Monza - Autodromo in confusione, il Giro d'Italia scaccia il Ferrari Challenge dalla pista

05/10/2016

di Pier Attilio Trivulzio

L’Autodromo di Monza è allo sbando. A due mesi dall'annuncio ufficiale, non c'è, ancora, la certezza che il prossimo anno vi si correrà il Gran premio d'Italia di Formula Uno.
Manca, ancora, la firma sul contratto FOM da 68 milioni di euro che il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani deve siglare per tenere in Brianza la tappa del Mondiale FIA fino al 2019.

In questi giorni è poi spuntata la grana del Giro d'Italia.
Il 28 maggio 2017 si disputerà in Autodromo la tappa finale - una cronometro individuale di 28 chilometri - del 100° Giro d’Italia, organizzato come sempre dalla Gazzetta dello Sport e da Rcs.
Sennonché nello stesso fine settimana (26-27-28 maggio) è fissato il Ferrari Challenge.
Non appena gli organizzatori hanno dato notizia della tappa ciclistica sul circuito della Formula Uno, da Maranello è partita un infuocata telefonata.

La Ferrari sta valutando la possibilità di fare causa dal momento che, dopo aver concordato con gli organizzatori dei circuiti le date – mobilitando anche la struttura logistica per riservare alberghi e altro -, si vede ora costretta a rivedere il calendario 2017 del Challenge. Non è escluso che la Ferrari decida di annullare l'appuntamento di Monza o di rivolgersi ad un altro circuito.
Impossibile pensare che RCS abbia deciso di programmare la tappa del Giro d'Italia all'Autodromo di Monza senza contattare i dirigenti di Sias che gestisce l'impianto. Impossibile pensare che non ci siano stati incontri, scambi di telefonate, email e sopralluoghi.

Come è stato, allora, possibile impegnare la pista contemporaneamente per due eventi importanti come il Giro d'Italia e il Ferrari Challenge, manifestazione questa che negli ultimi due anni è tra le poche che ha generato utili?

E' credibile che né il presidente Pier Lorenzo Zanchi né il procuratore Marco Coldani fossero informati della coincidenza di date e ne siano venuti a conoscenza soltanto quando RCS ha presentato ufficialmente il Giro d'Italia alla stampa? E' credibile che Ivan Capelli, presidente di AC Milano, socio di maggioranza dell'impianto, non fosse a conoscenza della tappa in Autodromo del Giro?
L'ufficio stampa di Sias da noi contattato ci aveva promesso una dichiarazione che, però, non è arrivata.

A mezza voce c'è chi assicura che RCS abbia avuto l’approccio proprio con Capelli in occasione del Gran premio d'Italia.

Nell’assemblea del consiglio di amministrazione di Sias convocata per il 17 novembre all’ordine del giorno ci sarà la questione del Giro d'Italia e dei 200mila euro da dare a RCS per avere la tappa a cronometro in Autodromo.
Il Cda dovrà esprimersi anche sulla possibilità di mettere a calendario le gare motociclistiche. E' stata, infatti, avanzata una richiesta alla Federazione Motociclistica Italiana per l'omologazione di grado B così da poter organizzare una manifestazione endurance dopo le necessarie modifiche per la sicurezza che la Federazione imporrà.

Il “giallo” sulla tappa del Giro d'Italia è la ciliegina sulla torta del momentaccio che sta attraversando la società di gestione dell’Autodromo di Monza, sommersa dai debiti e insicura per quanto riguarda il suo futuro.

Siamo nell'impossibilità di emettere un giudizio” questo è in sintesi il giudizio della società Ernst & Young che ha certificato l'ultimo bilancio di Sias, mentre nel verbale del Collegio sindacale si legge: “In merito alla sussistenza di eventuali operazioni manifestamente imprudenti, azzardate, in potenziale conflitto d'interessi o tali da compromettere l'integrità del patrimonio sociale ribadiamo quanto scritto nella nostra email del 22 aprile 2016 (ore 13.46) in cui denunciavamo fatti censurabili ed irregolarità”. Con ciò è stato certificata la cattiva gestione della presidenza di Andrea Dell'Orto.

