Monza - Mancano agenti, celle aperte tutto il giorno. Esclusi Alta sicurezza e protetti

di Marco Galvani da il Giorno

UN CARCERE «aperto». Dove i detenuti nell’arco della giornata possono entrare e uscire liberamente dalla propria cella, andare da soli ai laboratori o nelle aule scolastiche.
Tecnicamente si chiama «sorveglianza dinamica integrata», in pratica è una vera e propria rivoluzione nella gestione della casa circondariale di Monza. «Le sezioni di via Sanquirico sono in cosiddetto “regime aperto” per i reclusi a media e bassa pericolosità che saranno controllati da un gruppo di agenti di polizia penitenziaria in pattuglia nelle varie aree del detentivo. Oltre al monitoraggio 24 ore su 24 con il sistema di videosorveglianza», spiegano dalla direzione.
Parallelamente dovranno essere anche potenziate le attività di lavoro, sport, culturali, didattiche e ricreative con il contributo dei volontari, degli educatori e degli insegnanti, e sotto la regia del direttore della casa circondariale, Maria Pitaniello. Al momento sono coinvolte due sezioni ma in un prossimo futuro il 75% dell’istituto (6 sezioni in tutto) sarà a «regime aperto», con l’esclusione dei reparti di osservazione, dell’Alta sicurezza, dei protetti e dell’infermeria. Oggi in totale i detenuti sono oltre seicento e gli agenti sono circa 330.

IL NUOVO MODELLO organizzativo ha trovato il consenso degli agenti di polizia penitenziaria permettendo un minore impiego di uomini nella sorveglianza pur non mettendo in discussione i parametri di sicurezza. E certamente, oltre a compensare la carenza di un’ottantina di agenti, il fatto che i detenuti non dovranno più trascorrere le loro giornate rinchiusi nei pochi metri quadrati di una cella, permetterà di rendere meno pesante il cronico sovraffollamento.

ATTUALMENTE è interessato il detentivo maschile ma entro la fine di novembre, quando saranno completati gli interventi di rifacimento del tetto e risolti i problemi di infiltrazioni d’acqua, potrà essere applicato anche al reparto femminile.

SEMPRE IN TEMA di lavori, nel «cortile» del carcere una squadra di operai sta realizzando una sorta di «area pic-nic» per dare la possibilità ai detenuti di incontrare i propri figli all’aperto in estate. La ludoteca al coperto resta comunque operativa per garantire incontri protetti, in un luogo meno grigio di una fredda sala colloqui, e sarà utilizzata d’inverno o quando il meteo non permette di uscire all’aperto. Pochi metri prima della palazzina del detentivo maschile, accanto al campetto da calcio dei detenuti la direzione della casa circondariale ha ricavato un terreno di circa 1.200 metri quadrati. Un giardino dove si svolgeranno i colloqui dei reclusi con figli piccoli che sarà pronto per la prossima primavera.
marco.galvani@ilgiorno.net

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