Monza - Talice torna in Provincia, ma per un giorno L’ex assessore: «Non sono ancora pronto per rientrare in politica»

di Monica Guzzi da il Giorno

«NON RIESCO ancora ad essere sereno. Spero che col tempo mi passi, ma adesso non è ancora il tempo per tornare in politica».

LUCA Talice ha annunciato con queste parole la decisione di non rientrare in Giunta a Palazzo Grossi, un’opportunità che gli era stata offerta dal presidente della Provincia Dario Allevi all’indomani dalla sua assoluzione con formula piena nel processo che lo vedeva accusato di abusi sessuali nei confronti di due giovani ex compagni di partito. Dopo l’assoluzione - perché il fatto non sussiste - si è messa in moto la macchina della riabilitazione politica nei confronti dell’assessore leghista, costretto a dimettersi dalle accuse piovutegli addosso nel gennaio del 2011. Ieri il ritorno a casa, almeno dal punto di vista politico: Luca Talice si è seduto di nuovo sui banchi della Giunta, ha salutato i colleghi commossi e ha raccontato la sua vicenda in Consiglio provinciale. «La mattina in cui ho saputo delle accuse sono svenuto - ha raccontato l’ex assessore alla Sicurezza e alla Protezione civile -. Sono cresciuto a pane e politica e dalla politica ho avuto anche dei regali giganteschi, per esempio nelle comunali del 2010 sono stato il più votato di Seregno. Ho riflettuto bene sulla proposta del presidente Allevi di tornare. L’assoluzione risale a tre mesi e mezzo fa, ma quando ci ripenso vivo ancora un certo disagio. Provo un grande dolore a ripensare agli errori clamorosi delle intercettazioni o a risentire le risate delle presunte vittime. È una sofferenza che non è ancora finita e non sono pronto a rientrare».
«Oggi è capitato a Luca Talice, ma domani potrebbe capitare a qualcuno di noi», ha commentato il presidente Allevi parlando della necessità di un «risarcimento morale» nei confronti dell’ex assessore, mentre il capogruppo lumbard Stefano Tagliabue ha sostenuto che «se vuole, Talice qui può restare a testa alta».
Solidarietà anche dal resto del Consiglio. «Io avevo chiesto le sue dimissioni perché era indagato - ha ricordato a Talice il capogruppo dell’Idv, Sebastiano La Verde -. Ma la magistratura ha ritenuto che lei è una persona pulita e quindi lei deve rientrare e dare un segnale forte ai cittadini».

LA CAPOGRUPPO del Pdl Rosella Panzeri ha riconosciuto la forza che ha mantenuto in piedi l’ex assessore, «vittima di un complotto che l’ha riempito di fango». Dopo avere solidarizzato, il capogruppo del Pd Domenico Guerriero ha chiesto un’operazione verità, riferendosi alle faide e ai veleni al Comune di Seregno e invitando l’assessore a fare nomi e cognomi: «Perché è successo tutto questo? Al Comune di Seregno tante persone sono cadute. È stata una questione di cemento?». Domande rimaste per ora senza risposta.

Commenti

tutti gridano al complotto, ma nessuno ha il coraggio di indagare. vigliacchi.

Perchè appunto se si dice complotto non si fanno NOMI e COGNOMI ?? Vigliacchi sono quelli che lo urlano, ma come sempre non fanno nulla per far emergere la verità .... se mai è stato un complotto, io cmq sono pure scettico su questa assoluzione.... c'è se non mi sembra il ricorso dell'accusa... la storia quindi non è ancora finita.

beppe i nomi si fanno davanti ai magistrati. che poi indagano. e poi emettono gli avvisi di garanzia. e ne fioccherannno tanti su seregno.

Fin quando dovremmo sopportare quest'ente mangiasoldi ed inutile qual è la provincia ????

Mi auguro che il Governo faccia subito qualcosa in merito... Io questi parassiti non li voglio più mantenere!

Grazie!

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