Desio - Lettera aperta all'assessore Redi sul giorno della memoria e la verità storica delle Foibe

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentilissima Dottoressa Redi,

sono un comune cittadino di Desio che ha la necessità di scriverLe in merito ad un iniziativa culturale promossa dal Comune in occasione della giornata del ricordo fissata per l'11 Febbraio 2014 presso la Sala Pertini.
Premetto che da quando si è insediata questa giunta ho notato un'attenzione maggiore per quello che riguarda l'offerta culturale nella città. Per questo ve ne rendo merito. Le iniziative promosse in questi ultimi anni sono state molto interessanti.

Tuttavia non posso astenermi dal porgerVi una critica per l'iniziativa del prossimo 11 Febbraio.
Questa Giunta, in varie occasioni e con grande merito, ha promosso iniziative volte all'incontro, dialogo e reciproca conoscenza con cittadini di altre culture e nazionalità. Ebbene, io ritengo che la giornata del ricordo per i "martiri" delle Foibe, sia un grave torto fatto da noi italiani nei confronti dei nostri vicini sloveni e croati.

Dico questo pensando a quanti crimini il fascismo italiano ha commesso con particolare crudeltà in queste terre, dove era proibito agli sloveni e ai croati di usare la loro lingua, dove le loro scuole furono chiuse assieme ad enti economici ed associazioni per motivi raziali.Tutto questo sfociò poi nella deportazione nei campi di concentramento come quello di Arbe (oggi conosciuta come Rab), con 10000 internati e 1435 morti accertati, e Gonars dove morirono 500 persone su 7000 internati. Ma campi di concentramento furono sparsi in varie parti di Italia come Renicci (Arezzo), Chiesanuova (Padova), Monigo (Treviso), Fraschette (Frosinone) e molti altri in tutte le regioni italiane. Fra 7 e 11 mila persone, donne, uomini, bambini, intere famiglie, morirono in questi campi, di fame e malattie. A Trieste nel 1942 fu istituito per la repressione della resistenza partigiana l'Ispettorato Speciale di Polizia per la Venezia Giulia, che si macchiò di efferati delitti contro gli antifascisti in genere, ma soprattutto contro sloveni e croati. Non sarebbe corretto ricordarli? Non sarebbe corretto ricordare l'assedio alla città di Lubiana, che gli italiani nel 1942 cinsero letteralmente col filo spinato al fine di rastrellare l'intera popolazione maschile: più di 18000 furono controllati nelle caserme, e di questi 878 furono mandati nei campi di concentramento?

Inoltre, è utile ricordare, che vi sono testimonianze autorevoli come quella dell'Ispettore De Giorgi, colui che nel dopoguerra ebbe il compito di fare i recuperi nelle foibe, secondo cui a farne uso furono proprio gli uomini dell'Ispettorato speciale della squadra politica, e la cosidetta Banda Collotti (reparto della polizia politica, guidata da Gaetano Collotti, che aveva il compito di reprimere la resistenza al fascismo in queste zone), a gettare negli "anfratti del Carso" i corpi di vittime morte dopo l'arresto e la tortura. Secondo me, come popolo italiano, come del resto ha fatto il popolo tedesco, abbiamo il preciso dovere di fare i conti con tutte le pagine della nostra storia. Questo non potrà che farci onore di fronte al mondo.

Ad ogni modo, secondo la documentazione storica, le persone finite nelle foibe, non sarebbero donne e bambini uccisi solo "perché italiani", come suggerirebbe il titolo della rappresentazione teatrale in programma, ma al contrario sono quasi tutti adulti compromessi con il fascismo, per quanto riguarda le foibe istriane del '43, e con l'occupatore tedesco per quanto riguarda il '45. I casi di alcune donne infoibate sono legati a fatti particolari, vendette personali, che non possono essere attribuiti al movimento di liberazione. Questo diventa evidente quando si vanno ad analizzare i documenti, in luogo della propaganda neofascista. Va detto inoltre che i numeri non sono assolutamente quelli della propaganda di questi anni: si calcola che in Istria nel '43 le persone uccise nel corso della insurrezione successiva all'8 settembre sono fra le 250 e le 500, la gran parte uccise al momento della rioccupazione del territorio da parte dei nazifascisti; nel '45 le persone scomparse, sono meno di cinquecento a Trieste e meno di mille a Gorizia.

