Monza - L’antimafia attacca i politici Osservatorio e Comitato Beni Comuni: «Siamo preoccupati»

di Dario Crippa da il Giorno

C’È DEL MARCIO a Vimercate? La domanda appare legittima, dopo quanto sta accadendo da qualche giorno nell’operosa terra vimercatese. Dove è scoppiata una guerra scaturita dalla denuncia di un magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Milano. E che ha visto spaccarsi la sinistra: da un lato, i politici istituzionali (Pd in testa); dall’altro le associazioni antimafia, spesso costituite da persone che provengono proprio dalla sinistra. Se ne è avuta dimostrazione proprio ieri, quando l’Osservatorio Antimafie e il Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza hanno allestito un presidio davanti al Tribunale di Monza di solidarietà al pm Marcello Musso, in cui non sono mancate stoccate proprio ai politici vimercatesi.

Un passo indietro. Tutto comincia da un processo, tutt’ora in corso, che ha chiamato sul banco degli imputati una serie di personaggi legati a doppio filo (a cominciare da due figli) alla famiglia di Assunto Miriadi, ucciso proprio dalla ’ndrangheta nel 1990. I problemi sorgono quando il pm Musso, che sostiene l’accusa, decide di rivolgersi alla Questura per denunciare intimidazioni e minacce ricevute nel corso delle udienze. E soprattutto quando sostiene che «una prima manifestazione dell’agire del gruppo Miriadi con metodo mafioso deve essere ravvisata come condizionamento ambientale, come turbamento di un ordinario corso amministrativo-comunale». Apriti cielo. Il mondo della sinistra, che da tempo amministra proprio quel territorio, reagisce a muso duro. Osservatorio Antimafie e Comitato Beni Comuni non ci stanno. Rimarcano come a processo «sarebbe emerso «una specie di “condizionamento ambientale” da parte della politica a Vimercate». E rilanciano: «Siamo preoccupati davanti all’ennesimo tentativo di intimidire e delegittimare la magistratura... e per l’atteggiamento tenuto dalla politica del Vimercatese che tende a minimizzare l’allarme lanciato dalla Procura». Il titolo scelto per il comunicato al vetriolo distribuito ieri è esemplificativo: «’Ndrangheta a Vimercate: la politica si nasconde dietro una malposta indignazione». E poi ci sono riferimenti precisi alle recenti inchieste «sullo smaltimento abusivo di liquami e rifiuti speciali a Vimercate» e «sul fatto che è stato conferito in maniera illegittima il Sistema Idrico Integrato a Brianzacque... esempi che denotano un comportamento incline alla pericolosa deriva dell’illegittimità... presupposto per il quale si incoraggia l’infiltrazione dell’organizzazione criminale». Perché, come recitava uno dei cartelli esposti ieri, «la mafia uccide, il silenzio pure...»
dario.crippa@ilgiorno.net

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