Seregno - Le prime verità giudiziarie sul caso +Energy: Giacinto Mariani e Luigi Spenga coinvolti nella società

05/10/2016

di Brianzabeat

E’ stata depositata mercoledì 21 settembre la sentenza del Tribunale civile di Monza sulla richiesta di risarcimento danni presentata da Giacinto Mariani nei confronti di Fabrizio Gatti e del settimanale L’Espresso per un articolo sulla vicenda +Energy:
In Brianza tra Lega e clan.Il sindaco, il numero due della Confindustria locale, il capitano dell'Arma. In affari con i Casalesi. I segreti del modello Seregno .

L’articolo in questione, frutto di un’inchiesta condotta da Gatti su una segnalazione raccolta da infonodo.org (vedi Seregno – Una fiduciaria aperta per Giacinto Mariani, il sindaco fotovoltaico. La società con Barzaghi sullo sfondo del PGT), ha prodotto querele sia in sede penale sia in sede civile, con richiesta di risarcimento danni per complessivi 27 milioni e 200mila euro nei confronti di Gatti e de L’Espresso, a cui si sono aggiunti i 50mila euro chiesti da Giacinto Mariani all’ex segretario del Pd di Seregno, Mauro Brivio e all’ex sindaco Gigi Perego che avevano utilizzato alcuni brani dell’articolo per alcuni manifesti politici.

Se sul piano penale le denunce sono state archiviate o in via di archiviazione, non avendo ravvisato le Procure competenti - quella di Velletri per L’Espresso che ha sede a Roma e quella di Monza per i due politici del Pd di Seregno - gli estremi per un rinvio a giudizio per reato di diffamazione; sul piano civile, invece, gli esiti e le sentenze emesse da tre giudici del Tribunale di Monza sono state contrastanti.

Il 26 aprile 2016 il giudice, il dott. Alessandro Gnani, ha condannato Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento danni di 130mila euro in favore di Mario Barzaghi, a fronte di una richiesta di risarcimento di 26,1 milioni di euro.
Il 28 luglio 2016 il giudice, la dott.ssa Caterina Caniato, ha respinto in toto le richieste del capitano Luigi Spenga che aveva richiesto un risarcimento di 400mila euro e lo ha condannato, come parte soccombente, a pagare 28mila euro di spese processuali.
Infine, il 6 settembre 2016, la dott.ssa Cristina Ravera ha condannato Fabrizio Gatti e L’Espresso a pagare un risarcimento di 34mila euro in favore di Giacinto Mariani, contro i 500mila richiesti.

Le tre sentenze che non concordano sulla lettura e le interpretazioni di singole frasi hanno confermato, però, la veridicità complessiva dell’inchiesta giornalistica che consisteva nell’esposizione di una serie di fatti principali:

- La partecipazione di Giacinto Mariani e del capitano Luigi Spenga nella +Energy, coperti da una società fiduciaria e utilizzando o meno dei prestanome (la compagna dell’uno e la madre dell’altro).
- I rapporti tra +Energy e Simec quando già Simec era sotto il controllo di personaggi legati al clan dei casalesi.
- Il fatto che mentre l’amministrazione Mariani si apprestava a presentare il PGT con l’importantissima trasformazione urbanistica sull’area Effebiquattro, il sindaco Giacinto Mariani diventava socio di Mario Barzaghi patron dell’Effebiquattro.

Per quanto riguarda la partecipazione di Giacinto Mariani alla società +Energy, scrive, infatti, nella sentenza la dott.ssa Ravera: «A ciò occorre aggiungere che la veridicità dell’assunto di un diretto coinvolgimento di Giacinto Mariani nella gestione di +Energy è confermato da Fabio Mascheroni, già amministratore unico di detta società, nel corso della sua intervista, prodotta in atti, non oggetto di contestazione da parte dell’attore. Fabio Mascheroni ha, infatti, dichiarato che “sono stato contattato sia dal capitano Spenga che da Giacinto Mariani e anche da Barzaghi, mi è stato offerta l'opportunità di fare l'amministratore a questa società”, alla domanda dell’intervistatore: “Torniamo alla società, ma chi erano veramente i soci di +Energy?”, Mascheroni ha risposto “Io posso solo confermare i nomi che ha già fatto Mario Barzaghi nell'intervista all'Espresso. Alla fine le persone con cui io interagivo costantemente erano il capitano Spenga, il sindaco Giacinto Mariani e Mario Barzaghi. In forma minore la compa... i due avvocati”. E ancora, alla domanda “Ecco, e poi alle riunioni, le riunioni della società chi partecipava?” Mascheroni ha dichiarato “Sempre Giacinto Mariani, Spenga e Barzaghi”. Dal che ne discende che il riferimento ad un collegamento fra Giacinto Mariani e +Energy risulta assistito da una verità intrinseca».