Credo, inoltre, che sia da censurare l'uso troppo disinvolto di definire infoibati tutti i morti per mano partigiana, in quanto non è vero: qualcuno morì fucilato, altri per malattia in Jugoslavia. In realtà nel '45 le persone "infoibate" furono alcune decine, e per queste morti ci furono nei mesi successivi dei processi e delle condanne, da cui risultava che si era trattato in genere di vendette personali nei confronti di spie o ritenute tali. C'è poi l'episodio della foiba Plutone, da cui furono estratti 18 corpi, in cui gli "infoibatori" erano appartenenti alla Decima Mas e criminali comuni infiltrati fra i partigiani, e furono arrestati e processati dagli stessi jugoslavi. Insomma se si va ad analizzare la documentazione esistente si vede che si tratta di una casistica varia che non può corrispondere ad un progetto di "pulizia etnica" da parte degli jugoslavi come si è detto molto spesso in questi anni. Non ritengo che in un paese come il nostro, dove il 25 Aprile non è stato ancora abolito, sia opportuno criminalizzare il movimento della Resistenza Jugoslava, che più di tutti ha contribuito alla liberazione dell'Europa dal nazifascismo. Che sia ben chiaro a scanso di equivoci e fraintendimenti: personalmente ritengo che l'umana pietà per le persone morte non si neghi a nessuno.

Difendo a spada tratta la festività del 2 novembre. Tuttavia credo che chi si occupa di storia e chi abbia il merito di occupare cariche pubbliche importanti come la Sua, abbiano il compito di spiegare ai cittadini come han vissuto le personalità che han avuto un ruolo di rilievo nel corso degli eventi storici. Se i cosidetti infoibati in vita erano collusi col fascismo e col nazismo, vuoi come arruolati, vuoi come delatori e collaborazionisti, credo che sia doveroso dirlo.

Gentilissima Dottoressa Redi, concludo questa lunga lettera, chiedendoLe una riflessione su questi delicate problematiche, sperando di averLe instillato almeno qualche dubbio. Inoltre, se posso permettermi, come gesto di apertura proporrei di far vedere, appena possibile, la versione integrale del famoso documentario della televisione inglese BBC Fascist Legacy, di cui la RAI acquistò i diritti nell'89, ma che mai trasmise (come mai?). Inoltre suggerirei di invitare alcuni storici esperti della tematica, che potrebbero fare una preziosa opera di informazione, come ad esempio Alessandra Kersevan, che è stata di recente al Binario 7 di Monza, Claudia Cernigoi e Sandi Volk. Questa, dopo la mia critica, vuole essere una proposta concreta.

Le auguro buon lavoro a Lei e a tutta la Giunta Comunale,
cordialmente

lettera firmata

Commenti

cara lettera firmata, io le presenterei mio nonno scampato per miracolo alla morte atroce da infoibato, è riuscito a risalire la buca dove vi ci è stato gettato. Suo fratello è stato meno fortunato in quanto legato assieme a lui, è colui che ha ricevuto "il colpo di proiettile alla nuca". Troppo comodo scrivere le sue riflessioni seduto al calduccio e per sentito dire. Si vergogni di quello che ha scritto. I crimini di guerra sono tutti uguali e non ci sono giustificazioni pe assoluzioni per quella o questa parte. Condanno il fascismo come condanno i partigiani rossi della dalmazia. Vada a convincere il mio nonnetto dove l'unica colpa era quella di essere ITALIANO , era giusto che lui fosse infoibato .

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