Villasanta - Form, il piano salvezza divide i dipendenti

di Marco Dozio da il Giorno

UNA SPACCATURA tra i dipendenti villasantesi della Form. Una fronda interna. Nata per contestare l’accordo firmato da Fim Cisl e Fiom Cgil, quello che 2 settimane fa ha aperto le porte alla Cesare Albertini di Turate, l’unica azienda disposta a rilevare i 3 siti del Gruppo (Villasanta, Cormano e Quero nel Bellunese) garantendo gli attuali livelli occupazionali. Una fronda promossa dal Sinpa, il Sindacato Padano che all’interno della fabbrica di via Nino Bixio può contare su un delegato eletto nella Rsu, le rappresentanze sindacali interne. Una fronda che ha messo nero su bianco il proprio dissenso avviando una raccolta firme tra le maestranze. Nella speranza di convincere il commissario (Form è in amministrazione controllata da marzo), e in seconda battuta il Ministero, a tenere in considerazione l’offerta della società Vei, pronta ad acquisire lo stabilimento di Villasanta, fiore all’occhiello del Gruppo, prospettando però la chiusura del sito produttivo di Cormano, da tempo in evidente affanno.

UN TENTATIVO di riproporre la contrapposizione tra villasantesi e cormanesi, che ha caratterizzato lunghe fasi della trattativa, nel timore che Albertini non sia in grado di sostenere finanziariamente la gestione delle 3 fabbriche. «Date le condizioni, pensiamo di aver firmato il miglior accordo possibile. Rispettiamo sinceramente le opinioni di tutti i lavoratori, ma non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro», spiega Elena Dorin della Fiom Cgil, che sta seguendo la vertenza insieme a Gabriele Fiore della Fim Cisl. L’intesa con Albertini ha incassato il parere positivo del commissario. L’ultima parola spetta al Ministero dello Sviluppo economico, che dovrebbe pronunciarsi entro i primi di Novembre. Formalmente, l’opzione Vei resta in campo. La società vicentina, legata al gruppo finanziario Palladio, ha presentato la propria offerta nei termini previsti. Mentre il terzo potenziale acquirente, il colosso pescarese Raicam, non ha concretizzato l’interessamento iniziale. Occorre a questo punto attendere il pronunciamento definitivo del Governo.

SULLA CARTA, però, la partita sembra già decisa: il bando ministeriale vincola la vendita a un preventivo accordo con i sindacati più rappresentativi. Quindi per Vei i margini di manovra paiono davvero ridotti. In ballo ci sono complessivamente 660 posti di lavoro. Di cui 267 a Villasanta, dove si produce componentistica per le più importanti case automobilistiche. Da Bmw a Renault, fino a Volkswagen. «Il piano finanziario presentato da Albertini è stato attentamente approfondito - spiegano Fim e Fiom - Ed esistono garanzia sui salari dei lavoratori».
marco.dozio@ilgiorno.net 

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