Seregno - Abusi su due consiglieri: nove anni di reclusione chiesti dal pm per Talice

di Stefania Totaro da il Giorno

LA CONDANNA A 9 ANNI di reclusione per violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico, o in subordine la condanna a 5 anni solo per la seconda accusa.
Sono le richieste presentate ieri nella requisitoria dal pm Alessandro Pepè al processo al Tribunale di Monza nei confronti di Luca Talice, ex consigliere comunale della Lega Nord di Seregno e sospeso dalla carica di assessore alla Sicurezza della Provincia di Monza e Brianza proprio per questa vicenda giudiziaria. A denunciarlo due trentenni, una ragazza, F.F. e un ragazzo, D.G., ex giovani Padani poi diventati consiglieri comunali indipendenti al Comune di Seregno (la giovane si è recentemente dimessa), che hanno raccontato di abusi sessuali a cui sarebbero stati costretti dalle pressioni psicologiche di Talice e che si sono costituiti parti civili con l’avvocato Attilio Villa al processo che procede a porte chiuse per la delicatezza della vicenda.
Ieri il difensore di parte civile si è associato alla richiesta di condanna del pm, ma non ha chiesto alcun risarcimento dei danni a favore delle presunte vittime.

È STATA poi la volta dell’arringa del difensore dell’imputato, l’avvocato Luigi Peronetti, che continuerà nella prossima udienza del 5 giugno quando i giudici decideranno anche la sentenza. Luca Talice nega di avere mai avuto alcun rapporto sessuale con i due giovani, che 2 anni fa, dopo essersi confidati reciprocamente i presunti abusi subiti da Talice, si erano recati insieme in caserma dai carabinieri di Lecco, ma a sporgere due distinte denunce. Un fascicolo rimasto secretato fino al processo, dove i due trentenni hanno confermato il loro racconto. Ma secondo la difesa dell’imputato, ci sono diverse circostanze che non tornano nei loro racconti.
Luca Talice è accusato di avere abusato sessualmente del ragazzo sin da quando era ancora minorenne e di averlo fatto nella sua abitazione di Cabiate nell’estate del 2001. Ma da un documento del catasto emerge che Talice a quell’epoca non aveva ancora rogitato la casa, che era quindi occupata da altri inquilini, con l’impossibilità materiale per Talice di utilizzarla. Per quanto riguarda la ragazza, alcuni elementi contrasterebbero con la tesi del timore psicologico, come una lettera inviata a Talice in cui la giovane gli esprime la sua ammirazione. E al processo sarebbe spuntata un’intercettazione tra i due giovani in cui ridono parlando di quei presunti abusi sessuali.

INOLTRE l’ex assessore è imputato di atti osceni in luogo pubblico per un episodio raccontato da F.F., quando la giovane sarebbe stata costretta a prestazioni sessuali all’interno della cabina per le fototessere del Comune di Seregno. Un’altra vicenda che Talice respinge con fermezza e il suo difensore avrebbe dimostrato al processo che quella cabina aveva una tendina così corta che eventuali atti osceni sarebbero stati visti da chiunque fosse passato da quel corridoio.
stefania.totaro@ilgiorno.net

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