Riguardo alla partecipazione di Spenga nella società +Energy, la dott.ssa Caniato, oltre a citare la testimonianza di Mascheroni, aggiunge: “Nell’atto di citazione il capitano Spenga non nega ed anzi conferma che la madre fosse socia della +Energy al 20% e si limita ad affermare la propria estraneità dagli affari della società. Non ha fornito alcuna giustificazione circa tale intestazione né ha effettuato alcuna puntuale contestazione ed invero nemmeno commento sul contenuto delle interviste (quella al Cavalier Barzaghi e quella, successiva alla pubblicazione dell’articolo, all’amministratore Mascheroni), che lo indicavano come direttamente coinvolto con la società.
[…] Il mascheramento del rapporto societario (tramite fiduciaria e tramite prestanome con un diverso cognome) di per sé conduce ad un sospetto e legittima l’esercizio del diritto di critica e l’inferenza che fosse nota al Capitano oltre che al Sindaco , la natura non limpida degli affari”.

Sui rapporti tra +Energy e Simec, la società che secondo il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere era controllata dal clan dei casalesi, scrive sempre la dott.ssa Ravera che ha valutato la querela di Giacinto Mariani:
«Orbene, alla luce di tali risultanze emerge che, al tempo in cui +Energy ha intrattenuto rapporti commerciali con Simec (ossia negli anni 2010 e 2011), quest’ultima era già collegata alla criminalità organizzata (segnatamente, alla figura di Pasquale Pirolo, persona di fiducia di Antonio Bardellino, esponente di spicco della criminalità organizzata casalese) attraverso l’amministratore unico Ugo Ersilio Cincotto, di guisa che l’accostamento fra la notizia del sequestro preventivo di Simec e +Energy non appare inveritiero».

Su questo tema è ancora più esplicita la sentenza della dott.ssa Caniato:
Inoltre l’intervenuta collaborazione del Capitano Spenga nell’operazione “Infinito” – menzionata nell’articolo - ha conferito al medesimo una competenza professionale ed una esperienza specifica in materia di criminalità , per le quali risulta non solo più grave il suo coinvolgimento in affari con la Simec, ma anche inverosimile una sua completa inconsapevolezza circa la reale natura del proprio socio d’affari. Inoltre la sua competenza in ambito comunale consente di considerare inverosimile una sua inconsapevolezza circa gli auspicati faraonici progetti edilizi (poi naufragati per mancanza di approvazione comunale come descritto e provato in dettaglio dal giornalista)“.

E’ stato giudicato veritiero e non diffamatorio, anche il ritratto che Gatti ha fatto di Giacinto Mariani descritto come ex tenutario del night club Lilì la Tigresse, dove “donnine in tanga si dimenano nella lap dance” e come “socio di impresari che nella loro discoteca di Lissone ospitavano killer della ‘ndrangheta” (e offrivano loro bottiglie di champagne - ndr).
Non fosse bastato quanto scritto dal magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, Alessandra Dolci, che si era espressa in merito a una querela presentata da Mariani contro infonodo.org per un articolo che trattava l’argomento, arriva la conferma della dott.ssa Ravera che scrive:
Orbene, la veridicità del riferimento alla pregressa titolarità da parte di Giacinto Mariani di locali a luci rosse non è stata oggetto di contestazione alcuna da parte dell’attore e risulta documentalmente dimostrata.
Parimenti, la circostanza che importanti esponenti della ‘ndrangheta (Cosimo Gallace e Antonio Belnome) frequentassero un locale (Noirclub di Lissone), gestito da una società (Titty S.r.l.), i cui soci erano, a loro volta, soci con Giacinto Mariani di altre società (Moltissimo S.r.l. e Carte S.r.l.) è documentalmente provata
”.

