Monza - Ferrari datti una mossa, 70mila tifosi sbadigliano

05/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Il Gran premio d'Italia a Monza? Una noia pazzesca.
Passeggiata in solitario con vittoria di Nico Rosberg (Mercedes) perché l'autore della pole stratosferica, Lewis Hamilton è rimasto al palo ritrovandosi subito sesto, superato anche dalla Williams di Valtteri Bottas e dalla Red Bull di Daniel Ricciardo qualificati in terza fila.
Per la gioia degli uomini in rosso che hanno monopolizzato i 6000 posti della “tribuna Monza” - grazie ai biglietti offerti in saldo superscontato da Sias - i tifosi delle Scuderia Club hanno avuto un orgasmo nel vedere lo scatto dei loro idoli Vettel e Raikonen che si sono subito messi all'inseguimento di Rosberg.


Così per quattordici giri, poi i cambi di pneumatici hanno rivoluzionato la classifica riportando il tandem delle frecce d'argento al comando per 9 giri. Identica la strategia decisa e adottata dal team Mercedes: pneumatici medium a fascia bianca, mentre la Ferrari aveva optato per quelle soffici a fascia rossa, insomma, ton sur ton.
Dal 34° fino al 53° giro sono stati solo sbadigli, sbadigli e ancora sbadigli da parte dei 70mila presenti.
Le due Mercedes hanno preso salde il comando della corsa con le due Ferrari ad inseguire, quindi Ricciardo, Bottas, Verstappen e Perez, con un arrivo fotocopia della griglia di partenza.
Per Rosberg il successo è stato un riscatto sulla sfortuna che lo scorso anno lo costrinse al ritiro per guasto meccanico.
Hamilton resta leader del mondiale con solo 2 punti di vantaggio su Rosberg. Ricciardo è terzo ed ha un vantaggio di 18 lunghezze su Vettel e 25 su Raikkonen.
Nico Rosberg ha vinto a 237 di media; a Fernando Alonso (Mc Laren-Honda) - che ha chiuso 14° fuori dalla zona punti – la soddisfazione del giro più veloce a oltre 244.
Quando 20 secondi dopo Rosberg, a Vettel è stata sventolata la bandiera a scacchi i seimila della “tribuna Monza” hanno smesso di sbadigliare e, mentre venivano srotolati i due maxi striscioni col simbolo del Cavallino rampante e la scritta “Save Monza”per essere pronti a invadere la pista, è stato tutto uno sventolio di bandiere rosse, come alle sfilate sindacali o alle feste dell'Unità, per la gioia del sottosegretario alla presidenza Luca Lotti inviato a Monza a rappresentare Matteo Renzi, e dell'onorevole pidinno di Vimercate, Roberto Rampi.

Nel gruppo in rosso svetta il bandierone verde con la rosa camuna simbolo della Regione Lombardia ed una marea di identiche bandierine formato mini. Immancabili vessilli della Lega che salvò l'Autodromo dalla cancellazione del Gran premio nel 1994 e che ha salvato per la seconda volta grazie a Roberto Maroni il Gran premio assicurandogli la vita per altri tre anni.

Visto il layout del circuito e la cura maniacale della squadra Mercedes, si prospettano ancora tre anni di potenti sbadigli.

“Per quanti anni ancora vogliamo vincere il titolo? Ancora per tre anni”, risponde con un sorriso Toto Wolff coordinatore di tutte le attività sportive della casa tedesca.
Mattia Binotto, messo da Sergio Marchionne a capo della squadra tecnica di Maranello, dovrà darsi da fare e preparare una Rossa in grado di battere le “frecce d'argento”. Altrimenti davvero ai tifosi non resterà che sbadigliare e spostare di anno in anno il sogno del titolo iridato.
Del resto un po' ci sono abituati ai lunghi periodi di vacche magre.

Grazie alla vittoria a Monza del 9 settembre 1979, con una oceanica invasione di pista durata fino a notte fonda perché secondo arrivò Gilles Villeneuve, Jody Scheckter si laureò campione del mondo. Ci vollero ventun anni per rivedere un pilota Ferrari laurearsi Campione del Mondo, nel 2000 con Michael Schumacher che riuscì a riportare il titolo a Maranello.

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