Monza - Legionella in carcere, docce vietate

di Marco Galvani da il Giorno del 13/02

LEGIONELLA in carcere a Monza, vietato usare le docce dell’infermeria. Un problema sanitario scoppiato da oltre un mese e che ha coinvolto un unico detenuto della casa circondariale di via Sanquirico. Da allora, però, «nulla è stato fatto», denuncia Domenico Benemia, segretario regionale della Uil penitenziari.
L’infezione ha colpito una persona che temporaneamente era detenuta nel reparto infermeria dell’istituto. «Appena si è scoperta la patologia, il primo provvedimento è stato proibire l’utilizzo delle docce da parte dei reclusi che dovessero transitare da quel reparto - continua Benemia -. Tuttavia ci saremmo aspettati, nei giorni immediatamente seguenti, un intervento di bonifica che, invece, a oggi ancora non sembra essere stato fatto». Il risultato è che le docce restano chiuse come da un mese e mezzo a questa parte ed «evidentemente il problema non è stato risolto». «Questo è l’ennesima dimostrazione delle pessime condizioni in cui versa l’intera struttura del carcere - critica il sindacalista -, con evidenti disagi anche nell’organizzazione del lavoro». Benemia punta il dito contro «l’assenza di collaborazione da parte della direzione non soltanto nelle trattative sindacali ma anche nell’affrontare e gestire i problemi quotidiani». Anche se la maggior parte dei problemi strutturali è dovuta alla mancanza di fondi ministeriali. Il risultato, però, è che «viviamo e lavoriamo in un istituto che, in certi locali, non è affatto salubre - sottolinea il segretario della Uil penitenziari -. I problemi ci sono all’interno delle celle, nei corridoi, nelle aule didattiche e nei laboratori ma anche nelle camere riservate agli agenti, nel bar e nella mensa». E restano inagibili per le pesanti infiltrazioni d’acqua dal tetto, il teatro, la cappella, la palestra e alcune salette riservate ai colloqui fra gli avvocati e i detenuti. Alcuni interventi di impermeabilizzazione, nei mesi scorsi, sono stati realizzati ma «il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dovrebbe prevedere lavori definitivi».
marco.galvani@ilgiorno.net

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