Seregno - Due finanzieri arrestati per il sequestro del videopoker, 3.000 euro per chiudere un occhio

di Stefania Totaro da il Giorno

UN MARESCIALLO e un appuntato della Guardia di Finanza di Seregno agli arresti domiciliari per concussione per induzione e falso.
Un provvedimento chiesto dalla pm della Procura di Monza Giulia Rizzo ed eseguito dagli stessi colleghi della Tenenza della finanza seregnese. Insieme ai due finanzieri è implicato con l’accusa di concussione per induzione un gestore di macchinette di videopoker, mentre di violazione degli obblighi di custodia giudiziaria è indagato il titolare di un bar di Seregno, da dove è partita tutta la vicenda ora al vaglio degli inquirenti. Nel settembre scorso i due uomini delle fiamme gialle si erano recati nel bar di Seregno a notificare il dissequestro di una macchinetta del videopoker che era state posta sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Venezia su presunte irregolarità di queste macchinette mangiasoldi. Il barista, che era stato nominato custode giudiziario della macchinetta sequestrata come prevede la legge, aveva invece dichiarato ai finanzieri di essersi liberato dell’oggetto del sequestro dandola indietro al gestore di macchinette che gliela aveva fornita. Quando il maresciallo e l’appuntato si erano quindi presentati dal gestore, lui non aveva saputo indicare dove fosse finita la macchinetta in questione e per evitare una denuncia, avrebbe offerto ai finanzieri la somma di 3 mila euro. E gli uomini delle Fiamme gialle, invece di procedere con il provvedimento giudiziario, quei soldi li avrebbero intascati. Poi avrebbero falsificato le carte facendo apparire che la macchinetta era stata dissequestrata regolarmente. È stato lo stesso comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Seregno, controllando le carte relative a questo servizio sulle macchinette del videopoker eseguito dai suoi uomini, ad accorgersi delle falsificazioni e ad avviare un’indagine dopo avere avvertito dei fatti la Procura di Monza. In collaborazione con la pm Giulia Rizzo, il maresciallo e l’appuntato sono stati seguiti e controllati per giorni, fino ad ottenere le prove della loro presunta colpevolezza. Allora sono scattati gli arresti domiciliari.

Commenti

prima il capitano spenga, poi il suo tenente, ora due finanzieri e chi altro ancora non ricordo. fatto sta che di mezzo c'è sempre la povera seregno. ormai quest'aria di complicità tra istituzioni e malavita si respira ovunque.
SIAMO STUFI

quello che si è fatto beccare come un pollo dopo esser diventato socio di Mariani e Barzaghi? quello che si è bruciato la carriera come un cretino? l'unica cosa buona è che Seregno NON si ricorderà mai di lui. o se lo ricorderà, sarà per il disonore che ha arrecato all'Arma di Seregno e ai Carabinieri onesti e operosi di questa storica caserma.

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