Niente GP d'Italia 2017, la lite tra Monza e Imola rischia di farlo saltare

28/07/2016
di Pier Attilio Trivulzio

Con tutta probabilità l'anno prossimo il Gran premio d'Italia di Formula Uno non figurerà nel calendario delle gare FIA valide per il Mondiale Piloti e Costruttori.
Bernie Ecclestone ha fatto calare il silenzio sul rinnovo del contratto per la gara iridata, in attesa delle decisioni del Tar del Lazio che si deve pronunciare (l’udienza è fissata per il 30 agosto) sul ricorso presentato da Formula Imola.
La società di gestione dell’autodromo romagnolo ha chiesto “l'annullamento del provvedimento con cui ACI ha rigettato la proposta di Formula Imola di organizzazione del Gran Premio d’Italia e ogni più opportuna misura cautelare volta a precludere all'ACI l'indebita erogazione di risorse pubbliche a solo beneficio esclusivo di Sias”.

In sostanza chiediamo la pari dignità sancita dalla Costituzione e dai principi etici delle istituzioni sportive. Quello che ci aspettiamo é dimostrare alle forze politiche che è in atto un'ingiustizia e meritiamo anche una tutela comunitaria perché quello che é stato fatto va a toccare corde importanti che vanno garantite “, ha spiegato Selvatico Estense, presidente di Formula Imola, che ha anche ricordato la censura da parte della Ue degli aiuti pubblici - in violazione alle norme comunitaria in materia di trasparenza e concorrenza - concessi dalla regione Renania-Palatinato all’impianto del Nuerburgring.

L'anno scorso il Gran premio di Germania é stato cancellato e questo fine settimana la gara si correrà sull’altro circuito tedesco di Hockenheim.

Dagli uffici londinesi della FOM uno stretto collaboratore di Ecclestone, chiedendo l'anonimato, ci ha raccontato: “E' quattro anni che va avanti la vicenda di Monza e davvero Bernie si è stancato. Dopo l'incontro a febbraio di Sticchi Damiani e Capelli qui a Londra sembrava tutto risolto e la firma una semplice formalità ed invece non é successo nulla.
Quello di Monza é un caso politico e Bernie non iscriverà a calendario il Gran premio d'Italia fino a quando tutto l'iter sarà definitivamente concluso. Perché dopo il Tar ci sarà il ricorso al Consiglio di Stato e chissà quale altro passo legale.... Il precedente contratto in scadenza quest'anno, fu firmato da Enrico Ferrari e Claudio Viganò per conto di Sias; ma Sias non ha soldi ed allora é intervenuto l'ACI che ha chiesto ed ottenuto dai politici di poter usare soldi pubblici (quelli del Pubblico Registro Automobilistico – ndr). Vista l'intricata situazione, con l’ultimatum di febbraio scaduto, Bernie ha deciso di rivolgersi a Imola e con Imola il dialogo è stato positivo. Il contratto è tornato a Londra firmato con una sola condizione: ottenere dall'ACI i 12,5 milioni di euro approvati con il Patto di stabilità. Le ricordo che a luglio del 2015, quando neppure si parlava di un possibile intervento economico da parte dell'ACI, Uberto Selvatico Estense e Daniele Manca sindaco di Imola avevamo avuto il primo incontro con Bernie e s'erano detti disposti a porsi come alternativa a Monza”.

Già, l'alternativa tra Monza Imola.
Sia chiaro, non ci poniamo come sostituti di Monza ma come supporto” spiega il presidente di Formula Imola aggiungendo: “I campanilismi non portano da nessuna parte. Unendo le forze si può andare lontano. Importante che si remi tutti nella stessa direzione”.
Quindi la stilettata: “Se in futuro non ci sarà un Gran Premio d'Italia sarà solo per colpa di Sticchi Damiani che non ha approvato l'accordo”.

Da diversi giorni è possibile firmare sul sito Change.org la petizione “Pari opportunità all'Autodromo di Imola per l'assegnazione del Gran Premio d'Italia di Formula Uno” da inviare ai presidenti di Coni e ACI.

Martedì Angelo Sticchi Damiani ha sottoposto al Consiglio Generale dell'ACI per l'approvazione la proposta che intende formalizzare alla FOM: 88 milioni di dollari per un contratto dal 2017 al 2020 partendo da una base di 22 milioni di dollari all’anno.
ACI contribuirà con 50 milioni di euro, Regione Lombardia con 20 milioni e quindi Automobile Club di Milano (socio di maggioranza di Sias) con 18 milioni e non con 26 milioni come inizialmente previsto.
Somma derivante dalla vendita dei biglietti che nelle ultime edizioni ha reso una cifra inferiore ai 10 milioni, c'è, però, poi da considerare il costo di organizzazione dell'evento che supera i 6 milioni di euro all’anno.

Negli ultimi mesi Ecclestone ha sollecitato l'ACI a firmare il contratto (“Metto io a disposizione la penna”, ha più volte detto). Resta quindi da vedere se il titolare della FOM accetterà la proposta che gli é stata inviata dopo una trattativa durata quattro anni!

