Zanchi in Sias per il rilancio dell'Autodromo e per fare chiarezza sul "cottimo fiduciario" di Natale

29/04/2016

di Pier Attilio Trivulzio

Andrea Dell'Orto non è più presidente della società di gestione dell'Autodromo di Monza e anche Francesco Ferri lascerà la poltrona di procuratore appena si riunirà il nuovo consiglio di amministrazione.
Il cda di Sias, nominato in settimana, sarà guidato dal presidente Pier Lorenzo Zanchi, con lui i consiglieri: Paolo Longoni (commissario FIA), Maddalena Valli (AC Udine e AC Milano) , Alfredo Scala (per l'ACI) e, ad interim, Alberto Ansaldi, direttore di AC Milano, fino alla nomina del rappresentante dei Comuni di Monza e Milano.

Zanchi é l'uomo giusto al posto giusto.
Ha le idee chiare e le giuste conoscenze. Gentlemen driver amante dei rally ha un sogno che potrebbe finalmente realizzare: trasformando il Monza Rally Show in un vero Rally della Lombardia con tappe finali all'Autodromo mantenendo inalterata la formula vincente del Master Show.
Di sicuro rivedrà il poverissimo calendario 2016 tornando a dare precedenza alle corse automobilistiche sulle altre attività.

Eletto nel luglio 2008 alla presidenza dell'Automobile Club di Milano - che di Sias è socio di maggioranza – ci mise poco a capire che l'Autodromo Nazionale rischiava il fallimento.
Non ne aveva fatto mistero in Consiglio di ACM provocando il risentimento del consigliere Michele Nappi (classe 1932), nel 2008 presente anche nel cda di Sias e dal novembre 2009 nominato vice presidente.

Nappi non gradì le dichiarazioni di Zanchi sulla critica situazione dell'impianto brianzolo e, a fine 2009, cinque lettere di dimissioni firmate dai consiglieri fecero precipitare nella bufera l'Automobile Club di Milano. “Dimissioni non motivate – dichiarò Zanchi -. Ho accusato i manager di Sias parlando del rischio fallimento perché l'80 per cento del fatturato è legato alla Formula 1. Le dimissioni a catena sono servite solo a provocare il commissariamento”.
Era intervenuto il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla che aveva commissariato l'ente, nominando Massimiliano Ermolli commissario straordinario.
Zanchi, abituato per professione, a partecipare alle riunioni dei consigli societari ed a leggere i bilanci, aveva capito subito che l'Autodromo non godeva di buona salute. Non ne fece mistero neppure al Consiglio generale dell'ACI. Tre anni dopo ci fu il blitz della Guardia di finanza e l'incriminazione del direttore Enrico Ferrari e del presidente Claudio Viganò, ora sotto processo.

Adesso la prima missione di Pier Lorenzo Zanchi sarà quella di verificare che il bilancio 2015 di Sias - preparato dalla squadra del procuratore Ferri dopo la “forzata” malattia del direttore finanziario Francesco Ippolito (potrebbe ritornare in attività con la nuova gestione) - rispecchi la realtà economico-finanziario della società.

Dell'Orto e Ferri sono stati sfiduciati per avere chiuso il bilancio con segno negativo - una perdita di 1,4 milioni di euro, dopo aver preparato un piano industriale che presentato a marzo dell’anno scorso prevedeva il pareggio di bilancio già nel 2015 e il ritorno degli utili nel 2016 -  e per aver aumentato i costi di gestione con il contratto della Innext di Ferri, e con i 55 mila euro pagati a Dell'Orto per l'estensione del contratto FOWC di Bernie Ecclestone, in realtà non ancora firmato.

L’Automobile Club Milano imputa alla coppia Dell'Orto-Ferri anche le difficoltà di comunicazione, visto che i due agivano da soli e soltanto a decisione prese coinvolgevano ACM per l'approvazione delle delibere.

La questione più grave é, però, quella del progetto per il rifacimento della pista affidato alla vigilia di Natale a Jarno Zaffelli.
La gara a “procedura negoziata” per la “Progettazione di pista per auto e moto” del valore di 202mila euro é stata indetta il 7 di agosto del 2015, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata per il 1 settembre 2015, cioè 25 giorni dopo.

Il 31 agosto, la Tilke GmbH & Co. scrive a Sias e contesta il metodo seguito per indire la gara. Sono anche contestati i tempi del bando di gara, ai sensi dell’art.70 comma 6 del Codice degli Appalti perché: “nei contratti che hanno per oggetto anche la progettazione definitiva, il termine per la ricezione delle offerte, a norma del co.6 dell’art. 70 D.lgs. n. 163/2006, non può essere inferiore a 80 giorni dalla data di trasmissione del bando di gara, fermo restando che anche in caso di deroga motivata dall’urgenza, la riduzione dei termini non può superare il limite dei 45 giorni”.

Il 18 settembre, in autotutela, Sias ritira il bando accorgendosi che non è conforme alla normativa vigente, e comunica che “ con successivo provvedimento si procederà ad avviare una nuova gara per l’affidamento del servizio di progettazione delle modifiche del tracciato della pista per auto e moto presso l’Autodromo nazionale di Monza” (vedi documento).

La gara non viene, però, avviata con le stesse modalità della precedente perché Sias decide di affidare il servizio di progettazione delle modifiche della pista tramite cottimo fiduciario.
Il cottimo fiduciario è una procedura “snella” con cui gli enti pubblici in casi particolari, ad esempio per ben motivate urgenze o per scongiurare un pericolo a cose o persone, affidano lavori e i servizi.
Il 24 dicembre, il cda di Sias aggiudica in via definitiva alla Jaz Studios di Jarno Zaffelli la progettazione delle modifiche della pista per un valore di 163.800 euro (vedi documenti sotto).

Insomma un appalto che sembra sia stato tagliato su misura per Zaffelli, con il bando di gara pubblicato la settimana prima di ferragosto, ritirato a settembre perché in palese violazione con il codice degli appalti, alla fine aggiudicato la vigilia di Natale tramite affidamento in economia-cottimo fiduciario.
Una situazione che sembra abbia spinto Hermann Tilke, il progettista dei circuiti di Ecclestone, a presentare un esposto.
 

Monza - Autodromo. Appalto Progettazione pista by infonodo

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