Lissone - «Possibili solo tornei sportivi senza scopo di lucro». Beffa nella città anti slot

di Fabio Luongo da il Giorno

«NON SIAMO CERTO per il proibizionismo, se si tratta di tornei senza scopo di lucro si possono tranquillamente svolgere, ma bisogna rispettare le leggi, e il gioco d’azzardo non si può fare. Se ci sono state trasgressioni non ci fa assolutamente piacere». Non usa giri di parole il sindaco di Lissone Concetta Monguzzi. Le accuse mosse dai carabinieri sono pesanti, e questo proprio in una delle città che è in prima fila nella lotta contro le ludopatie e il gioco d’azzardo. Il Comune si sta battendo su vari fronti per arginare la diffusione del fenomeno. Ha dato vita a una campagna e a un logo «No slot» per i bar e i locali pubblici di Lissone che scelgono di dire no a slot machine e videolotterie, garantendo uno sconto del 20% sulla tassa rifiuti a quelli che, pur potendole avere, hanno deciso di eliminare o non installare queste apparecchiature. Ha sottoscritto il «Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo», ed è una delle amministrazioni promotrici della proposta di legge di iniziativa popolare che chiede una nuova regolamentazione della materia, per dare più poteri ai sindaci per contrastare il gioco patologico. Davanti alla situazione denunciata dalle forze dell’ordine ora il municipio vuole vederci chiaro, pronto ad appoggiare provvedimenti in caso di accertata violazione di regole o leggi. «Una cosa del genere non ci fa piacere assolutamente - dice Monguzzi -: adesso sentiremo i carabinieri e vedremo cosa fare». «Mi ricordo che i titolari del locale avevano presentato in Comune una Scia (la Segnalazione certificata di inizio attività, ndr) per fare un club privato aperto solo ai soci - racconta il sindaco -. Noi abbiamo mandato, come è di norma, comunicazione ai carabinieri per segnalare l’apertura del nuovo locale. Io stessa avevo ricevuto i proprietari: avevamo detto loro quali erano le prescrizioni contro il gioco d’azzardo e che ci sarebbero stati controlli. Loro ci avevano spiegato che sarebbe stata solo un’attività ludica e ricreativa per i soci». «Se si tratta di un poker sportivo, di tornei senza scopo di lucro, si possono fare - continua Monguzzi -. Non è che noi siamo per il proibizionismo. Ma bisogna seguire le regole stabilite dalla legge, e il gioco d’azzardo non si può fare». Quanto alla possibile proposta da parte dei carabinieri al Comune di una chiusura temporanea del locale, il sindaco è chiaro: «Se non si sono attenuti alle norme lo faremo di sicuro». 

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