Monza - Maxi pena per estorsione sui Miriadi: fu mafia

di Stefania Totaro da il Giorno del 26/11

CONDANNATI, con l’aggravante del metodo mafioso, a pene tra i 16 anni e 9 mesi agli 11 anni e 7 mesi di reclusione.
Queste le pene decise dal Tribunale di Monza nel processo che vedeva Giovanni Miriadi, il fratello Vincenzo (figli di Assunto Miriadi, ucciso a colpi di kalashnikov a Vimercate nel ‘90) e il cugino Mario Girasole, ancora detenuti in carcere e imputati a vario titolo di tentato sequestro di persona a scopo di estorsione, tentata estorsione e detenzione di armi. I giudici hanno ritenuto per il tentato sequestro di persona il reato semplice e non aggravato dallo scopo di estorsione, ma hanno applicato l’aggravante del metodo mafioso che era stata contestata al termine del processo dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano Marcello Musso, arrivando così nella sua requisitoria a richieste di condanna da 27 a 12 anni di reclusione. In questo modo a Giovanni Miriadi i giudici hanno inflitto 16 anni e 9 mesi di reclusione; a Vincenzo Miriadi 12 anni di reclusione e a Mario Girasole 11 anni e 7 mesi di reclusione. Con loro era imputato anche un terzo uomo, Isidoro Crea, condannato solo per concorso materiale a 4 anni e 4 mesi di reclusione. Alla lettura della sentenza ci sono stati attimi di tensione per le reazioni dei parenti degli imputati, trattenuti e accompagnati fuori dal Tribunale a stento dai familiari, sotto il controllo di carabinieri e polizia che erano intervenuti proprio per evitare incidenti, dopo che il pm aveva scritto una lettera al Questore di Milano denunciando un atteggiamento intimidatorio percepito al di fuori del processo e in sua solidarietà era stato organizzato un presidio da associazioni antimafia.

GLI IMPUTATI erano accusati di avere tentato di estorcere denaro agli imprenditori edili vimercatesi Giuseppe e Carlo Malaspina, che si sono costituiti parti civili al processo ottenendo una provvisionale sul risarcimento dei danni di 20mila euro. Sotto accusa diversi episodi. Quello più grave, del novembre 2011, contro Carlo Malaspina: una sera, mentre rientrava a casa, 4 uomini incappucciati hanno cercato di rapirlo e di caricarlo in auto. E poi 6 colpi di pistola e l’esplosione di un ordigno contro sedi delle loro società. Movente, secondo la pubblica accusa, un terreno a Vimercate, acquistato da Malaspina nel 2010 e che era stato prima in comodato e poi affittato dai Miriadi, che ci tenevano del materiale edile e che avrebbero preteso, secondo l’accusa, prima la restituzione del terreno e poi 12 milioni di euro.
Tutte accuse negate dagli imputati, che sostengono di avere soltanto voluto dagli imprenditori i soldi che spettavano loro.

facebooktwitterScribd

Abbonamento a Scambia informazioni

Semi Kattivi

Costruiamo il network

Hai un blog personale,
gestisci un sito di informazione territoriale?
Contatta la redazione e costruisci con noi
un Network indipendente di informazioni.

Leggi tutto »

Pubblica anche tu su infonodo.org!

Pubblica su Infonodo il tuo articolo.

Scopri come partecipare »