Processo Miriadi. Tutti condannati. I Giudici però quasi dimezzano le pene richieste dal PM

di Cronos

Il pubblico ministero della Dda, Marcello Musso, aveva chiesto settantasette anni di carcere per i quattro uomini accusati di estorsione e del tentato sequestro del costruttore di Vimercate, Carlo Malaspina.

Lunedì, alle 17.06, la lettura della sentenza da parte della Presidente del Collegio, Letizia Brambilla
Gli imputati  sono stati giudicati tutti colpevoli e condannati alle seguenti pene: Giovanni Miriadi 16 anni e 9 mesi e 15.800 euro di multa; Vincenzo Miriadi 12 anni e 13.500 euro di multa: Mario Girasole 11 anni e 7 mesi e 13.300 euro di multa: Isidoro Crea 4 anni e 4 mesi e 3.000 euro di multa. 
Per un totale di 44 anni e 1 mese di carcere.

Il Collegio giudicante composto oltre che dalla presidente Brambilla dai giudici a latere Emanuela Corbetta e Pierangela Renda ha ritenuto i quattro imputati responsabili dei reati loro ascritti escluso l’episodio del 5 gennaio 2012 in danno del maneggio “Il Boschetto” di Ornago e, per il solo Mario Girasole, esclusa la riunione tenutasi a casa di Antonio Malacrinò. A Isidoro Crea è stato addebitato il concorso materiale in tre episodi.

Interdizione perpetua dai pubblici uffici per Giovanni e Vincenzo Miriadi e per Mario Girasole; interdizione di 5 anni per Isidoro Crea. Gli imputati sono stati condannati al risarcimento, da liquidarsi in separato giudizio, nei confronti delle costituite parti civili ad esclusione della società “Il Boschetto”. E’ stata però fissata la provvisionale di 25.000 euro a favore di Giuseppe Malaspina e di 20.000 a favore di Carlo nonché il pagamento in solido di 8.000 euro quali spese di costituzione in giudizio delle parti civili.

Udienza pomeridiana brevissima quella tenutasi prima nell’aula “B” e quindi, per la sola lettura della sentenza, nell’aula dedicata al giudice Improta con una buona scorta di carabinieri e polizia pronti ad intervenire nel caso di intemperanze da parte del numeroso pubblico costituito in larga parte da parenti e amici degli imputati.

Visibile il nervosismo del pubblico ministero Musso, giunto in Tribunale con largo anticipo sull’orario fissato, per il ritardo di tre quarti d’ora con il quale gli imputati detenuti: Giovanni e Vincenzo Miriadi e Mario Girasole sono arrivati col furgone cellulare. Alle 15.15 finalmente l’inizio dell’udienza. Dei tre fratelli Malaspina soltanto Giuseppe era presente in aula.
Alla domanda della presidente se ci fossero interventi il pm Musso, telegrafico: “C’è un gravissimo problema con le trascrizioni. Una in particolare ha dei problemi”.  Si riferisce alla trascrizione dell’intercettazione tra Vincenzo Miriadi con Giuseppe Foti su un cellulare francese.

“La telefonata in questione è stata trascritta in modo diverso. Produco il testo”, interviene l’avvocato di parte civile Luca Ricci.

L’avvocato Attilio Villa difensore di Girasole interviene a sua volta:
“Non ho nessuna osservazione da fare, il nostro perito (Valeria Nava - ndr) è concorde. Vincenzo Miriadi sta telefonando e sta al tempo stesso parlando con qualcuno. E’ una registrazione ambientale ma non si sa cosa dicono”.
Il pubblico ministero interviene: “Il POMPA. Lo dico io. Torni indietro, torni al punto 006 - dice rivolgendosi al tecnico che maneggia il computer -. Vuole farla risentire? 006. Il POMPA dicono i periti della Dda”.
“Sono disposta a sentire tutti”, dice la presidente.

E Il pm: “C’è un metodo d’ascolto. Sono maresciallo. Bisogna sentire la registrazione 10-100 volte ed allora si capisce…”.

Per il perito del Tribunale “Quello che si sente è: quello di Vimercate la compra…”.
La registrazione viene fatta risentire a velocità più lenta.

Il pm: “Perfetto”.

Letizia Brambilla chiede se il computer può essere portato in Camera di consiglio. E mentre il tecnico s’appresta a fare l’operazione l’avvocato Ricci dice: “Si sente:  E’ quello di Vimercate che ha il pompa” (il legale di parte civile - così come il pm Musso sono convinti che Vincenzo Miriadi stesse parlando di un fucile a pompa Ndr).

Altri sono convinti che la frase esatta sarebbe “Quello di Vimercate se la compra. Si sente distintamente la r…”.

Per l’avvocato Federico Bevilacqua: “La telefonata tra Vincenzo Miriadi e Giuseppe Foti (per l’accusa Foti recita al Miriadi la rituale formula dell’affiliazione alla ‘ndrangheta - ndr) è senza interesse, anche perché Foti Giuseppe è sconosciuto a qualunque caserma, non è affiliato alla ’ndrangheta.
Ne è la prova il documento contenuto nel faldone 2 pag 284 di questo processo che consegno alla corte”.

Il Pm chiede un attimo di pazienza per controllare se davvero l’appunto riguardante Giuseppe Foti citato dall’avvocato è agli atti. Accertatosi del fatto si chiude la fase dibattimentale del processo.

La Corte si é quindi riunita in Camera di Consiglio da cui  é emersa un'ora dopo per dare lettura della sentenza.

Sentenza - Processo Miriadi, Sequestro Carlo Malaspina

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