Fiaccolata a Brugherio per salvare la Candy

Comunicato stampa

Giovedì 12, a Brugherio, qualche centinaio di lavoratori e lavoratrici della Candy hanno dato vita ad una fiaccolata spettacolare per le vie del paese: dall’ingresso degli stabilimenti della famiglia Fumagalli fino alla sala consiliare del municipio.
E’ stata promossa dalle organizzazioni sindacali – presenti Fiom e Fim territoriali e regionali, CGIL CISL di Monza e Brianza, le segreterie della Lombardia di CGIL e CISL, le segreterie nazionali della FIOM – e dall’Amministrazione Comunale di Brugherio, da tempo impegnata nella persona del Sindaco Marco Troiano a coordinare la sensibilità di numerosi altri comuni e della provincia di Monza e Brianza, rappresentata da Domenico Guerriero.
Tra i partecipanti alla fiaccolata c’erano parecchi cittadini, pensionati della Candy e Sindaci con fascia tricolore (Caponago, Arcore in prima fila) a partire da quello di Monza, Roberto Scanagatti. Ha fatto capolino anche il capogruppo in regione Lombardia del PD Enrico Brambilla.
 
“La riuscita dell’iniziativa non era scontata – afferma a margine della manifestazione Maurizio Laini, segretario Generale della CGIL di Monza e Brianza -; tra i lavoratori serpeggia la paura per i possibili 370 licenziamenti annunciati dalla Candy e il colpo è pesante, capace di ammutolire i 580 che a Brugherio rappresentano l’ultimo insediamento di Candy in Italia. Eppure erano in tanti: si fa strada tra di loro la convinzione che la strategia di dismissione del sito da parte dell’azienda può essere battuta e gli esuberi recuperati con un piano industriale degno di questo nome. Occorre però convincere Candy che la storia italiana di questo brend brianzolo non può finire con ulteriori delocalizzazioni in Cina, piuttosto che in Russia o in Turchia. Si può continuare a produrre a Brugherio: lo dimostra il recente accordo sulla Whirpool. C’è mercato e ci sono le condizioni per recuperare produttività. Soprattutto, a Brugherio ci sono i lavoratori più professionalizzati, più disponibili, i migliori per un prodotto di qualità. Anche la Candy dev’essere condotta a crederci investendo sulle potenzialità di un’azienda ancora assolutamente viva”.
 
“Certo – conclude Laini – serve che l’azienda venga allo scoperto dichiarando le proprie strategie, pressata dalle sue responsabilità nei confronti del territorio; dalle amministrazioni locali; dal Governo, chiamato più volte in causa dagli slogan che si sono levati nel corteo”.
 
Negli interventi svolti a conclusione nella sala consiliare del Comune di Brugherio a gran voce è stato chiesto infatti un impegno del Ministero delle Attività Produttive per la rapida convocazione di un tavolo a Roma sul piano industriale per il sito di Brugherio.
 
“C’è mercato e spazio produttivo in Italia per gli elettrodomestici bianchi – ha concluso il Sindaco Troiano -. Lo dimostrano recenti investimenti di multinazionali nel nostro paese. E se la famiglia Fumagalli, come ha più volte ribadito, crede che a Brugherio debba rimanere il cuore del gruppo, qui a Brugherio devono rimanere tutti i lavoratori oggi occupati. Se non verrà fuori in fretta il piano industriale dell’azienda, ne costruiremo uno alternativo dal basso: amministrazioni, sindacati, lavoratori metteranno nero su bianco le loro proposte per il futuro dello stabilimento”.
 
Obiettivo di tutti –ha detto Pietro Occhiuto segretario della FIOM CGIL Brianza – è “lavoro, lavoro, lavoro. Vogliamo solo salvare il destino occupazionale del sito e il futuro di centinaia di famiglie brianzole”.
 
Monza, 13 novembre 2015
 

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