Desio - Omicidio Vivacqua: altre indagini. Reinterrogato Giarrana

di Stefania Biondo da il Giorno del 10/05

NUOVO interrogatorio nelle indagini sull’omicidio di Paolo Vivacqua. Il sostituto procuratore monzese Donata Costa, titolare delle indagini sull’assassinio del «rotamat» milionario siciliano ucciso il 14 novembre 2011 con sette colpi di pistola nel suo ufficio di Desio, ha chiesto di sentire Antonino Giarrana, ritenuto esecutore materiale del delitto insieme a Antonino Radaelli. I due si trovano già detenuti in carcere per l’omicidio della consuocera di Vivacqua, Franca Lo Jacono, avvenuto nel giugno 2012 e stanno scontando dietro le sbarre la condanna rispettivamente all’ergastolo e a 18 anni di reclusione in attesa del processo d’appello. All’interrogatorio, che si è tenuto l’altro giorno nella casa circondariale di Monza, Antonino Giarrana, difeso dall’avvocato Angelo Pagliarello, ha negato di avere a che fare con la morte di Vivacqua (Giarrana si è dichiarato innocente anche per l’omicidio della consuocera dell’imprenditore) e ha dichiarato infondata la ricostruzione fatta dalla Procura secondo cui mandanti dell’omicidio sarebbero stati l’ex moglie della vittima Germania Biondo e il suo presunto amante, l’investigatore privato Diego Barba, mentre da intermediario avrebbe fatto il suo collega Salvino La Rocca, colui che avrebbe assoldato, con la promessa di 60mila euro, i due presunti assassini. Prima di Giarrana era stato interrogato dal pm, ma su sua richiesta, proprio Diego Barba, che è stato l’unico indagato a ricorrere al Tribunale del Riesame dopo aver ottenuto un diniego dal gip monzese sulla scarcerazione in seguito all’interrogatorio di garanzia, mentre la Biondo e La Rocca si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dopo l’arresto. Diego Barba continua a sostenere di non essere mai stato amante di Germania Biondo e scagiona tutti gli indagati dal delitto dell’imprenditore siciliano, proponendo piste alternative. Anche gli altri arrestati si protestano innocenti e chiedono la scarcerazione. Germania Biondo e Salvino La Rocca hanno presentato al Tribunale del Riesame di Milano un’istanza di remissione in libertà per mancanza di gravi indizi e di esigenze cautelari in carcere, ma i giudici milanesi hanno detto di no.
stefania.totaro@ilgiorno.net

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