Monza - La Ferrari snobba l'Autodromo e si affida ad Ecclestone. Biglietti invenduti per il GP

10/08/2016

di Pier Attilio Trivulzio

In un anno economicamente difficile per l'Autodromo Nazionale la Ferrari gira le spalle alla pista che l'ha vista trionfare 18 volte nella gara più importante, il Gran premio d'Italia. L'ultima vittoria nel 2010 con Fernando Alonso.

La Ferrari ha comunicato all'ufficio commerciale di Sias che rinunciava ad utilizzare la terrazza P1 dell'Hospitality Building. Per la società di gestione dell'Autodromo una perdita secca nell'ordine di 500mila euro che s'aggiungono ad una stagione di pesante crisi finanziaria aggravata da assurde consulenze stipulate dalla gestione Dell'Orto-Ferri e dal fatto che ad oggi – cosa mai successa – sono SOLD OUT soltanto queste tribune: Alta velocità n. 16 settore A; Uscita Ascari n. 18 settore A; Laterale parabolica n. 21 settore C; Interna parabolica n. 23 settore A.

Storicamente appena messe in vendita le tribune della prima e seconda variante oltre all'Ascari andavano esaurite. A tre settimane dal Gran premio invece ci sono ancora troppi posti disponibili. Certo, la Ferrari non ha ancora vinto un Gran premio, però questi posti invenduti sono davvero preoccupanti.
Il rischio è un Gran premio con scarso pubblico, com'è avvenuto in Germania.
A Hockehaim, la domenica c'erano circa 60 mila spettatori (la maggior parte invitati Mercedes) mentre venerdì e sabato i posti sono rimasti desolatamente vuoti e per mascherare il vuoto delle tribune è stato fatto ricorso a grandi pubblicità dello sponsor Rolex.

Perché la Casa di Maranello ha deciso all'ultimo minuto di non utilizzare come sempre per i suoi ospiti la terrazza P1? Di certo non per un risparmio di spesa. Sembra che questa decisione sia stata suggerita da Bernie Ecclestone che ha offerto, a prezzi di saldo (?) gli spazi di Paddock Club per i Vip del Cavallino. Un gesto di Ecclestone per far capire a Sias (e ad ACI) che non ha affatto gradito il giochino dei contratti FOM-FOWC mai rinviati firmati, delle richieste di un allungamento per 7 anni oltre il 2016 ridotti poi a 4 ed infine a 3 (secondo l'ultima estensione che il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani ha inviato a Londra nei giorni scorsi alla Formula One Management Ltd).
Con una cifra totale offerta da ACI di 68 milioni di dollari che sono così ripartiti: 22 milioni nel 2017 e 2018, 24 milioni nel 2019. Un gran bel ritocco al ribasso visto che le richieste della FOM erano di 28 milioni di dollari con un aumento del 2,5 per cento all'anno.

In ogni caso, prima di confermare l'accordo per estendere il contratto del Gran premio d'Italia oltre il 2016, Ecclestone ha deciso che attenderà i pronunciamenti del Tar del Lazio al quale Formula Imola e ultimamente anche il Comune di Monza si è rivolto (decisione il 30 agosto), del successivo Consiglio di Stato ed infine dell’Unione Europea alla quale si sono rivolti sia Formula Imola sia Movimento Cinque Stelle. Per inciso lo scorso anno il Gran premio di Germania a Hockenheim era stato cancellato dal calendario proprio perché per risolvere il problema economico era intervenuto il Governo federale Renania Palatinato e la Ue, aperta un'inchiesta, aveva giudicato l'intervento come aiuto di Stato.
In buona sostanza la stessa situazione l’Unione Europea potrebbe individuarla nell'intervento della Regione Lombardia che ha deliberato aiuti di 70 milioni di euro l'anno per i prossimi dieci anni ed un ulteriore contributo di 20 milioni per quattro anni. Quest'ultima cifra a patto d'entrare nella newco di ACI e Automobile Club Milano con una quota del 25 per cento Quindi anche per Monza il rischio è grossissimo e Mister E. non è disposto a confermare accordi fino a totale esaurimento dell'iter giudiziario che di certo non ha tempi brevi.

In aggiunta, a leggere i dati delle vendite del Gran premio d'Italia (www.monzanet.it) il rischio di un calo delle presenze è forte.
Come farà, allora, Sias a pagare il 5 settembre a Bernie Ecclestone i circa 10 milioni di dollari previsti dal contratto in scadenza?

La presenza di pubblico a Monza è sempre stata alternante e il numero di spettatori è sempre dipeso dai risultati della Rossa di Maranello.
Al contrario dello scorso anno quando il Circus arrivò in Brianza con tre Gran premi vinti da Sebastian Vettel tra cui la straordinaria vittoria all'Hungaroring, quest'anno il Cavallino ha dovuto accontentarsi di 6 podi ed a Hockenheim abbiamo assistito al sorpasso di Daniel Ricciardo, terzo nel mondiale piloti con 133 punti, 11 più di Kimi Raikkonen e 18 più di Sebastian Vettel.
Nel mondiale marche dietro alla Mercedes che ha raccolto 415 punti, grazie a 11 vittorie (7 di Lewis Hamilton, 4 di Nico Rosberg), troviamo la Red Bull a 256 punti e la Ferrari, solo terza, a 242.

Post scriptum
Nel 1955 il GP d’Italia senza Ferrari.
Quell'anno il Gran premio si corse per la prima volta sul rinnovato circuito di 10 km comprendente anche la pista sopraelevata. Durante le prove i pneumatici Englebert delle monoposto Ferrari-Lancia di Giuseppe Farina e Gigi Villoresi si sbriciolarono mentre percorrevano il “catino di velocità”. La Lancia che aveva un contratto di fornitura per la stagione 1955 con la Pirelli, dopo la morte a maggio di Alberto Ascari, si ritirò dalle corse donando le sue monoposto D50 alla Ferrari, cercando di convincere la Casa di Maranello ad utilizzare a Monza i suoi pneumatici, senza però raggiungere l'accordo. Enzo Ferrari decise quindi, per motivi di sicurezza, di ritirare le vetture. Acconsentendo, dopo lunga trattativa e l'impegno scritto ad assumersi tutte le responsabilità in caso di incidente, ad Eugenio Castellotti di correre con il muletto, vettura solitamente utilizzata per i test privati.

 

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