Monza - Gp d'Italia, ancora una fumata nera sulla firma del contratto. Lievitano i costi per l'Autodromo

23/11/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Lunedì Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia accompagnato da Marco Ferrari, direttore centrale di ACI Sport e da due legali, è volato a Londra per incontrare Bernie Ecclestone, patron del Circus della Formula Uno; scopo del viaggio, il contratto triennale da 68 milioni di dollari per confermare il Gran premio d'Italia nel calendario mondiale.

Doveva essere il viaggio della firma ufficiale, già annunciata con tanto di conferenza stampa a settembre.
Nel pomeriggio, i quattro di ACI sono, però, tornati a Roma senza il contratto firmato e recando un’ulteriore brutta notizia: oltre ai 68 milioni di dollari per tenere a Monza il Gran premio d'Italia nel prossimo triennio, la “nuova Sias” partecipata da ACI, Regione Lombardia, Automobile Club Milano, dovrà far fronte a mancati ricavi e a benefit da corrispondere, portando il costo complessivo dell’operazione a oltre 70 milioni di dollari.

C'erano ostacoli da rimuovere e l'incontro è servito a spazzarli via – minimizza il presidente Sticchi Damiani -. I documenti che abbiamo portato verranno attentamente analizzati dai legali di Bernie. Siamo vicinissimi alla firma ed anche se per il 30 novembre quando a Vienna si terrà il Consiglio mondiale della FIA che ratificherà il calendario della Formula 1 non avremo firmato con la FOM, Monza ne farà parte”. Quindi, un po' piccato, puntualizza, “Non sono un venditore di fumo”.

Certo, nessuno gli ha mai dato del “venditore di fumo” però se fin dallo scorso luglio avesse spiegato all'opinione pubblica quali erano i veri nodi che ritardavano la firma, avremmo capito.

Eccoli allora i nodi che ancora impediscono la firma.
Già nel primo contratto datato marzo 2015 Ecclestone chiedeva “la disponibilità totale dell'impianto”. Niente più doppio contratto con il secondo che riconosceva (fino a quest'anno) il pagamento a Sias della pubblicità.
La newco che subentrerà a Sias dovrà farsi totalmente carico dell'organizzazione dell'evento (costo circa 20 milioni di euro) e terrà l'incasso della biglietteria (8-9 milioni di euro). A FOM e Paddock Club spetterà in esclusiva la gestione logistica, pubblicità e salette d'ospitalità; prevista anche la cessione a Paddock Club di 5.000 biglietti di tribuna centrale.

Ci ha provato il presidente a forzare la mano a Ecclestone chiedendo di lasciare disponibile almeno una parte della palazzina, ma Mister E – anche durante l'incontro di lunedì - è stato irremovibile.
Ha acconsentito soltanto a mettere a disposizione di ACI una saletta che potrà ospitare 200 persone.

Quando il 28 luglio, Sticchi Damiani portò al Consiglio Generale di ACI il conteggio su quanto sarebbe costato il Gran Premio, dal totale mancavano sia il costo relativo ai 5.000 biglietti (250.000 euro) sia l'introito per la cessione delle terrazze e salette d'ospitalità del building Manpower e del museo, circa 3 milioni di euro.

Dunque, è questa la cifra che manca ad ACI per chiudere l'accordo.

Vedremo quale sarà il responso del Consiglio generale di ACI convocato per il 14 dicembre sull'operazione Gran Premio d'Italia a Monza, anche se fonti romane riferiscono che la firma verrà annunciata a fine novembre come ringraziamento a Matteo Renzi che ha consentito ad ACI di utilizzare i fondi del Pra: “Sarà un assist per il referendum”.

Tenendo conto del cambio in questo momento sfavorevole con un dollaro vicino alla parità con l’euro, gli ulteriori costi da sopportare non sono bruscolini.

Così come non sono bruscolini i debiti di Sias.
La stagione 2016 che si chiuderà ai primi di dicembre col Monza Rally Show, non ha portato grandi incassi. Con il concerto di Ligabue sono entrati 70mila euro (0,67 centesimi a biglietto) e la tre giorni del centenario Bmw ha portato nella casse della società che gestisce l’Autodromo 200mila euro.
In più, quest'anno Sias dovrà versare al Comune di Monza oltre al canone di locazione il 2 per cento degli introiti della gare motoristiche (circa 180 mila euro).

Intenzionata ad entrare nella nuova società di gestione del circuito, Regione Lombardia che parteciperà alla newco mettendoci 20 milioni spalmati su tre anni, ha chiesto la revisione dei bilanci con la certificazione dei debiti.

Debiti che sono nell'ordine di oltre 10 milioni di euro e che, per decisione di ACI, nei prossimi tre anni, verranno accollati all'attuale socio di maggioranza di Sias, l'Automobile Club di Milano. I cui conti, d’altra parte, non sono certamente floridi.
E' prevista una drastica riduzione del personale che passerà  53 a 30-35 elementi.
Nessun rinnovo per i nuovi contratti (fatto salvi quelli a tempo indeterminato) firmati durante la gestione Andrea Dell'Orto-Francesco Ferri che hanno pesato negativamente per 2,7 milioni sul bilancio di Sias.

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