 

La dott.ssa Ravera che ha giudicato la querela sporta da Mariani ha invece considerato non veritieri e diffamatori due periodi dell’articolo di Fabrizio Gatti:

- “La +Energy importa pannelli fotovoltaici dalla Cina. La Simec li installa. E alla fine, almeno fino a quando non vengono aboliti, si incassano gli incentivi statali”. Perché secondo la Ravera :”I convenuti non hanno, infatti, offerto alcun elemento a dimostrazione di presunte appropriazioni indebite da parte di +Energy e Simec degli incentivi statali”.

- “Cioè la società che verrà sequestrata per camorra e quella del ragionier Mariani e del cavalier Barzaghi si impegnano fin dall'inizio a mantenere segreta qualsiasi informazione «ad esempio documenti, progetti, risorse tecniche, dati societari». Un accordo superfluo. È scontato che nessuno parlerà. Perché mai un sindaco leghista che tanto si batte per la sicurezza dei suoi concittadini e un vicepresidente della Confindustria del Nord dovrebbero rivelare che il loro partner commerciale è un disoccupato di Maddaloni, provincia di Caserta, padre di quattro figli, che non sa come arrivare a fine mese?”. Perché secondo la Ravera, Gatti metterebbe in modo indebito in relazione l’accordo di riservatezza firmato da +Energy e Simec con il fatto che la società sarebbe stata successivamente intestata a un disoccupato di Maddaloni.

Al di là dell’interpretazione di questi singoli passaggi che verranno vagliati in Corte d’appello a Milano, a seguito degli inevitabili ricorsi, resta il dato politico dell’intera vicenda adesso confermato dal primo grado di giudizio del tribunale.

Resta, cioè, il fatto che a distanza di tre anni, l’ex sindaco e attuale vice sindaco Giacinto Mariani non ha dato risposta a domande importanti e non lo ha fatto né in consiglio comunale, né sui giornali e nemmeno nelle aule dei tribunali.

- Perché ha partecipato alla società +Energy?
- Perché per farlo ha utilizzato una fiduciaria e la compagna, Antonella Mauri?
- Perché ha sempre negato, più o meno esplicitamente, un suo diretto coinvolgimento nella società?
- Non è stato quantomeno inopportuno e sospetto costituire una società con i proprietari di Effebiquattro e dell’Immobiliare Stefania, proprio nel momento in cui il Consiglio Comunale si apprestava ad approvare un PGT, su cui lui, se non altro per la carica ricoperta, aveva influenza e responsabilità?

Nel consiglio comunale di martedì scorso, Giacinto Mariani ha relazionato sulla sentenza del Tribunale civile, alla fine invitando l’intero consiglio, maggioranza e opposizione, a mettere una pietra sopra la vicenda (vedi video).
Sono intervenuti consiglieri e amministratori, fra i quali il sindaco Edoardo Mazza, che si sono congratulati con Mariani e non hanno sollevato obiezioni né fatto domande.
Avere il senso delle istituzioni significa anche chiedere a un amministratore coinvolto in vicende poco limpide di non mentire e di chiarire la propria posizione senza lasciare zone d’ombra, sgombrando il campo da dubbi e sospetti che ricadono sulla sua figura istituzionale ancor prima che sulla sua persona.
Non facendo domande, i casi sono due.
O i consiglieri e gli amministratori di Seregno hanno poco rispetto per le istituzioni che rappresentano, oppure conoscono già risposte convincenti e plausibili sulla partecipazione di Giacinto Mariani in +Energy .
In quest’ultimo caso, dovrebbero renderle note anche all’opinione pubblica, visto che il vicesindaco Mariani non è stato in grado di farlo in tre anni e nemmeno in Tribunale.

Per maggiore completezza di informazione pubblichiamo le sentenze del Tribunale civile di Monza relative alle richieste risarcimento danni promosse da Luigi Spenga e Giacinto Mariani contro Fabrizio Gatti e l'Espresso.

 

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