Vimercate non è Sedriano. Il sindaco: “Nessuna inchiesta sugli amministratori. Dopo i fatti di sangue degli anni ‘80 abbiamo alzato una barriera contro le infiltrazioni mafiose”

di Cronos

L’Ammistrazione di Vimercate non ci sta ad essere sbattuta in prima pagina con l’accusa d’essere collusa con la ’ndrangheta; accumunata a quella di Sedriano, comune che il Prefetto di Milano ha sciolto per infiltrazioni mafiose.

Mercoledì sera in piazza Roma, presenti un centinaio di persone, il presidio “Per la verità e la trasparenza, forti dell’orgoglio dell’onestà” organizzato in risposta all’articolo pubblicato da il Fatto quotidiano ( Mafia al nord, la lettera del deputato Pd e il “condizionamento ambientale” in Comune)

Sul palco si sono succeduti gli amministratori cittadini, il sindaco di Bellusco e alcuni consiglieri di PD, Comunità solidale, Sel e Lega Nord ( quest’ultima partito di opposizione a Vimercate ).

“La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

Cita le parole del giudice Falcone, Alfredo Somoza di SEL e collaboratore di Radio Popolare che ha ricordato come anni fa a Vimercate “si è corso il rischio d’essere contaminati dalla piovra gentile che occupa progressivamente spazi, tenta di scalare la politica locale, comprare consenso e finisce poi per dettare legge devastando il territorio e imponendo il ricatto e l’estorsione. Diventando alla fine forza d’occupazione”.

“La mafia non gira con la lupara e la coppola, ha giacche e colletti bianchi - ha messo in guardia Claudio Andreoni, consigliere della Lega Nord -. Sono persone all’apparenza rispettabili che ti mettono la mano sulla spalla e ti dicono che tua figlia è brava a danza, tuo figlio è bravo a calcio. Da quel giorno la tua libertà è limitata”.
Il suo compagno di partito Elio Brambati ha aggiunto:
“E’ giusto che la stampa informi, anzi è necessario, ma conoscendo la realtà perché essere accumunati a realtà dove fenomeni d’infiltrazione nella pubblica aministrazione sono effetivamente avvenuti è un errore enorme. Chiediamo però che sia fatta massima chiarezza e trasparenza sui fatti se c’è da fare chiarezza”.

Paolo Brambilla, primo cittadino di Vimercate si è lamentato per
“Essere finiti dentro il tritacarne mediatico, coinvolti nonostante l’insussistenza di situazioni e fatti”.
“Noi non abbiamo mai detto che la mafia, la ‘ndragheta non esistano al nord o non esistano sui nostri territori. Ultimi a poterlo dire sono gli amministratori che ne hanno piena consapevolezza.”

“Questa città ha vissuto la cronaca di fatti di sangue per mafia negli anni ‘80. E’ un patrimonio assolutamente noto - ha proseguito - e proprio perchè noto e conosciuto ha dato a questa città la capacità di alzare delle barriere di cui ancora oggi vediamo gli effetti”.
“Siamo stati capaci di costruire alleanze politiche assolutamente disassate rispetto alle maggioranze politiche del Paese, proprio per affrontare, respingere e isolare fenomeni di infiltrazione che si ravvisavano essere in corso nei confronti di alcune forze politiche che allora erano presenti nel nostro territorio”.

Il sindaco ha rivendicato le azioni amministrative per il controllo dei cantieri, degli appalti pubblici e le scelte aperte e con il coinvolgimento della cittadinanza in materia urbanistica.

Non si è tirato indietro quando, esauriti i discorsi, alcuni universitari - Il Foglio Quotidiano alla mano - lo hanno “interrogato” sulla vicenda del terreno di via Principato di proprietà del costruttore Giuseppe Malaspina e del processo in corso.

“Quell’area è, almeno dal 1984, edificabile. Abbiamo soltanto diminuito le volumetrie. Ad aprile 2011 ci è stata presentata dal costruttore Malaspina istanza formale secondo le regole del Pgt senza un metro cubo in più, a cui abbiamo risposto con una delibera di Giunta del 26 febbraio scorso in cui diciamo no, non si procede perchè ciò avrebbe comportato un’iniziativa nostra che non intendiamo prendere”.

“ Mi sono ritrovato sbattuto sui siti con inchieste in corso che coinvolgevano l’Amministrazione semplicemente perchè c’è qualcuno che si spara e si mette le bombe”.

Alla domanda se il pubblico ministero del processo contro i Miriadi ha chiesto al comune gli atti relativi al terreno, Paolo Brambilla ha così risposto:
“Il pubblico ministero non lo conosco, non l’ho mai visto e so che io non c’entro niente col processo. A me non risulta siano stati chiesti atti e non c’è in corso un’indagine sull’Amministrazione Comunale. E’ in corso un processo su fatti criminosi dei cui sviluppi processuali io non ho alcuna informazione se non quello che leggo sui giornali. Se però leggo che la volontà dell’Amministrazione era quella di concedere volumetrie che andavano e venivano, io m’incazzo perchè c’è superficialità nel prendere un’affermazione, fatta da un pubblico ministero o da altra persona non m’interessa, e pubblicarla e costruirci un teorema per cui qui a Vimercate ci sarebbero infiltrazioni come a Sedriano, senza fare un briciolo di verifica”.   

 

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