Gioco d’azzardo Lissone crea le «aree no slot»

di Fabio Luongo da il Giorno

NIENTE più slot machine o locali per il gioco d’azzardo vicino a scuole, oratori, chiese, centri sportivi, luoghi di ritrovo dei giovani e strutture sociosanitarie della città. Lissone dà vita a una vera e propria «area no slot» sul suo territorio, adottando ufficialmente una serie di regole restrittive, sulla base della nuova legge stabilita dalla Regione per limitare il gioco d’azzardo. Si tratta di un ulteriore passo nella battaglia intrapresa, da oltre un anno a questa parte, dall’amministrazione comunale contro il gioco patologico, per tutelare i lissonesi dalle ludopatie.

D’ORA in avanti «le nuove apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito - spiegano dalla giunta - non potranno essere installate a meno di 500 metri di distanza dai “luoghi sensibili” presenti sul territorio», ossia «scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture sanitarie e sociosanitarie, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori», tutti individuati in maniera dettagliata e secondo precisi criteri.
Una sorta di «fascia di protezione», che avrà lo scopo di tenere più facilmente lontani dall’azzardo soprattutto i giovani e le categorie deboli come gli anziani e le persone a basso reddito. Dal Comune si parla esplicitamente di una «vera e propria area di rispetto no-slot garantita per i luoghi frequentati dai soggetti potenzialmente più vulnerabili e a rischio». Dopo la campagna dei «bar no-slot», con cui più di 30 tra caffetterie, gelaterie, pasticcerie e ristoranti della città hanno deciso di non installare nei loro spazi alcun tipo di apparecchio per il gioco d’azzardo, ricevendo dal Comune un logo-vetrofania da esporre all’ingresso del negozio quale «patente di virtuosità» che invita i cittadini a sostenerli; dopo aver concesso uno sconto del 20% sulla Tares nel 2013 agli esercizi commerciali privi di videolotterie e videopoker; dopo aver raccolto oltre 550 firme di lissonesi in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare - di cui proprio Lissone è stata una delle città promotrici - per chiedere nuove e più stringenti regole per controllare il gioco d’azzardo e tutto quel che vi gira attorno, dando maggiori poteri ai sindaci per combattere la diffusione delle slot machine; dopo l’adesione al «Manifesto dei sindaci per la legalità e contro il gioco d’azzardo» e l’approvazione di una mozione sul tema da parte del consiglio comunale, ecco quindi la nuova misura stabilita dalla giunta guidata dal sindaco Concetta Monguzzi. La dipendenza patologica da gioco colpisce anche in Brianza, dove le persone in cura attraverso l’Asl per ludopatie nel 2013 sono state 148.

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