Monza - Autodromo, show della coppia Dell'Orto-Ferri: come chiudere in perdita e vantarsene pure

12/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Dopo essere stati sfiduciati dal Consiglio di Sias il presidente Andrea Dell'Orto e il procuratore Francesco Ferri, ieri, hanno convocato una conferenza stampa per comunicare i risultati ottenuti nel 2015, primo anno della nuova gestione dell'Autodromo Nazionale.
Con tono soddisfatto è stato annunciato“un fatturato record con 5,1 milioni di euro di ricavi e valore della produzione a 34,2 milioni di euro” salvo far presente che “il bilancio chiuderà con una perdita di circa 1,6 milioni di euro”.
In pratica l’autodromo chiuderà con pesanti perdite anche nell’anno di Expo, quando cioè milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo si sono riversati su Milano e la Brianza.

Dal lato dei costi sull’esercizio 2015 hanno inciso due fatti straordinari ed esogeni: da una parte l’accantonamento al fondo rischi per il pagamento dell’IMU, in base al contenzioso attualmente in corso, dall’altra la variazione del tasso di cambio euro/dollaro rispetto al 2014 che ha determinato un aggravio di costi di circa 1 milione di euro a valere sull’organizzazione del Gran Premio F1. Senza queste due partite straordinarie il bilancio avrebbe chiuso sostanzialmente in pareggio” ha chiosato Francesco Ferri.

Peccato che presentando a fine marzo dello scorso anno il piano industriale triennale, venne comunicato che il primo bilancio sarebbe stato chiuso in pareggio. Nel frattempo il cambio euro/dollaro che ha raggiunto il punto più basso proprio nel marzo 2015, non è peggiorato, anzi è leggermente migliorato chiudendo l’anno a + 2,48 % rispetto ai valori minimi registrati.

Il management che avrebbe dovuto conoscere quale era la situazione finanziaria della società anche alla luce dell'indagine della Procura monzese, nelle sue previsioni non ha nemmeno correttamente valutato l’impatto del cambio euro/dollaro che aveva iniziato la sua fase discendente già nel maggio 2014, toccando il fondo, come ricordato, nel marzo 2015.

Nonostante i toni rilassati e i dati positivi snocciolati, l'Autodromo Nazionale -  è cosa oramai risaputa - naviga in mezzo a un mare di debiti.

Lo scorso anno per far fronte al contratto con Bernie Ecclestone la dirigenza decise di non corrispondere al Consorzio Parco Villa Reale l'importo dell'affitto previsto dalla convenzione che s'aggira attorno al milione di euro e di non versare ai soci Automobile Club Milano e Immobiliare ACM 1,3 milioni di euro di crediti esigibili.
Inoltre, sempre per fare cassa e poter pagare Ecclestone, Ferri chiese ad alcuni clienti che hanno con Sias contratti di servizi a lungo termine, di anticipare tre anni di quanto dovuto in cambio della promessa di rinegoziare al ribasso il contratto a partire dal 2018.
Bollata come falsa da Ferri, in conferenza stampa, la notizia del debito d'affitto è stata invece confermata a Infonodo da Lorenzo Lamperti, direttore del Consorzio Parco Villa Reale.
E' evidente a questo punto che in questo momento non ci sono le risorse da dare alla FOM e che difficilmente Sias potrà ripetere l'operazione di farsi anticipare dai clienti tre anni di contratto.

Andrea Dell'Orto - che appena nominato aveva detto che avrebbe rinunciato agli emolumenti - ha, però, preteso gli venissero pagati cash 135 mila euro per l'estensione oltre il 2017 del contratto con FOM e FOWC e il reperimento di quei 6,5 milioni di dollari necessari ad integrare i 12,5 che ci metterà l'ACI per tenere a Monza la Formula 1. È bene chiarirlo una volta per tutte: il rinnovo con Ecclestone costerà all’Autodromo di Monza circa 23 milioni di dollari, perché il patron del Circus oltre ai soldi del contratto si prenderà in esclusiva tutti gli spazi ospitalità dell'Autodromo che oggi, in occasione del Gran premio d'Italia, rendono a Sias circa 3 milioni di euro.

Quanto a Francesco Ferri si mette mensilmente in tasca 20 mila euro, lo scorso anno la cifra era maggiore essendo integrata con consulenze di Innext srl, società di cui è socio che ha debiti, passati da € 1.186.022 nel 2013 a € 2.448.161 nel 2014 di cui €1.929.330 esigibili nel 2015, e ha chiuso gli ultimi due bilanci in perdita.
Grosse difficoltà economiche anche per la Dell’Orto spa, azienda di famiglia del presidente di Sias, che dal 2009 al 2013 ha macinato perdite per complessivi 20milioni di euro. L’ultimo bilancio depositato e quindi relativo al 2014, è stato chiuso - dopo la ristrutturazione del debito con le banche - in sostanziale pareggio, ma solo perché é stato inserito un credito di un milione di euro per la cessione dell’ex area Dell’Orto alla 2G srl di Piergiusppe Avanzato, come premio “per la cubatura eccedente quella base pattuita in sede di cessione (avvenuta nel 2009 ndr)” concessa dal Pgt di Seregno, adottato nel gennaio dell’anno scorso.
Non deve apparire, quindi, come una bizzaria caratteriale se i due sono così ostinatamente attaccati alle poltrone dell'Autodromo.

