Monza - Processo Vivacqua. Manca l'ambulanza, la sentenza slitta a mercoledì

di Pier Attilio Trivulzio
La direzione del carcere di Monza si “dimentica” di prenotare l'ambulanza per portare in Tribunale Antonio Radaelli - già condannato con Antonino Giarrana a 30 anni per l'uccisione di Franco Lo Jacono, consuocera di Paolo Vivacqua – e la sentenza per l'uccisione del rotamat di Ravanusa ucciso nel suo ufficio di Desio il 14 novembre di quattro anni fa, slitta al 9 dicembre.

Colpito nel carcere di via Sanquirico da infarto lunedì 23 novembre Antonio Radaelli viene ricoverato all'Ospedale San Gerardo e dai medici dimesso sabato 28 novembre. Martedì 1 dicembre il suo legale, l'avvocato Monica Sala, lo va a trovare in carcere per conoscere esattamente la situazione del suo assistito e soprattutto per capire se può e intende – come da suo diritto – essere in aula per ascoltare la sentenza che riguarda lui, Antonino Giarrana, Germania Biondo, Diego Barba e Salvino La Rocca.

L'avvocato Sala gli fa presente che se non può presenziare alla lettura della sentenza per impedimento fisico o per volontà personale, è necessario che le firmi il documento da presentare alla Corte. “Avvocato, intendo esserci. Non voglio assolutamente mancare”, conferma Radaelli.
Spettava al direttore del carcere, sentito il medico, prenotare l'ambulanza con il personale medico che avrebbe dovuto assistere il Radaelli per le ore necessarie al trasferimento dal carcere al Tribunale fino alla lettura della sentenza.
“Del problema il carcere era a conoscenza da martedì scorso. Nessuno evidentemente si è sollecitato e così è saltato il trasporto in Tribunale”, commenta Monica Sala.

L'inizio dell'udienza era fissata per giovedì mattina alle 9,30. Dopo aver contattato il carcere alle 10 il presidente Giuseppe Airò ha informato i legali che l''udienza sarebbe slittata di una mezz'ora, tempo necessario per trovare l'ambulanza e il personale medico. Alle 11,25 ha dovuto arrendersi all'evidenza. “Visti i tempi non possiamo andare in Camera di Consiglio indicativamente alle 16. Ci abbiamo provato, ma Antonio Radaelli vuole essere assolutamente presente com'è suo diritto. Non mi resta che rinviare l'udienza al 7 o il 9 dicembre”.

Il pubblico ministero Donata Costa dice che per lei il 7 dicembre andrebbe benissimo; l'avvocato di parte civile Daria Pesce ha già in agenda un impegno a Roma per il 9. Ed anche un giudice popolare si dice indisponibile. Alla fine però il presidente rinvia al 9 dicembre ore 9”. La lettura si avrà indicativamente entro le 13-14.

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