Desio - Omicidio Vivacqua. Resta in carcere il presunto mandante

di Stefania Totaro da il Giorno

RESTA in carcere il presunto mandante dell’omicidio di Paolo Vivacqua. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Monza Alfredo De Lillo, respingendo la richiesta presentata da Diego Barba, l’investigatore privato ritenuto dagli inquirenti l’amante della ex moglie della vittima, Germania Biondo, e con lei mandante dell’omicidio del «rotamat» milionario siciliano ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio. A proporre istanza di scarcerazione al gip firmatario delle ordinanze di custodia cautelare era stato l’avvocato Paolo Sevesi di Milano, difensore di Diego Barba, dopo che l’indagato di omicidio volontario premeditato è stato l’unico ad avere parlato all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, scagionando se stesso e anche tutti gli altri indagati e fornendo altre piste di indagini alternative. Dichiarazioni che non devono avere convinto il gip, che ha deciso di lasciarlo rinchiuso in carcere.

Nessuna istanza è stata invece finora presentata dai difensori degli altri quattro coindagati, oltre a Germania Biondo, anche il presunto intermediatore Salvino La Rocca, che avrebbe assoldato, con la promessa di 60mila euro, i due presunti sicari Antonino Giarrana e Antonino Radaelli, che si trovavano già detenuti per l’omicidio della consuocera di Vivacqua, Franca Lo Jacono, avvenuto nel giugno 2012. Tutti si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia davanti al giudice. I loro legali stanno ancora meditando se presentare ricorso al Tribunale del Riesame di Milano oppure direttamente alla Corte di Cassazione contro l’ordinanza del gip per ottenere le scarcerazioni puntando contro l’assenza di elementi di accusa. Un’arma a doppio taglio quella del ricorso, che potrebbe scardinare ma anche confermare le basi di quella che si annuncia una vicenda giudiziaria indiziaria perché non esistono prove concrete che «incastrano» gli indagati. Per Giarrana e Radaelli il ricorso servirebbe a poco, perché i due stanno già scontando in carcere le condanne per l’omicidio di Franca Lo Jacono.

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