Monza - Redaelli presidente di Sias, solo 5 milioni da Regione Lombardia per il GP

06/05/2017

di Pier Attilio Trivulzio

Quando nel 2015 il Gran premio d'Italia di Formula 1 rischiò di essere cancellato dal calendario mondiale, il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il suo vice, Fabrizio Sala, scesero in campo, annunciando il contributo di 70 milioni di euro in dieci anni per il parco della Villa Reale e per Autodromo.
Secondo il loro piano, Regione Lombardia sarebbe entrata nell'azionariato di Sias con una quota del 20 per cento, contribuendo con 10 milioni di euro l'anno fino al 2019 alla firma del contratto con la FOM di Bernie Ecclestone che aveva fissato il prezzo per il rinnovo triennale a 68 milioni di dollari.

Poi, però, letta la due diligence della società di revisione Trevor, che ha redatto il documento ufficiale su cui è poi stato deliberato il valore delle azioni di Sias, Regione Lombardia ha deciso di defilarsi ed ha deliberato il solo contributo di 5 milioni di euro anziché 10 milioni di euro per l'edizione 2017 del Gran premio d'Italia.
Un dietrofront che ha costretto ACI, nel corso del suo ultimo Consiglio generale, ad approvare la rimodulazione del budget di bilancio con una previsione inferiore ai 20 milioni di euro: “Sapevamo prima di firmare il contratto con Ecclestone che sarebbe stata dura – spiega il presidente dell'ACI - e però siamo gente seria che mantiene gli impegni e le responsabilità e per questo ci siamo accollati l'oneroso impegno. Fortunatamente l'inizio di stagione positivo con la Ferrari che è leader del campionato ci sta dando una mano”.

Per la corsa di settembre, già alcune tribune sono sold out e se il trend positivo continuerà, Sias riuscirà a superare l'incasso 2016 che è stato di poco superiore ai 10 milioni, a fronte dei costi per organizzare l’evento che si aggirano tra i 19 e i 21 milioni di euro.

L'assemblea di Sias tenutasi ieri a Milano ha annunciato il cambio al vertice dell'Autodromo Nazionale.
A presiedere Sias, società di gestione dell'impianto automobilistico, l'Automobile Club d'Italia – ora socio di maggioranza col 75 per cento del capitale, il restante 25 per cento resta all'Automobile Club Milano – ha designato Giuseppe Redaelli, 67 anni (li compirà il 7 maggio) , industriale di Varese, nonno brianzolo di Barzanò, gradito a Regione Lombardia. “Abbiamo voluto privilegiare il territorio nominando Redaelli che è anche a capo del Comitato degli Automobile Club regionali”, precisa Angelo Sticchi Damiani.
Titolare di una tipografia che da anni ha commesse di lavoro dalla Regione, Redaelli è dal 2010 presidente dell'Automobile Club Varese.
Tra i fondatore dell'associazione Varesevive; nel 2012 ha ricevuto dal Coni la medaglia d'oro quale vincitore del campionato di regolarità auto storiche e il premio “Lombardia per il lavoro” consegnatogli dall'allora presidente Roberto Formigoni.

Esordisce così il neo presidente, concedendo la sua prima intervista in esclusiva a Infonodo: “Discontinuità col passato e il desiderio di costruire un nuovo futuro. Senza alimentare aspettative che potrebbero non concretizzarsi. Il nostro obiettivo è che Monza da fiore all'occhiello del territorio diventi fiore all'occhiello nazionale”.

La gestione di Sias con l'ACI socio di maggioranza è totalmente cambiata, così com'è cambiata la gestione della FOM di Ecclestone ceduta a Liberty Media. Ieri in Autodromo abbiamo incontrato Chase Carey,Ceo del colosso americano che ha rilevato da Ecclestone la Formula Uno e che prima di venire a Monza è stato a colloquio con Roberto Maroni e con il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Con loro, presente anche Angelo Sticchi Damiani sono state pianificate iniziative per tenere alto l'avvenimento Gran premio senza dimenticare il brand Monza. Occorre una nuova filosofia: Monza dev'essere Monza tutto l'anno e non soltanto a settembre quando corre la Formula Uno”.

Presidente, Liberty Media ha in mano un contratto che gli garantisce 66 milioni di dollari in tre anni, il presidente dell'ACI è convinto che potrà rinegoziare al ribasso la cifra?
Sticchi Damiani è dell'avviso che si possa arrivare ad un accordo più efficiente e performante per tutti. Non penso proprio ad una revisione del contratto firmato a novembre dello scorso anno. Liberty Media ci ha fatto intendere una parziale disponibilità di progetto per il futuro. La mia è una sensazione, Chase Carey non appare un despota. Insomma, non dice: avete firmato un contratto e lo dovete rispettare. E' un imprenditore e quindi è chiaro che non vorrà perdere il suo vantaggio. Anzi, vorrà acquisire un ulteriore vantaggio! Non ci vedrà nemici ma amici con cui trovare intese. Non sarà un percorso facile e neppure breve. Quale imprenditore dopo aver acquisito un'azienda che gli garantisce 66 milioni di dollari richiama per dire gli altri hanno scherzato, adesso rivediamo la cifra al ribasso? Carey sa bene che dovremo trovare un'intesa. Se il business funziona per Monza funziona anche per lui, altrimenti...”

Regione Lombardia dopo aver promesso 10 milioni l'anno inizialmente per quattro anni e poi per tre ed aver lasciato intendere che sarebbe entrata come socia in Sias si è defilata e per il Gran premio – come ci ha confermato il presidente dell'ACI metterà a disposizione soltanto 5 milioni...
Credo che essendo state fatte promesse tra gentiluomini in un modo o nell'altro le promesse saranno mantenute”.

Al primo consiglio di Sias Giuseppe Redaelli non siederà sulla poltrona a lui riservata. “Non lo faccio mai – spiega -. Non mi piacciono i presidenti che fanno pesare il loro potere. In Sias decideremo a livello collegiale, non sono abituato a fare il despota. Programmi e progetti si concordano in gruppo. Faccio molto squadra. Poi magari faccio anche battaglie e litigo. E però discuto. Stimolo la discussione”.
Prima di congedarsi manda un particolare ringraziamento a Pier Lorenzo Zanchi che l'ha preceduto. “E' doveroso. Lo scorso anno ha fatto un buon lavoro. Mi aiuterà per alcuni mesi ad entrare nello spirito della gestione di Sias”.

Inizialmente saranno tre e non cinque i membri del Consiglio. Con Giuseppe Redaelli e Giuseppina Fusco (una carriera all'ENI prima di passare all'ACI) designati dall'ACI nel Cda ci sarà Enrico Radaelli a rappresentare il socio di minoranza, l'Automobile Club Milano. Non appena il Comune di Monza annuncerà il suo rappresentante (potrebbe essere riconfermata Alessandra Marzari) ACI comunicherà il nome scelto per completare il Consiglio. Nel caso Monza non dovesse confermare la Marzari e nominare un uomo, il quinto consigliere di nomina Aci sarà una donna.

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