La Memoria de Seregn

27/09/2017

di Marco Tagliabue

(da wikipedia) Lo zerbino o stuoino è un piccolo tappeto, normalmente di forma rettangolare, posizionato immediatamente fuori o dentro l'ingresso di una casa o di un edificio, per consentire alle persone di pulirsi le suole delle scarpe prima di entrare.

È quello che ha fatto l’Ndrangheta a Seregno. Si è pulita le scarpe e poi è entrata. Lo zerbino, secondo il procuratore di Monza Bellomo, è il sindaco Edoardo Mazza, oggi agli arresti. Si sono puliti le suole delle scarpe sporche. Di fango e di sangue e violenza, sono entrati e non se ne sono più andati. “Determinanti i voti dell’Ndrangheta” dicono i magistrati. Determinanti anche i voti dei seregnesi, che hanno votato per uno zerbino, sapendo che lo era. Sì, perché ora in città tanti diranno che sapevano o sospettavano. Ora si passerà ai distinguo e di nuovo, si stringeranno le mani e si esprimerà la solidarietà ed in attesa del terzo grado di giudizio, ci si appellerà alla presunzione di innocenza.

Intanto altre suole di scarpe verranno ripulite sui tanti zerbini seregnesi. Intanto gli aperitivi si continueranno a bere nel bar chiuso per mafia, riaperto chissà perché ed immortalato nella fotografia che farà parte per sempre della “Memoria de Seregn”: Mantovani, Lugarà, Gatti, Mazza, in un abbraccio elettorale che ha portato tutti in galera. “Un sistema” dice la procuratrice antimafia Bocassini. Ma il puzzle è incompleto. Aspettiamo solo altri elicotteri che rompano il silenzio apatico dei seregnesi.

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