Monza - L’allarme dei sindacati:«Troppi detenuti Civile convivenza a grosso rischio»

di Marco Galvani da Il Giorno del 19/08
 
— MONZA —
PRIMA era l’indulto, adesso è il decreto «svuota carceri». Ma la sostanza non cambia. Aspirine. In via Sanquirico servirebbe una terapia d’urto. L’emergenza sovraffollamento è diventata routine. Il ministero della Giustizia lo scrive chiaro che la capienza regolamentare è di 387 detenuti. Forse all’inizio degli anni Novanta, quando la casa circondariale di Monza è stata inaugurata per sostituire il vecchio carcere di via Mentana. Oggi i reclusi sono mediamente oltre 700. Una sessantina sono donne, spesso corrieri della droga bloccate all’aeroporto di Malpensa. Quasi la metà stranieri. Non si riesce più a garantire nemmeno la capienza massima tollerabile di circa 600 detenuti. Ci ha provato la direzione del carcere a chiedere periodici sfollamenti, ma è una causa persa. Un problema amplificato pure dalla sessantina di celle chiuse, inagibili per colpa di infiltrazioni d’acqua. Qualche intervento tampone è stato fatto, ma per tappare il tetto colabrodo dell’intero istituto serve una copertura finanziaria da Roma che ancora non c’è. Il tetto, ma anche le caldaie d’inverno e l’approvvigionamento d’acqua d’estate. In via Sanquirico i rubinetti vanno a singhiozzo. Il clima, nelle sezioni, è caldo. Ammassati nelle celle spesso i detenuti protestano. Lo hanno fatto almeno in metà con un simbolico sciopero della fame per aderire all’ultima campagna di denuncia di Marco Pannella. C’è chi segue la strada pacifica, ma c’è anche chi alza i toni dello scontro con gli agenti di polizia penitenziaria.

«BASTA una sciocchezza per innescare la miccia», la constatazione di Domenico Benemia, segretario regionale della Uil penitenziari. Fino a oggi gli agenti hanno subito un paio di aggressioni, prima da un detenuto che pretendeva di fare la doccia prima degli altri, poi da un recluso infuriato perché non c’era acqua. «La civile convivenza può saltare in ogni momento». Soltanto nel 2011 sono state denunciate due aggressioni nei confronti degli agenti a cui però vanno aggiunte i comportamenti di protesta da parte dei detenuti: 11 i tentativi di suicidio, 87 gli atti di autolesionismo e 84 gli scioperi della fame. Si fa il possibile per «distrarre» i detenuti: direzione, agenti, educatori e volontari organizzano numerose attività. Monza è anche uno degli istituti dove gli ospiti lavorano anche per aziende e cooperative esterne. Dagli interventi per il cablaggio delle carrozze della metropolitana alla realizzazione di mobili con la legna del Parco di Monza. E poi i corsi di alfabetizzazione e di italiano per stranieri, le attività di teatro e quelle culturali con la biblioteca grazie al contributo dei Comuni della provincia.

Agenti costretti a viaggiare su mezzi ormai da rottamare
IL NUCLEO traduzioni è in trincea ogni giorno. Udienze, trasferimenti, accompagnamenti in strutture sanitarie. Il lavoro degli agenti che scortano i detenuti all’esterno non ha un momento di tregua come quello dei colleghi che fanno la guardia alle celle. Si spostano ovunque, in tutta Italia. I più fortunati hanno mezzi blindati nuovi. Gli altri si devono accontentare di vecchi Ducato da sfasciacarrozze. I motori hanno sulle spalle centinaia di migliaia di chilometri. Vengono spremuti al massimo. Ma è sempre una roulette. Gli agenti convivono col rischio di rimanere a piedi. È successo diverse volte in autostrada, ma anche negli spostamenti in città. È capitato anche che un mezzo prendesse fuoco nel bel mezzo di viale Cavriga, nel Parco di Monza. Con gli agenti costretti a piantonare il detenuto per strada aspettando la staffetta dei colleghi e il carro attrezzi. Il fatto è che ormai non conviene neanche più portarli dal meccanico. Solo che «non si può continuare a lavorare in queste condizioni - denuncia Domenico Benemia, segretario regionale della Uil penitenziari -. Oltretutto in molti mezzi blindati non funziona l’aria condizionata e in queste settimane di caldo africano le condizioni sono davvero disumane».
marco.galvani@ilgiorno.net

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