Monza - Gp d'Italia: 15mila biglietti invenduti. Cambio di strategia di Aci per l'anno prossimo

27 gennaio 2017

di Pier Attilio Trivulzio

A settembre 15 mila posti di tribuna per il Gran premio sono rimasti vuoti. Biglietti invenduti” - ha detto Ivan Capelli, presidente dell'Automobile Club di Milano ai colleghi degli Automobile Club locali chiamati mercoledì a raccolta all'Autodromo -. Ci fosse stato l'impegno di tutti gli Automobile Club sarebbero stati bruciati in un attimo”.
E proprio per scongiurare un nuovo, pesante, mancato incasso, da tutta Italia è arrivata a Monza la task force dell'ACI.
Blazer e grisaglie sotto i loden; cravatte di Marinella, scarpe Tod's, la squadra di Angelo Sticchi Damiani – 106 presidenti ed altrettanti direttori degli ACI provinciali - ha risposto compatta all'invito.

L'Autodromo da sempre definito nazionale, gestito per anni benissimo dall'Automobile Club di Milano – ha esordito il nuovo padrone dell'impianto brianzolo – per effetto delle condizioni contrattuali imposte da Ecclestone per tenere a Monza la Formula 1 ha richiesto il nostro intervento e dunque, da adesso, presidenti e direttori questa è la vostra casa. Realizzeremo un villaggio con tanto di tribuna affacciata sulla pista, sarà il villaggio degli Automobile Club provinciali dove potrete portare i vostri ospiti. E poiché questa è la vostra casa dovrete impegnarvi a vendere i biglietti del Gran premio d'Italia” .
Il Villaggio ACI sarà allestito all'esterno della prima variante. Verrà realizzata una struttura di accoglienza nell'area della piscina.
Per volere di Sticchi Damiani il meeting si è tenuto nella sala da sempre utilizzata dall'ACI in occasione del Gran premio.

Questo spazio l'abbiamo difeso con le unghie e con i denti”, ha sottolineato. In realtà è stata l'unica concessione fatta dall'ex patron della FOM Bernie Ecclestone, ufficialmente messo a riposo nei giorni scorsi dal colosso americano Liberty Media, che ha rilevato il business da 8 miliardi di dollari del Circus. “Cercheremo di aprire un discorso con la nuova proprietà per vedere di ottenere, nel rispetto del contratto, qualche area di ospitalità in più”, ha quindi aggiunto.

Il nuovo contratto triennale firmato il 29 novembre prevede un impegno finanziario di 68 milioni di dollari, la cessione di tutti gli spazi a Paddock Club compreso salette e terrazze del Manpower Building che rendevano a Sias 3 milioni di euro.
Oltre a Sticchi Damiani erano presenti Alfredo Scala, Marco Ferrari, Marco Rogano e, al completo, il Consiglio dell'Automobile Club di Milano.

Nessuno a rappresentare la Regione Lombardia che investirà 10 milioni all'anno per il biennio 2017-2018 e che però ancora non è certo se entrerà con una percentuale nella società. Potrebbe decidere di limitarsi ad erogare il contributo di 20 milioni che verrebbe prelevato – in parte - dall'annunciato fondo di 70 milioni in 10 anni messo a disposizione, non ancora però deliberato, del Consorzio Parco e Villa Reale.
Ad oggi tutto è fermo all'ipotesi di ACI col 60 per cento, 20 per cento Regione Lombardia e il restante 20 per cento dell'Automobile Club Milano.
In Regione Lombardia ci sono diverse scuole di pensiero. C'è anche chi ritiene sia più saggio mettere a disposizione il contributo annuo di 10 milioni senza entrare nella gestione della società. Quindi senza avere responsabilità in Sias”, ragiona un dirigente di Piazza Lombardia.

Se questa dovesse essere la decisione, Aci si vedrebbe obbligata ad aumentare la percentuale di quota capitale. Al momento il Consiglio Generale ha autorizzato 12,5 milioni, i fondi PRA, (Pubblico Registro Automobilistico).

Aci avrà, anche, a disposizione il ricavato della biglietteria che nel triennio 2013-2015 ha reso 27 milioni con il maggior incasso (2013) di 9,9 milioni. Considerando l'impegno di tutti gli ACI nella vendita dei biglietti è ipotizzabile un incasso annuo di 11 milioni che uniti ai 12,5 porterebbe il contributo a 23,5 milioni.

Automobile Club Milano si prenderà in carico i debiti di Sias che sono nell'ordine dei 10 milioni, e quindi aggiungendo i 10 milioni di Regione Lombardia il totale salirebbe a 33,5 milioni.
Sufficienti a pagare il contratto con la FOM, non sufficienti però a chiudere in utile poiché l'organizzazione del Gran premio richiede dai 17 ai 20 milioni. Quindi, nell'ipotesi migliore resterebbe uno scoperto di 16,5 milioni.
Insomma, a conti fatti, il Gran premio d'Italia non sarà un affare.

Ne sapremo di più il 31 gennaio quando, a Roma, si riuniranno al mattino il Consiglio generale dell'ACI e al pomeriggio l' Esecutivo. Sarà l'occasione per capire se la firma sul contratto della FOM, è stato un passo obbligato per tenere, giustamente, in Italia il Gran premio di Formula 1 dal momento che corre la Ferrari e se l'ACI avrà davvero trovato lo sponsor in grado di far pareggiare i conti all'Autodromo dove, parola di Sticchi Damiani, “ci sarà attività sportiva tutti i giorni”.

Nessuna notizia invece è stata data sugli interventi alle strutture.
Il piano preparato nel 2012 e illustrato in Regione giace in un cassetto. Solo l'ingresso dell'Autodromo ha cambiato volto. Il vecchio casello autostradale verrà finalmente rimosso.
Vincitori del concorso sono tre giovani architetti liguri: Maria Ramella, Andrea Barla e Antonio Battuelli.
Per il loro lavoro incasseranno 5 mila euro.

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »