Per il legale di Isidoro Crea, Giuseppe Malaspina è teste inattendibile e agente provocatore

di Cronos

“Lo dice la Cassazione: per una condanna occorre acquisire la certezza processuale delle responsabilità. Ed in questo processo, nel caso di Isidoro Crea, questa certezza processuale non c’è.

Giuseppe Malaspina
“La prova della colpevolezza di Crea starebbe nelle dichiarazioni dei tre fratelli Malaspina, ma Giuseppe Malaspina non è oggettivamente credibile. E’ pluripregiudicato e testimone ostile all’esame. E persona non credibile. E’ un agente provocatore”. Non fa sconti l’avvocato Andrea Orabona, difensore di Isidoro Crea che Giuseppe Malaspina definisce “ambasciatore” dei Miriadi e che - secondo l’accusa - avrebbe portato le richieste estorsive.

“Davanti al teste Carlo Vangi della Dia, Giuseppe Malaspina dice di non aver mai parlato di Crea; lo scorso luglio in quest’aula afferma “nessuno ha mai parlato di procura a vendere il terreno di Vimercate con nessun altro” e però fa cavallo di battaglia le dichiarazioni del suo dipendente o ex dipendente Ernesto Giordano (testimone accusato di falso - NdR) che racconta di lucchetti sostituiti e risposte sul terreno di via Pelizzari- Principato che dovevano essere date.

Per il geometra Malaspina Isidoro Crea avrebbe fatto l’ambasciata dopo l’effrazione della vetrina alla Progeam e la bottiglia incendiaria lasciata sulla scrivania. Poi il 10 dicembre dice al custode della Gimal, Martella, di non fare entrare il Crea. C’è poi un’ennesima versione: avrebbe riferito di richieste all’indomani del tentato rapimento di Carlo Malaspina. Eppure non c’è uno straccio di intercettazione tra il mio cliente e i fratelli Miriadi, tra il mio cliente e Girasole. Secondo Giuseppe Malspina, dopo ogni atto vandalico alla Gimal e alla Progeam, Isidoro Crea si sarebbe materializzato portando ambasciate.

In realtà i rapporti di Isidoro Crea con le società di Giuseppe Malaspina riguardavano la richiesta di riavere cambiali per 120mila euro che Malaspina aveva subito scontato in banca per ottenere credito. Ce lo ha confermato anche il teste Galbusera.

Il 29 novembre Isidoro Crea chiede un’ora di permesso al suo datore di lavoro e si reca alla Gimal perché è preoccupato per la imminente scadenza delle cambiali e vuole indietro il compromesso che ha firmato per la permuta di un appartamento.

Giuseppe Malaspina non lo riceve, gli fa dire: “digli che è tutto a posto, non gli vendo più l’appartamento”.
Dunque Isidoro Crea si reca sì alla Gimal e ci torna ancora come s’apprende dalle intercettazioni però soltanto per riavere quelle cambiali che ha firmato e Malaspina usato per avere credito dalle banche. Non è dunque la persona che fa riferimenti estorsivi per il terreno di Vimercate!

“Mi spiace per la Procura se non c’è prova della sua colpevolezza”, aggiunge il legale allargando le braccia come la statua del Cristo Redentor di Rio de Janeiro.

Giuseppe Malaspina ci ha detto “In 25 anni mai bevuto un caffè assieme a Crea e lui non è mai stato amministratore di una mia società. Abbiamo dimostrato, visura camerale alla mano che mente. Nega il rapporto d’amicizia oltre che fiduciario con Crea. Rapporti confermati anche da Galbusera e dalle difese.

Parliamo di Carlo Malaspina? Anche lui è pregiudicato, usa testimoni farlocchi che dovrebbero essere accusati di calunnia, falsa testimonianza e reticenza.

Basta acquisire i tabulati delle telefonate registrate per capire chi sono i tre fratelli Giuseppe, Carlo e Antonio Malaspina.

Carlo Malaspina
“C’è il tentativo di rapimento di Carlo e all’ospedale non si fa accompagnare da Crea ma cerca il fratello Antonio e l’amico Pagani. Però, all’indomani dell’episodio di cui è stato protagonista, gli telefona mezz’ora dopo mezzanotte. Telefonata brevissima. Che Carlo Malaspina si ostina a negare. C’è la registrazione! Carlo dirà che in quell’occasione Crea scavalca il muro di cinta della casa di Oreno e gli parla del terreno, della procura a vendere e degli 8 milioni che i Miriadi vorrebbero.

E quando Carlo Malaspina, a febbraio 2012, va in Procura a Monza a denunciare sciorina fatti ma non l’ambasciata del mio cliente che Carlo poi fa risalire a due giorni dopo il tentato rapimento”.

