Monza - Autodromo, Coldani nel cda di Sias. Ancora sull'appalto a Jarno Zaffelli


di Pier Attilio Trivulzio

Francesco Ferri esce dalla società di gestione dell'Autodromo.
Marco Coldani, 58 anni, direttore generale di un'azienda multinazionale del settore petrolchimico e membro della giunta esecutiva di Confcommercio Milano, entra nel consiglio di Sias.
Coldani, ritenuto vicino alla Lega Nord, ricopre anche la carica di vice presidente dell'Automobile Club di Milano.
Mentre Sias modifica e completa il suo board, sarà la magistratura ad accertare se il bando per il progetto di un nuovo layout della pista, ostinatamente voluto dall'ex presidente Andrea Dell'Orto, è stato costruito su misura per favorire un unico concorrente.
Il bando di gara di cui parliamo è quello indetto da Sias il 7 agosto dello scorso anno “per l'affidamento del servizio di progettazione di pista per auto e moto presso l'Autodromo di Monza”.

Al punto 5.2 il bando richiedeva tra gli altri requisiti:
f) di possedere una o più attestazioni rilasciate da ente certificante (sono escluse le Federazioni sportive) relative ai servizi di simulazione prestazionale e valutazione del rischio di pista, sia per auto che per moto, già utilizzati in passato per ottenere omologhe internazionali in almeno 3 autodromi.

La dicitura “sono escluse le Federazioni sportive al paragrafo f” che non compare nel nuovo bando di gara è giudicata motivo favorevole allo Studio Dromo del perito industriale diplomato in meccanica sperimentale Jarno Zaffelli é in possesso di un suo personale database che utilizza per i layout degli impianti sportivi che progetta, ma che non possiede certificazione alcuna rilasciata dalle Federazioni sportive.

Il sospetto che il bando sia stato confezionato ad hoc sorge dal fatto che, su invito del dimissionato presidente di Sias, Andrea Dell’Orto, Jarno Zaffelli è venuto a Monza per un sopralluogo a febbraio e poche settimane dopo ha presentato lo studio preliminare dei lavori da eseguire e lo studio di fattibilità. Entrambi i lavori gli sono stati pagati tra giugno e inizio agosto: 27.000 euro lo studio preliminare e circa 70.000 per quello di fattibilità.

Rifatto il bando dopo le contestazioni sollevate da Tilke, il progettista di Ecclestone, e da un un altro concorrente all’appalto, se lo aggiudica non lo Studio Dromo ma lo Jaz Studios di Jarno Zaffelli per 163.800 euro.
Se si aggiungono a questi i circa 100.000 già liquidati e le parcelle dei legali il progetto di modifica della pista per ospitare le moto ha inciso negativamente sul bilancio per oltre 300.000 euro.

L'ultimo colpo di coda della gestione di Andrea Dell'Orto è stato inoltrare a Regione Lombardia - il 4 maggio scorso, quando non era già più presidente di Sias - la pratica per la Via (la valutazione impatto ambientale - ndr).

L’appalto è stato assegnato alla Jaz Studios di Jarno Zaffelli con delibera approvata dal consiglio di amministrazione di Sias, riunitosi il 23 dicembre in teleconferenza.
Nel successivo consiglio del 18 gennaio 2016, senza che fosse all'ordine del giorno e senza documentazione alcuna, a Dell'Orto vengono assegnati 55.000 euro per la trattativa atta a tenere a Monza la Formula 1 oltre il 2017 e i consiglieri gli danno mandato di preparare il rinnovo del contratto di procuratore per Francesco Ferri fissandone anche il compenso, che passa da 220.000 a 240.000 euro.

Il contratto non risulta però essere stato protocollato da Sias e quindi, non avendo data certa, Ferri difficilmente potrà farlo valere per ottenere la buonuscita di 500.000 euro che pretenderebbe.

Insediatosi nei giorni scorsi il nuovo consiglio di Sias nominato dall'assemblea alla quale non sono intervenuti né Ivan CapelliEnrico Radaelli (hanno delegato gli avvocati), il neo presidente Pier Lorenzo Zanchi ha diffidato lo sfiduciato Francesco Ferri dal firmare documenti.

In 13 mesi il bocconiano della Innext ha contribuito non poco a far lievitare le passività della società di gestione dell'Autodromo con scelte alquanto discutibili.
Ad esempio, ha deciso di affidare all’avvocato monzese Andrea Galbiati, genero del titolare del Sassoli group, l’incarico di chiudere il contenzioso che Sias aveva da tempo proprio con Sassoli per l'intitolazione del building e l'affitto della saletta in occasione del Gran premio d'Italia.
Un evidente conflitto di interessi che sembra avere prodotto un pessimo accordo per Sias e molto buono per il gruppo Sassoli (la scrittura privata che ha nominato Francesco Ferri procuratore dell’autodromo il 30 marzo 2015 é stata predisposta e firmata a Desio presso lo studio notarile di Valentina Sassoli, moglie di Andrea Galbiati).

Intanto il presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani, delegato a portare avanti la trattativa con la FOWC per tenere a Monza la gara mondiale oltre il 2017, puntualizza: “Non abbiamo intenzione di fare braccio di ferro con Ecclestone per il gusto di imporre condizioni; ma non possiamo creare problemi al bilancio dell'ACI. Per firmare il contratto dobbiamo trovare un main sponsor che stiamo cercando”. Mancherebbero 2 o 3 milioni di dollari per arrivare alla firma del contratto che – precisa il presidente - “comporterà sicuramente delle perdite perché l'incasso dei biglietti, purtroppo, non permette il pareggio”.

Il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone ha giudicato “non efficiente” la gestione Dell'Orto-Ferri. “Non vedo perché io debba pagare le conseguenze di ciò che voi non fate o fate male. Se voi spendete denaro per qualcosa che non è la Formula 1, che non riguarda il Gran premio, se impegnate risorse per le moto, io ne prendo atto. Non vedo però perché dovrei farvi sconti?”.

 

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