del sacro nel mondo moderno è una pura e semplice idiozia. Il prossimo passo in questa direzione porta a giustificare la distruzione dei Buddha in Afghanistan da parte dei talebani, perché “offendevano la sensibilità”dei musulmani. E, perché no, la devastazione di Palmira da parte dei miliziani dell’Isis. Sembrano paragoni eccessivi, ma a ben guardare non lo sono. Il punto di partenza è lo stesso: l’intollera nza verso la diversità.

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