'Ndrangheta in Lombardia - Enzo Ciconte: «Dal bar ai condomini, così i clan si infiltrano»

di Gabriele Moroni da il Giorno

ENZO CICONTE è docente di Storia delle organizzazioni criminali all’università di Roma Tre. Studioso e analista della ’ndrangheta, ha pubblicato, fra l’altro, «’Nndrangheta padana», sulle infiltrazioni delle ’ndrine al Nord.
Professor Ciconte, come avviene che la ’ndrangheta controlli, manovri, indirizzi, sposti, voti elettorali?
«C’è un primo reticolo, quello degli affiliati e dei loro familiari. Già questa è una base consistente. A questo si aggiungono i reticoli normali, i rapporti parentali, amicali, di conoscenza che gli uomini della ’ndrangheta hanno con persone che non sono necessariamente legate all’organizzazione. Tu chiedi il voto a me, parente o amico, e io te lo do».
Come si decide una operazione elettorale?
«Il capo del ‘locale’, la più importante struttura sul territorio, lo dice ai suoi. Attenzione a non confondere il ‘locale’ con le ’ndrine. Come è emerso due anni fa dall’operazione ‘Infinito’ in Lombardia, il ‘locale’ è costituto da più ’ndrine, anche venti o trenta. Una forza impressionante. Il capo del ‘locale’ riunisce i suoi, una bevuta al bar, una pizza e la comunicazione di chi si deve sostenere. La ’ndrangheta è l’unica organizzazione mafiosa rimasta al Nord mentre le altre si sono ritirate nelle loro regioni. Si è radicata. Ha fatto nascere qui i suoi figli. Ha voluto comandare. E non si comanda se non si hanno rapporti con la politica. Oggi la ’ndrangheta si muove come un vero partito politico».
Al punto da controllare «10-12 grossi condomini a Milano» come si dice in una telefonata intercettata?
«Usciamo dalla logica che tutti gli amici dei mafiosi siano altrettanti mafiosi. Faccio un esempio. Ai funerali di Rocco Cristello, ucciso a Verano Brianza nel marzo del 2008, c’erano 1.500 persone. Non siamo nel Sud dove tutti vanno ai funerali. Siamo in Brianza. Se uno porta ai suoi funerali tanta gente significa che in vita ha riscosso amicizia, stima, simpatia. Non credo proprio che tutti gli intervenuti al funerale di Cristello fossero ’ndrangheisti. Allora facciamo la pura ipotesi che a metà di questi 1.500 fosse stato chiesto il voto e moltiplichiamolo per tre, una famiglia con padre, madre, un figlio. Si arriva a duemila persone. E sto basso nella stima. Con duemila persone se ne riempiono di condomini e se ne ottengono di voti. L’intercettazione in questione si riferisce probabilmente a famiglie in grandi condomini, in quartieri sotto controllo, da contattare o già contattate».
La novità sono i voti pagati.
«Un passo falso per entrambi, per chi ha chiesto soldi e per il politico che ha pagato. Se non l’avesse fatto non sarebe finito in galera».

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