Monza - Dell'Orto pensa solo alla Superbike, ma intasca 110mila euro per la F1...

...che andrà a Imola

di Pier Attilio Trivulzio

Andrea Dell'Orto ha di fatto seguito il cosiddetto “piano B” del suo programma di gestione di Sias , vale a dire riportare a Monza la Superbike a discapito del Gran Premio d'Italia di Formula Uno. Lo scorso anno, ha comunque intascato il bonus straordinario da 55mila euro “per la negoziazione e la firma del contratto della Formula Uno” e quest'anno ha ottenuto dal Consiglio che gli venissero pagati, oltre ai 25mila euro di compenso previsti per la carica di amministratore delegato, 55mila euro “per l'ottenimento del finanziamento di 6,2milioni di dollari per il Gran premio d'Italia di Formula Uno”.

A oggi non soltanto il contratto con la FOM non è stato firmato, ma non c’è traccia neanche del finanziamento da 6,2milioni di dollari, pari a un terzo della cifra richiesta da Bernie Ecclestone per continuare a portare il Gran Premio d’Italia a Monza anche dopo il 2017.
I restanti 12,5 milioni di dollari li garantisce l’ACI.
La firma del presidente di Sias sul contratto della FOM non ci sarà neanche in futuro, ci sarà piuttosto quella di Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia.

Dell'Orto, seguendo il suo “Piano B” ha, invece, sottoscritto con Dorna un documento che impegna la società di Carmelo Espeletaa mantenere nel calendario del Mondiale Superbike 2017 la data della gara a Monza, a patto che ottenga i permessi per i lavori di modifica della pista entro il 10 luglio 2016”.
Nel caso Sias non ottenga le autorizzazioni e non avvisi per tempo è previsto il pagamento di una penale da 400mila euro a favore di Dorna.
Quindi entro quattro mesi Sias deve ottenere i permessi necessari.
Peccato che, non ancora fissata la conferenza dei servizi, Sias abbia già incassato dalla Sovrintendenza un no al progetto preparato dalla Dromo srl di Jarno Zaffelli.
Le modifiche alla pista studiate da Zaffelli prevedono la cancellazione della prima variante e il raccordo con il tratto della pista Pirelli, utilizzata dal 1948 al 1954, eliminando la “curva grande” da tutti conosciuta come “curva di Biassono”.
L'ispezione del responsabile sicurezza della Dorna aveva giudicato “pericolosa la pista per le moto superbike” proprio per via della “curva di Biassono” che i piloti affrontano a gas tutto aperto.
Oltre all'ottenimento di tutti i permessi c'è poi il problema della cifra da investire sulla corsa. Investimento che s'aggira tra i 2,5 e i 4 milioni di euro.
Il presidente Dell'Orto e il procuratore Francesco Ferri contano di pagare i lavori per la Superbike utilizzando i fondi che Regione Lombardia ha stanziato per il Consorzio Villa Reale-Parco-Autodromo. Sias avrebbe a disposizione 5,2 milioni di euro “a fronte di specifici progetti” che devono, però, riguardare le strutture e non la pista.
Il progetto preparato da quattro ingegneri scelti dal presidente dell'ACI Angelo Sticchi Damiani e presentato dallo stesso a Roberto Maroni, quando ancora presidente di AC Milano era Carlo Edoardo Valli, prevedeva un investimento di 80 milioni di euro e riguardava sottopassi e ingressi da modificare, tribune da sostituire, parcheggi, fabbricati da riqualificare.

In ogni caso Sias disporrà dei 5,2 milioni di Regione Lombardia solo se verrà firmato con Ecclestone il contratto per la Formula Uno a Monza.
Ad oggi la firma non c'è e Imola – che può mettere sul piatto non 6,2 milioni ma 10 milioni di dollari – sembra la prima candidata ad assicurarsi l'unico evento italiano del Mondiale Piloti negli anni successivi al 2017.
Salvo poi alternarsi con Monza nel caso l'Autodromo Nazionale riuscirà a risolvere i suoi problemi e Sias non sarà costretta a portare i libri in Tribunale per la messa in liquidazione, causa debiti.

Situazione che sta preoccupando, a ragione, i dipendenti di Sias, i quali si interrogano sul perché una società in gravi difficoltà economica metta sotto contratto numerosi consulenti e collaboratori esterni.

Ad esempio, Sias aveva designato ai rapporti con Expo la dipendente Chiara Garanzini, sostituendola, poi, con una collaboratrice esterna, la piscologa Chiara Alessandra Cazzaniga (nelle foto sul suo profilo linkedin e con Andrea Dell’Orto in Autodromo).

Alla Cazzaniga si è poi aggiunto Andrea Vento, ex collaborate della Moratti al Comune di Milano, dove percepiva uno stipendio di 170 mila euro l'anno.
Le sinergie tra Sias e Expo, però, sono state quasi nulle e non sembra abbiano portato introiti nelle casse dell’Autodromo.

C'è poi il problema della comunicazione, dove Andrea Sabatino è stato assunto come responsabile comunicazione e marketing dopo la presentazione alla stampa (31 marzo 2015) del programma di rilancio dell'Autodromo.
Presentazione che è costata a Sias ben 30 mila euro, con l’omaggio ai partecipanti di un taccuino in carta riciclata, matita, tempera matite e gomma da cancellare acquistati da Yes Market con sede a Napoli legata alla società Yes srl di Seregno, che é partner anche per la carburatori Dell'Orto.
Pur avendo un responsabile comunicazione appena assunto, l'Autodromo si serve, però, della Puzzle Comunication di Monza per far avere ai giornali personali dichiarazioni del presidente Dell'Orto.
Puzzle Comunication che gestisce, non in esclusiva, anche l'attività commerciale legata in particolare al Monza Rally Show.

Sabato scorso nella sede milanese dell'ACI, dopo la premiazione dei soci sportivi, Sticchi Damiani e Andrea Dell'Orto hanno avuto un tesissimo faccia a faccia.
Sticchi Damiani é andato direttamente al punto: “Lei e Ferri ve ne dovete andare. I vostri comportamenti minano la credibilità dell'impianto”.

Ovviamente l'ACI e il suo presidente il cui mandato è in scadenza, non si può permettere che la società dell'Autodromo Nazionale, già finita nel ciclone della magistratura per la gestione di Enrico Ferrari, venga messa in liquidazione e dichiarata fallita.
ACI che ha stanziato, tra il 2007 e il 2014, 2,7 milioni di euro a favore di Sias “per fronteggiare il rilevante onere economico ed organizzativo sostenuto per la preparazione e l'organizzazione del Gran premio d'Italia” (vedi delibera sotto).

Ieri a Roma, si sono svolte le riunioni del Consiglio Generale e dell' Esecutivo di Aci, di cui fa parte Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano.
Una sola formale stretta di mano tra lui e Sticchi-Damiani prima dell'inizio dei lavori.
I rapporti non sono certo idilliaci.
Tornerà il sereno solo quando Capelli riuscirà a convocare un Consiglio di ACM che deliberi il benservito ad Andrea Dell'Orto e al procuratore Francesco Ferri che hanno dato l'ultimo colpo di piccone ad un impianto sportivo, fiore all'occhiello dell'Italia nel mondo, con l'ultima pensata: costruire una ruota panoramica alla curva parabolica.

Delibera CE Del 01-08-13

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