M5S: respinte le nostre proposte contro il bracconaggio

RESPINTE TUTTE LE PROPOSTE DEL M5S CONTRO IL BRACCONAGGIO. TRIPIEDI: OCCASIONE PERSA E NORMA DEL TUTTO INEFFICACE. 
Roma, 19 febbraio 2016 – “La montagna ha partorito un topolino” – così il deputato del M5S, Davide Tripiedi, in riferimento a quanto si è discusso nella giornata di ieri alla Camera dei Deputati. Al centro della più che giustificata polemica, la delega al Governo sul collegato agricolo. 
“Noi del M5S, avevamo proposto emendamenti che inasprivano le pene per chi compie attività di bracconaggio nelle acque interne con l’arresto fino a 3 anni e ammende fino a 15.000 euro, allargandole anche ad altri comportamenti che i predoni delle acque fluviali e lacustri pongono in essere come l'utilizzo della corrente elettrica o di sostanze tossiche.” 
Non è passata la sanzione penale per chi utilizza strumenti della pesca professionale oltre ai limiti consentiti, attività che ha ridotto al minimo la fauna ittica dei fiumi e la sua delicata biodiversità. Secondo l'Università di Ferrara, si è perso un terzo del patrimonio ittico, oltre al fatto di creare un grave danno al mercato regolare e alla nostra salute. 
Il problema è molto conosciuto sul fiume Po e i suoi immissari, dove bracconieri soprattutto di origine straniera che in Italia hanno trovato una vera e propria miniera d'oro rivendendo il pescato sui mercati italiani e dell’est Europa, hanno creato danni ambientali inimmaginabili. 
“Il non applicare pene più severe permetterà ai pescatori di frodo di continuare la loro attività illegale indisturbati.” – chiosa il deputato pentastellato – “Avevamo inoltre proposto che venisse inserita nella norma la sanzione per chi trasporta pesce vivo nei laghetti interni per farci business ma anche questa proposta è stata rigettata dal Governo.” 
Discutere del problema in aula è servito comunque a portare a conoscenza tutto il Parlamento di un problema che ha raggiunto delle proporzioni devastanti. “Ciò comunque non basta, visto che bisogna agire nell’immediato.” – spiega Tripiedi, che da anni si spende per risolvere il problema. 
Il Governo ha bocciato tutte le proposte di buon senso del M5S, suggerite anche dalle associazioni di pesca sportiva, dalla FIPSAS e dalle forze dell'ordine che si occupano di questo tema. 
“Si è persa una grossa occasione per mettere la parola fine al bracconaggio. Speriamo che al Senato si possano correggere queste gravi lacune e trovare le risorse per garantire un controllo più esteso sui territori, dopo la recente soppressione della Polizia Provinciale voluta dal Governo. Non possiamo permetterci in alcun modo di consegnare nelle mani di delinquenti come i bracconieri, il futuro dei nostri fiumi e laghi”. 
“Colgo l’occasione – chiude Tripiedi – per ringraziare tutti i pescatori volontari, tutte le forze dell’ordine, in particolar modo la polizia provinciale, che nonostante tutte le loro difficoltà e i continui tagli, da anni si spendono per salvaguardare la fauna ittica dei nostri fiumi e i nostri territori.” 

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