Brianza - I videopoker fan più paura della droga. Su 6 progetti per prevenire le dipendenze, 5 su gioco e internet

di Fabio Lombardi da il Giorno del 02/11

FINO a qualche anno fa a un bando contro le «dipendenze» avrebbero risposto quasi esclusivamente associazioni con progetti contro la droga e l’alcol. Ma oggi le cose sono cambiate e a far paura, più del whisky e dell’eroina, sembrano essere i videopoker e facebook. Guardando infatti fra gli esiti dei bandi della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza (emanazione territoriale della Fondazione Cariplo, che finanzia ogni anno decine di progetti sociali e culturali concedendo centinaia di migliaia di euro) balza agli occhi il risultato della sezione: bando contro le dipendenze.
La Fondazione ha infatti selezionato e deciso di finanziare 6 progetti. Cinque di questi riguardano la prevenzione dei rischi derivanti dal gioco d’azzardo e le insidie di internet e dei social network, solo uno invece è rivolto a stupefacenti e alcol. «Sì, effettivamente le cose negli ultimi anni sono cambiate. Solo poco tempo fa a bandi di questo genere si rivolgevano progetti in ambito di prevenzione e lotta alle tossicodipendeze e all’alcol. Oggi, come mostra l’ultimo risultato, c’è grande attenzione ai problemi legati al gioco e a Internet», spiega Marta Petenzi, segretario generale della Fondazione.

«FRA QUESTI ci sono progetti educativi da realizzare fra i ragazzi in ambito scolastico ma anche alcuni che vogliono coinvolgere e sensibilizzare le associazioni come la Confesercenti», spiega Petenzi.Sei progetti ai quali andranno complessivamente 50mila euro (i bandi della Fondazione finanziano fino alla metà di un progetto) ma non sono gli unici. La Fondazione ha assegnato complessivamente 655mila euro a 64 progetti di utilità sociale.

LE MAGGIORI risorse sono andate al bando di «Assistenza sociale». Progetti di aiuto alle famiglie svantaggiate e assistenza alle nuove povertà (cibo, abitazione, vestiario...) che con la crisi si sono moltiplicate. Altri finanziamenti sono andati ai progetti della sezione «Educare con gli oratori» e qella «Durante dopo di noi» (che si occupa di pensare al futuro delle persone disabili una volta che non potranno essere accudite dei famigliari).
«In un momento come questo abbiamo deciso di moltiplicare i nostri sforzi triplicando le risorse a disposizione dei bandi per l’assistenza sociale», ha detto Giuseppe Fontana, presidente della Fondazione.
fabio.lombardi@ilgiorno.net

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