Detto che manca la firma sul contratto della FOM per tenere a Monza il Gran premio d'Italia dal 2017 al 2019, c'è da capire quali nodi devono ancora essere sciolti prima che l'ACI assuma l'impegno da 68 milioni di dollari.

Angelo Sticchi Damiani ha delegato Marco Ferrari e Alfredo Scala (quest'ultimo già nel Cda di Sias) a rappresentarlo agli incontri per capire quanto è grave lo stato di criticità della società il cui capitale è passato da 1,1 milioni a 550mila euro; che in due anni ha visto il suo patrimonio di 4.764.032 ridursi a 699.619 euro.
Sias, sotto la gestione di Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri, ha accumulato a fine 2015 debiti per 16.291.525 . Sul dato hanno pesato anche molte consulenze, da molti considerate inutili, per 2.761.244 euro. Anche tenendo conto che i 5.471.346 di crediti siano tutti esigibili, la società ha un indebitamento netto di 10.820.179.

Sempre sotto la gestione Dell'Orto il costo di organizzazione del Gran premio d'Italia è stato di 20,1 milioni di euro contro i 17,4 del 2014 (Turci-Bendinelli) e il ricavato dalla vendita dei biglietti è oscillato tra gli 8,3 e gli 8,5 milioni. Sottoscrivendo l'accordo con Ecclestone il Gran premio d'Italia verrebbe a pesare negativamente per circa 30 milioni sui bilanci.

Il nuovo contratto con FOM stabilisce che solo i proventi della biglietteria restino all'Autodromo. Non c'è più il secondo contratto che prevedeva il pagamento da parte di FOM a Sias della pubblicità in pista.
Le altre richieste - avanzate fin dal marzo 2015 e ribadite da Bernie Ecclestone a settembre a Monza al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni - contemplano la disponibilità della intera palazzina (ex Sassoli Group ora Manpower) e 5000 biglietti di tribuna.

Il canone triennale, come detto, è fissato in 68 milioni di dollari.
Il pagamento è fissato in 22 milioni di dollari nel 2017 e annualmente 23 milioni di dollari nei due anni successivi.
Il mandato ricevuto dal presidente dell'ACI è stato di portare avanti la trattativa con Ecclestone avendo disponibili 12,5 milioni di dollari. L'Automobile Club di Milano, socio di maggioranza di Sias, si è impegnata a mettere a disposizione la quota di sua spettanza nell'ordine di 6,5 milioni.
E Regione Lombardia?
L'idea è di entrare attraverso Finlombarda nella nuova società di gestione dell'Autodromo con una quota di 5 milioni di euro l'anno, 15 per il triennio del contratto con FOM.
I silenzi di Maroni e di Fabrizio Sala lasciano ipotizzare un raffreddamento da parte della Regione che ha, però, confermato l’impegno da 7 milioni all'anno per i prossimi 10 anni decisi in favore del Consorzio Parco Villa Reale.
Denaro che servirà all’Autodromo per migliorare le strutture ma anche volendo non potrà utilizzarlo per pagare Ecclestone.

Resta in silenzio anche Scanagatti, sindaco di Monza, che è anche presidente del Consorzio Parco Villa Reale. È, ovviamente, pro Gran premio, ma fa fatica ad avallare le richieste che a più riprese gli sono arrivate da Sias.
La società vorrebbe ridiscutere la convenzione e ottenere un canone meno oneroso, tra l'altro da quest'anno Sias deve versare al Comune il 2 per cento degli incassi delle gare.
La nuova convenzione richiederà il voto del Consiglio Comunale.

Il 17 novembre il Consiglio di Sias incontrerà i dirigenti di Eurosport per capire se c'è la possibilità di far tornare a Monza il WTCC (World Touring Car Championship), gara iridata non più organizzata dal 2013 dopo i risultati negativi per 268.360 euro nel 2012 e di 150.206 nel 2011.

 

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