Monza - Gran Premio a tutta birra. Nel circo milionario i "dannati" da 5 euro all'ora

01/09/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Gran premio d'Italia a tutta birra? Già, sembrerebbe di sì dal momento che title sponsor della gara iridata è Heineken. Il birrificio olandese ha chiuso con Bernie Ecclestone una sponsorizzazione da 250 milioni di dollari per 9 Gran premi, tre già nel 2016 e altri 6 fino al 2020.
Da quando la Guardia di finanza ha perquisito il “Tempio della Velocità” e inquisito i suoi vertici, per tre anni la gara della Formula 1 è stata indicata denominata semplicemente “Gran premio d'Italia”.

Per Mister E. una perdita secca, indicativa - mancando conferme ufficiali - nell'ordine di tre milioni di euro.
Agganciata l’Heineken, l'ex venditore di auto inglese è riuscito a spuntare, per il solo appuntamento monzese di quest'anno un contratto da 2 milioni di euro, concedendo, per la serata di ieri, l'uso del rettilineo di partenza per un incontro di calcio a 5 tra piloti di Formula ed ex calciatori che ha visto la partecipazione di Verstappen, Alonso, Perez, Ricciardo, Palmer per la squadra piloti e Trezeguet, Dida, Pires, Salgado, Karembeau per i calciatori

L' Heineken Champions of the Grid” oltre a finalità benefiche alle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia divulgherà il messaggio “Chi guida non beve”. A ricordarcelo, domani sera, nel paddock saranno due scozzesi: il tre volte campione del mondo Jackie Stewart che a Monza ha vinto il suo primo Gran premio nel 1965 con la BRM superando all'ultimo giro, in parabolica, il compagno di squadra Graham Hill e ripetendosi con la Matra-Ford nel 1968; e David Coulthard vincitore nel 1997 con la Mc Laren-Mercedes.

Selva di cappellini rossi (ferraristi) e maglie arancioni (tifosi del 18enne olandese Verstappen, il più giovane vincitore in Formula 1) nel pomeriggio quando è stato dato libero accesso alla pit lane per la sessione autografi ai possessori di abbonamenti validi tre giorni. Un'onda lunga promettente che però, difficilmente, si ripeterà sabato e domenica dal momento che, nonostante le invitanti promozioni di Groupon e Trenord ancora tantissimi posti di tribuna risultano disponibili.
E' vero, la Ferrari non ha ancora fatto strike e quindi è pura utopia pensare sia possibile battere il record dei 160.532 spettatori del 2000, annata d'orto di Michael Schumacher che riportò il mondiale a Maranello dopo 25 anni. Però non si sa mai, storicamente all'Autodromo il Cavallino ha sempre dato il meglio. Fatta eccezione per le due ultime edizioni con Alonso che accosta la Rossa davanti al traguardo col motore in fumo e lo scorso anno quando Raikkonen, che s'era guadagnato la prima fila, cannò la partenza facendosi infilare dai piloti due file più indietro.
Però, mai dire mai. E se nel 50° anniversario della vittoria di Ludovico Scarfiotti, Raikkonen e Vettel dovessero dare scacco a Mercedes e Red Bull, allora sì che, giustamente, si scatenerebbero i tifosi.
In questo momento, é solo un sogno da cullare.
Tra i tifosi c’è anche Wolf Gruhle, barba e capelli bianchissimi, tedesco di Francoforte, a Monza per vedere il Gran premio ma soprattutto però per far firmare autografi ai piloti su fotografie formato cartolina. “Ho una collezione con oltre 600 album zeppi. Ho iniziato a raccoglierli negli anni 70. Ero tifoso di Ronnie Peterson, non ero però a Monza nel 1978 quando ebbe l'incidente mortale. Questo è il quarto anno che vengo”.

La cronaca del paddock è scarna.
Inferiore agli altri anni l'arruolamento di hostess.
Reclutate da Manpower, prendono 60 euro al giorno con 11 ore di presenza. Abbondano invece i body guard.
C'è chi si é fatto esperienza a Expo 2015 ricevendo una paga di 3,5 euro orari con turni talvolta al limite dell'impossibile e più d'uno rivela di non essere stato pagato per le ore straordinarie fatte.
E' accaduto a tanti all’Expo – racconta un arruolato all'Autodromo -. Ci dicevano: vuoi lavorare? E allora non lamentarti, se ti va è così, altrimenti grazie e arrivederci. Le dirò di più, dentro Expo una società importate impiegava guardie giurate senza autorizzazione prefettizia. Molti li ho rivisti questa mattina qui, in servizio”.

Il montaggio del Circus dentro l'Autodromo quest'anno è andato a rilento rispetto agli anni scorsi. A tarda mattina gli operai stavano ancora allestendo l'ufficio di Bernie Ecclestone che difficilmente dichiarerà nel week-end: “Accordo fatto”.
Gli avvocati di ACI hanno incontrato i legali di FOM-FOWC per gli ultimi dettagli del contratto valido tre anni: 2017-2018-2019. Al costo di 68 milioni di dollari va aggiunto il 2,5 per cento per il 2018 e 2019 e il cambio euro-dollaro. Insomma, un investimento duro da digerire che potrebbe portare ACI a a chiedere nel 2018 al Governo il via libera all’aumento del costo di registrazione delle auto al Pra.
Insomma, a pagare per tenere in Italia il Gran premio di Formula 1, sarà, come sempre pantalone: l’automobilista, il cittadino.
 

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