“Quali sarebbero i fatti di prova contro Isidoro Crea?” chiede l’avvocato Orabona rivolgendosi alla presidente Letizia Brambilla.

“E’ un tiro al bersaglio contro il mio assistito.
Carlo Malaspina s’arrampica sugli specchi. Prima nega la telefonata e s’imputa dicendo che è in realtà è stato Crea a chiamarlo. E’ la telefona del chi chiama chi, ricordate? Quindi cavalca la versione giustificandosi che avrebbe chiamato Crea perché avvisasse il pensionato Falvo di andare a fargli le punture. In realtà Falvo, portato da Galbusera, era già andato a casa di Carlo.

E allora s’inventa che ha telefonato perché non aveva da mangare…” (tre giorni dopo il tentato sequestro Carlo era stato allontanato dalla sua casa di Oreno e mandato a rifugiarsi allo Sporting di Brugherio - NdR).

“Quanta inattendibilità in questo teste”, conclude il legale che passa quindi a parlare di Antonio Malaspina: altro teste - assieme ai fratelli parte civile al processo - che Orabona definisce inattendibile.

Antonio Malaspina
“ Antonio Malaspina nega conoscenza e favori di Crea. Racconta che Isidoro è andato nel suo negozio di frutta a cercare Giuseppe e poi Carlo voleva fargli le ambasciate con la richiesta del terreno e degli 8 milioni. E però non si parla di lui né davanti a Vangi della Dia e neppure con il comandante Domestici dei carabineri di Vimercate. In sede d’esame testimoniale basato su una telefonata ben precisa, la numero 80, Antonio prima racconta che la richiesta estorsiva gli è stata fatta da Crea poi però afferma che “sì, le richieste ci sono state, ce l’ha detto Galbusera”.

La telefonata n.80 è stata contestata in aula. I fratelli Malaspina parlano calabrese stretto. Chi trascrive mette nero su bianco che parlano di “terrata” e di “bilance”. Alla fine è stato stabilito che i Malaspina non parlavano di richieste di terreni e altro.

Era la banca che chiedeva i bilanci di società a loro riferite. Società in grande sofferenza come la Maria srl i cui affari erano curati da Carlo che per ottenere credito avava fatto stipulare a Crea il compromesso per l’acquisto di un appartamento. In realtà un finto baratto per usare le cambiali firmate da Crea per ottenere contante dalla banca. C’è anche un falso assegno e una fattura a copertura di questo affare….Per una cambiale finita al protesto, preoccupato, Isidoro Crea che ha ricevuto la telefonata di un notaio, va da Antonio a chiedere spiegazioni. Ce lo dice un’intercettazione ambientale nel negozio di frutta del Malaspina.

Abbiamo testimonianze dissonanti di Antonio anche rispetto alle versioni date da Carlo e Giuseppe. Anche lui si comporta come un agente provocatore”.

Il geometra Galbusera
“E poi, relativamente al teste Galbusera la sua non credibilità è oggettiva.

Non è credibile e prende minacce da Giuseppe Malaspina durante e dopo aver testimonato in quest’aula. E’ ancora in strettissimo rapporto con i tre fratelli. In quest’aula è venuto a dirci “Io sono solo un teste di riferimento. Se dico cose inesatte sono cose come dette da Giuseppe Malaspina”.

E allora... è inattendibile Isidoro Crea o sono inattendibili Galbusera e i Malaspina?

Aggiungo un particolare. Quando Carlo Malaspina denuncia in Procura a Monza scrive che la proposta estorsiva è di 4milioni, poi ci dice che da 4 è lievitata a 8 milioni.

Andrea Orabona chiude la sua arringa chiedendo per Isidoro Crea l’assoluzione perché il fatto non sussiste. In subordine il patteggiamento a 1 anno e due mesi già chiesto e sufficientemente motivato (quando il processo era in carico al Tribunale di Milano -ndr) o il patteggiamento del marzo 2013 a due anni di reclusione e multa richiesta dal presidente Airò. E, ancora, inconsistenza dell’aggravante.

Infine stralcio della posizione di Isidoro Crea per illegittimità costituzionale degli articoli 516 e 517 del codice penale a fronte di contestazioni suplettive (vedi La corte costituzionale pone un altro tassello al ripristino della pienezza del diritto di difesa - NdR).

Lunedì 11 novembre dalle 14.30 udienza con l’arringa dell’avvocato Federico Ragazzo anche lui difensore di Isidoro Crea.
Forse ci sarà anche la camera di consiglio per decidere l’eventuale ammissione dei testi Paolo Brambilla, sindaco di Vimercate, Roberto Rampi, vice sindaco e Lara Girasole. Il 25 novembre eventuali repliche. Il pubblico ministero Marcello Musso ha già annuciato che non replicherà. 

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