Tre acquirenti per la Form di Villasanta ma solo uno salverebbe anche Cormano

di Marco Dozio da il Giorno

SI AVVICINA il momento della verità per i 267 lavoratori della Form villasantese, ancora in bilico tra salvataggio e fallimento. Ieri i sindacati hanno concluso il giro di incontri con i 3 potenziali acquirenti del sito: i gruppi Vei, Raicam e Albertini. E ora hanno pochi giorni di tempo per valutare i rispettivi piani industriali. Alla ricerca, spulciando tra le carte, di quella solidità finanziaria indispensabile per garantire il futuro di un’azienda leader a livello europeo, capace di fornire componentistica per auto a colossi del calibro di Renault, Volkswagen e Bmw.

LA PARTITA resta delicata. Per i 660 lavoratori del gruppo occorre trovare una soluzione entro la fine del mese, altrimenti l’amministratore nominato dal Ministero sarà costretto ad avviare le procedure di fallimento, dopo aver già messo in cassa integrazione 16 dipendenti di via Nino Bixio. La vicenda è complicata perché confliggono interessi divergenti. Da un lato lo stabilimento di Villasanta, appetibile, fiore all’occhiello del gruppo, in grado di incamerare nuove commesse. Dall’altro la fabbrica Cormano, da tempo in grave difficoltà, su cui aleggia lo spettro di corposi licenziamenti.
A fine luglio fu proprio l’opposizione dei lavoratori cormanesi a far saltare il tavolo con la Vei, che aveva ipotizzato un taglio di 170 operai nell’hinterland milanese, salvaguardando le tute blu villasantesi e quelle di Quero nel Bellunese, terzo sito Form. Ma ora che il Ministero ha rimodulato il bando di vendita, prevedendo la possibilità di uno «spacchettamento», ovvero di acquistare i singoli stabilimenti, lo scenario cambia. Ad oggi i vicentini di Vei, legati al gruppo finanziario Palladio, e i pescaresi di Raicam, padroni di un impero da 500 dipendenti sull’asse italo-inglese, hanno presentato offerte per rilevare Villasanta e Quero. Mentre solo i comaschi di Albertini si dicono pronti all’acquisto in blocco delle 3 fabbriche.

GLI INTERROGATIVI, a sentire le maestranze, riguardano la capacità di investimento dei possibili acquirenti, che dopo aver rilevato i siti dovranno saper assicurare una continuità produttiva. In ogni caso il bando ministeriale vincola l’acquisto a un accordo tra sindacati e futuri proprietari. Si riparte dunque dai faldoni che contengono i piani industriali, le prospettive, le garanzie economiche. Fim Cisl e Fiom Cgil intanto hanno dato vita a un coordinamento nazionale per gestire la vertenza. E appianare possibili contrasti tra «villasantesi» e «cormanesi». «Stiamo mettendo in campo tutte le risorse necessarie», assicura Elena Dorin, sindacalista Fiom.
marco.dozio@ilgiorno.net

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »