I nodi dell'accoglienza in Brianza. E' necessario evitare il passaggio dall'urgenza all'emergenza

COMUNICATO STAMPA
 
I NODI DELL'ACCOGLIENZA IN BRIANZA
E' necessario evitare il passaggio dall'urgenza all'emergenza
 
 
La distribuzione dei richiedenti asilo in Brianza prosegue in modo costante ma senza grandi allarmismi, a esclusione di quelli nati da puro intento propagandistico. 
L’unico episodio di dubbia gestione riguarda il famoso caso “Via Asiago”, nel comune di Monza, dove l’ente gestore non ha ben considerato il contesto ricreando di fatto quello che potrebbe essere un Hub in 10 appartamenti di un condominio, con ovvio disagio dei richiedenti protezione internazionale e dei residenti. Per ovviare a situazioni di questo tipo e per poter gestire con più tranquillità i nuovi arrivi crediamo sia urgente l’ampliamento della rete di accoglienza sul nostro territorio.
In Brianza  Prefettura, Comuni, Provincia e associazioni, sindacali e non, giocano un ruolo importante, certo la distribuzione territoriale dei richiedenti asilo non è del tutto equilibrata (alcune giunte da tempo hanno manifestato scarso senso di responsabilità), ma l’assenza che pesa maggiormente rispetto a questa faccenda è sicuramente quella della Regione Lombardia che non ha assunto un ruolo nella gestione dell’accoglienza.
A fronte di attori che cercano su più tavoli di cercare soluzioni il più possibile sostenibili, Regione Lombardia interviene solo per negare spazi fisici e di intervento, mentre il livello regionale sarebbe fondamentale per veicolare le buone prassi e creare rete.
Da molto tempo segnaliamo questo atteggiamento che riteniamo sia la causa di molti disagi per il nostro territorio. La richiesta  emersa nell'ultimo anno per la messa a disposizione di due strutture regionali (quali il Vecchio Ospedale di Monza e Vimercate), pur non costituendo l’ideale di accoglienza diffusa che auspichiamo, potrebbe garantire il numero di posti necessario a riequilibrare la presenza territoriale dei richiedenti asilo e garantire una gestione che non si faccia trascinare dall’urgenza e dall’emergenza. Due strutture che potrebbero essere i nodi mancati di una rete di accoglienza Brianzola che ci auguriamo diventi sempre più sostenibile e inclusiva.
 
 
 

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