Il contratto FOM – spedito dall'avvocato Chloé Target alla società di gestione dell'impianto monzese – prevedeva 28 milioni di dollari con un adeguamento annuo del 2,5 per cento e la durata di sette anni.

C'è poi da considerare il cambio euro/dollaro che incide e non di poco sul costo finale del contratto anche se non per il milione di euro dichiarati e a quanto sembra posti a bilancio dalla gestione dell'ex presidente Andrea Dell'Orto.
È infine prevista la totale cessione alla società Paddock Club di Ecclestone di tutti gli spazi di ospitalità che a Sias fruttano 3 milioni di euro a Gran Premio.

Tra il 2007 al 2014 l'ACI ha deliberato (vedi documento) il contributo di 2,7 milioni di euro a Sias ed ha pagato all'Autodromo tra i 5 e i 6milioni di euro per l'affitto della saletta d'ospitalità e della terrazza.

Illustrate le ultime novità sul contratto e le cifre ecco una breve cronologia dell'ingerenza recente della politica nella storia dell'Autodromo Nazionale di Monza.

1980: A Montecarlo Bernie Ecclestone indice un incontro per decidere il calendario dei Gran premi. Impossibilitato a presenziare perché impegnato in una importante votazione a Montecitorio il senatore Carlo Ripamonti delega il conte Giovanni Lurani Cernuschi a rappresentarlo. Lurani ha già però fissato per quella data un impegno e diserta. “Tanto Monza é Monza e quindi é scontato, non ci saranno problemi”, si giustifica.
Invece Mister E. se la prende, contatta Enzo Ferrari e decide che il Gran premio si correrà a Imola. È il primo Gran premio titolato sul circuito del Santerno che dall'anno dopo e fino al 2006 organizza – senza alcun aiuto dell'ACI - il Gran Premio di San Marino.

Agosto 1994: La FIA dall'Hungaroring, dove il Circus della Formula Uno é in trasferta, annuncia la cancellazione del Gran premio a Monza se non verranno eseguiti i lavori per le urgenti misure di sicurezza introdotte dopo la morte di Ayrton Senna e Roland Ratzemberger a Imola.
E' allarme rosso, dopo mesi Sias non ha ancora iniziato i lavori.
Ci sono piante da abbattere alla variante della Roggia, alla seconda curva di Lesmo e alla variante Ascari ma mancano le autorizzazioni.
Il leader della Lega, Umberto Bossi va a Nizza ad incontrare il presidente della FIA, Max Mosley rassicurandolo che i lavori partiranno. Quindi, alle tre di notte, in canottiera, va ad Arcore dal premier Silvio Berlusconi. La soluzione viene trovata: la Regione Lombardia approva d'urgenza una delibera da 10 miliardi di lire che prevede la riqualificazione del patrimonio arboreo del Parco di Monza.
Così, a ridosso della corsa, con squadre e piloti pronti ad andare in pista, viene abbattuta la storica quercia alla Roggia e “spostati” sul vialetto laterale del Mirabello gli alberi presenti all'esterno della seconda curva di Lesmo. Quelli dell'Ascari vengono sacrificati.
Grazie alle Lega Nord e ai 10 miliardi di lire della Regione, l'11 settembre il Gran Premio d'Italia si svolge regolarmente.
Memore del successo di quella operazione condotta nel momento in cui Sias veniva spolpata dal direttore Enrico Ferrari & company (condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi ed a pagare a Sias una provvisionale di 1,5 milioni di euro) la Lega Nord è intervenuta nella recente trattativa tra Sias e ACI mettendo sul piatto inizialmente 70 milioni di euro per dieci anni, soldi per i lavori nel Parco, alla Villa Reale e all'Autodromo.
Dopo l'incontro dell'aprile scorso a Milano tra Roberto Maroni e Bernie Ecclestone con la mediazione di Flavio Briatore, altri 20 milioni di euro dei cittadini lombardi escono dalle casse regionali per tenere a Monza il Gran Premio d'Italia.
In cambio Regione Lombardia chiede l'ingresso con una quota del 25 per cento nella newco che gestirà la prova mondiale e le manifestazioni motoristiche. La costituzione della nuova società richiederà la stipula con i Comuni di Monza e Milano di una nuova convenzione che facilmente prevederà una nuova perimetrazione dei confini dell'Autodromo con l'esclusione dell'area della Gerascia che sarà concessa soltanto in occasione del Gran Premio di settembre per l'atterraggio degli elicotteri.

E di Sias che ne sarà? I dipendenti sono in fibrillazione, con i pesanti debiti accumulati negli ultimi tre anni il rischio che la società venga messa in liquidazione é concreto.
Per alcuni di loro, passati alla scricchiolante Sias per decisione di Fabrizio Turci dopo che l’Automobile Club di Milano si é visto costretto a chiudere la controllante Acinnova, sarebbe la seconda procedura di liquidazione in pochi anni.

Secondo le stime della Camera di Commercio di Monza, ora finita sotto Milano, l'indotto del Gran Premio vale 28,5 milioni di euro.
 

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