Sias, per costi di personale e consulenze, comprese le collaborazioni, spende l'astronomica cifra di 2,3 milioni di euro.
Per fare un esempio concreto dello spreco di risorse, con uno staff di 6 persone fisse per la comunicazione compreso un capo ufficio stampa ex Coca Cola, Red Bull e Carlsberg con contratto da 120 mila euro, il 7 aprile la società ha sentito l'esigenza di chiamare per gestire la “crisi”, l'agenzia di comunicazione SEC- Relazioni pubbliche e istituzionali che ha messo a disposizione due giornalisti per stendere gli ultimi due comunicati con le dichiarazioni del presidente Dell'Orto e convocare e gestire la conferenza stampa di ieri.

Tra i miracolati della gestione Dell’Orto-Ferri c’è anche Mario Di Dato, genero del socio di Ferri alla Innext srl, neo assunto in Autodromo all'ufficio marketing con contratto a tempo indeterminato da 60mila euro oltre a provvigioni su contratti di clienti già Sias e il benefit di una Jaguar.

Insediatosi in via Parco, Francesco Ferri ha scoperto subito che Sias era una “società senza una struttura manageriale” e ha pensato bene di infilare in organico personale legato alla sua Innext come Monica Marinone, consulenza da 61 mila euro. E' lei che lo scorso anno ha elaborato, usando gli algoritmi, il piano industriale dell'Autodromo fino al 2020.

Essendo imprenditori abbiamo pensato di gestire Sias come privati”, ha dichiarato ieri Dell'Orto nel corso della conferenza stampa ammettendo poi “qualche errore l'abbiamo fatto, ad esempio sottovalutando la tempistica per riportare a Monza la superbike”.
Motorismo che é il pallino del presidente avallato da Ferri il quale, nel corso di un incontro a settembre dello scorso anno con il direttore del Consorzio, aveva ricevuto da Lamperti le informazioni sulle modalità di elargizione dei i fondi della Regione, 5,2 milioni di euro per il miglioramento delle strutture. 

Anziché elencare i lavori più urgenti – complessivamente quantificati in circa 40 milioni di euro - come l'allargamento dei sottopassi per garantire un miglior deflusso del pubblico, il rifacimento dei servizi igienici, delle tribune che non hanno coperture e comodi sedili e altro, Ferri ha chiesto i fondi per modificare la pista così da poter riportare a Monza il Mondiale Superbike.
Avendo Sias già preso accordi con Jarno Zaffelli della Dromo srl di Reggio Emilia che aveva elaborato una variante per eliminare la curva grande di Biassono passando attraverso il bosco e collegandosi alla vecchia pista Pirelli in uso fino al 1954.

E' stato pubblicato un bando di gara per queste modifiche e a presentare progetti sono stati tre soggetti. “Non abbiamo scelto Zaffelli, la Dromo di Zaffelli si è aggiudicata il bando”, ha spiegato Dell'Orto.
Al quale poniamo una domanda: dica, documenti alla mano, in che data Sias ha autorizzato il pagamento del bonifico alla Dromo srl e quale cifra è stata pagata.

Non so da quanti anni non veniva fatta la valutazione d'impatto ambientale, noi siamo stati i primi a farla” si è vantato Ferri, confermando “la spesa di 1,5 milioni di euro per il rifacimento di strutture” senza però dare alcun dettaglio dei lavori fatti.
Se la prossima settimana nel corso della conferenza dei servizi supereremo la valutazione d'impatto ambientale entro luglio presenteremo il progetto definitivo della nuova pista già approvato da Dorna e FMI. Con la Dorna abbiamo già un contratto firmato per il Mondiale Superbike dal 2017. Ma senza finanziamenti della Regione per la pista non se ne fa niente”, ha concluso il presidente dopo aver ricordato che “il budget 2016 é stato approvato all'unanimità dal Consiglio compresi i dimissionari Ivan Capelli ed Enrico Radaelli e che mai l'Automobile Club Milano ha contestato i costi della passata stagione”.

Il vizio in Sias è che i verbali non venivano messi ai voti, cosa che permetteva di dire che tutto era passato all'unanimità. Solo il verbale del 6 aprile è stato messo in votazione poiché i revisori si sono opposti alla cooptazione di Gianpiero Bravo e di Cristina Colombo, dirigenti della Regione Lombardia da cui ricevono uno stipendio rispettivamente di 175mila e 158mila euro all’anno, in sostituzione dei dimissionari Ivan Capelli ed Enrico Radaelli che avevano sfiduciato Dell'Orto e Ferri.

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