Ecco perché Vanwall58

Il Mondiale Costruttori di Formula 1 è stato istituito per la prima volta nel 1958. Cinquantacinque anni fa.
In cima all’albo d’oro di questo Mondiale troviamo la casa inglese Vanwall del costruttore di bronzine Tony Vandervell che decise di entrare in Formula Uno con una sua monoposto dopo aver acquistato da Enzo Ferrari – a cui forniva le bronzine per i motori – averla dipinta con il colore nazionale obbligatorio allora, il verde, e affidata al connazionale Peter Whitehead. Che corse 7 Gran premi tra il 1950 e il 1952 finendo sul podio a Monza nel 1950, anno di istituzione del Mondiale Piloti.

Nel 1958 Tony Vanderwell ebbe la soddisfazione di vedere la sua monoposto verde battere per 8 punti la rossa Ferrari nel Mondiale Costruttori vincendo 6 Gran premi - tra cui quello di Monza con il dentista volante Tony Brook, mentre l’anno prima a dominare all’Autodromo era stato l’altro pilota della scuderia, Stirling Moss – contro i 2 della Ferrari. Purtroppo quel 1958 fu anche un anno tragico sia per Tony Vanderwell sia per Enzo Ferrari.

Il 6 luglio a Reims - reduce dalla “500 Miglia”a Monza, la sfida sulla sopraelevata percorsa in senso antiorario sul filo dei 300 all’ora a cui presero parte i piloti di Indianapolis - moriva Luigi Musso; il 19 ottobre sul tracciato di Casablanca moriva Stewart Lewis Evans, terzo pilota della Vanwall. A fare da manager a Lewis Evans era Bernie Ecclestone. La gara di Reims del 1958 fu anche l’ultimo dell’asso argentino Juan Manuel Fangio che di titoli ne ha vinti quattro. Esattamente 35 anni dopo Alain Prost eguagliò Fangio.

Ho scelto lo pseudonimo Vanwall58 perché trovo straordinaria la storia di Tony Vanderwel  che decise di rispondere a Enzo Ferrari che andava dicendo “gli inglesi sono assemblatori, io solo sono il solo costruttore di vetture da corsa” facendo progettare l’intera monoposto: motore 4 cilindri e telaio. La prima monoposto con una sofisticata aerodinamica, studiata dal genio aeronautico Frank Costin

Motori: 

Commenti

Grazie per aver pubblicato questo articolo, interessante e ben dettagliato, che racconta un aspetto poco conosciuto della Frmula 1 e di Enzo Ferrari. :-)

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