Seregno - L’ex assessore Talice assolto dall’accusa di violenza sessuale

di Stefania Totaro da il Giorno

ASSOLTO con formula piena da tutte le accuse. È la sentenza decisa dai giudici del Tribunale di Monza per Luca Talice, ex consigliere comunale della Lega Nord di Seregno e sospeso dalla carica di assessore alla sicurezza della Provincia di Monza e Brianza proprio per questa vicenda giudiziaria che lo vedeva imputato di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico. Accuse pesanti, per cui il pm monzese Alessandro Pepè aveva chiesto la condanna a 9 anni di reclusione per entrambi i capi di imputazione o in subordine la condanna a 5 anni soltanto per atti osceni in luogo pubblico.

A denunciare Luca Talice due trentenni, una ragazza, F.F. e un ragazzo, D.G. (ancora minorenne secondo il suo racconto all’inizio di questa presunta odissea di abusi sessuali), ex giovani Padani poi diventati consiglieri comunali indipendenti al Comune di Seregno (la giovane si è recentemente dimessa), che hanno raccontato di abusi sessuali a cui sarebbero stati costretti dalle pressioni psicologiche di Talice e che si sono costituiti parti civili (ma senza richiesta di risarcimento dei danni) al processo, tutto celebrato a porte chiuse per la delicatezza della vicenda. Nell’ottobre del 2010 i due giovani, secondo quanto hanno raccontato, dopo essersi confidati reciprocamente i presunti abusi subìti da Talice, si erano recati insieme in caserma dai carabinieri di Lecco, ma a sporgere due distinte denunce. Un fascicolo arrivato sul tavolo del sostituto procuratore monzese Alessandro Pepè e rimasto secretato fino al processo, dove i due trentenni hanno confermato in aula il loro racconto. Ma secondo la difesa dell’imputato, rappresentato al processo dall’avvocato Luigi Peronetti, c’erano diverse circostanze che non tornavano nei loro racconti.

Per la difesa Luca Talice era accusato di avere abusato sessualmente del ragazzo sin da quando era ancora minorenne e di averlo fatto nella sua abitazione di Cabiate nell’estate del 2001.

Ma da un documento del catasto è emerso che Talice a quell’epoca non aveva ancora rogitato la casa, che era quindi occupata da altri inquilini, con l’impossibilità materiale per Talice di utilizzarla. Per quanto riguarda la ragazza, alcuni elementi contrastavano con la tesi del timore psicologico, come una lettera inviata a Talice in cui la giovane gli esprimeva la sua ammirazione. E al processo era spuntata un’intercettazione tra i due giovani in cui ridono parlando di quei presunti abusi sessuali. Inoltre l’ex assessore era imputato di atti osceni in luogo pubblico per un episodio raccontato da F.F., quando la giovane sarebbe stata costretta a prestazioni sessuali all’interno della cabina per le fototessere del Comune di Seregno. Un’altra vicenda negata da Talice e il suo difensore ha dimostrato al processo che quella cabina aveva una tendina così corta che eventuali atti osceni sarebbero stati visti da chiunque fosse passato da quel corridoio.

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