Seveso - Che cos'è la ludopatia? Due iniziative per conoscerla, contrastarla e vincerla

Seveso -12 maggio 2014.   E' diventato un problema sociale, di cui le famiglie si preoccupano e la si può combattere informando le persone della sua pericolosità, di quanto sia pervasiva l'abitudine al gioco e possa rovinare la vita se diventa patologica e fuori controllo.
Il tema della ludopatia, come ulteriore impegno dell'Amministrazione Comunale a promuovere la cultura della legalità e a contrastare i fenomeni di devianza sociale contemporanei, viene affrontato in collaborazione tra l'Assessore alla Cultura, Roberta Miotto e alla Famiglia, Luigia Caria, con due iniziative pubbliche, volte entrambe a diffondere la conoscenza del fenomeno, con l'intento di aumentare la consapevolezza ed educare a scelte positive.

Sabato 17 maggio, l'associazione NoSlot e il Forum delle Famiglie saranno ospiti di un bar che ha scelto di non installare slot machines, il IlMassimo Caffè, per offrire alla cittadinanza un aperitivo all'insegna del "buon gioco", alle ore 11.

Nella serata del 21 maggio, presso l'Aula Magna della scuola media di via De Gasperi, la psicoterapeuta esperta in dipendenze, d.ssa Cristina Perilli, parlerà dei rischi del gioco d'azzardo, del suo substrato di illegalità, della subdola illusione che costruisce nella psiche delle persone, sviluppando una dipendenza.

L'Assessore Miotto dichiara: "La diffusione a tutti i livelli della cultura della legalità è un obiettivo di questa Amministrazione e come Assessore alla Cultura mi metto a servizio di questo principio ogni volta che posso. La ludopatia è un problema serio e queste due iniziative seguono ad altre che abbiamo già intrapreso nei mesi scorsi, sia per sostenere le misure di contrasto varate dal Governo, sia per scoraggiare l'installazione di slot machines negli esercizi commerciali. Speriamo così di creare una maggiore consapevolezza in tutti e di mitigare il fenomeno."

"Molte famiglie si trovano in serie difficoltà a causa della dipendenza patologica dal gioco d'azzardo - dichiara l'Assessore Caria - si comincia con un'attività ricreativa, ma presto tutto si tramuta nell'illusione di poter dare una svolta alla propria vita, credendo ad una falsa promessa di magica vincita. E' l'inizio del disastro. Non solo è a rischio il patrimonio familiare, ma la tenuta dei rapporti familiari stessi. Il gioco d'azzardo sfrutta subdolamente la debolezza di chi crede di non avere altre risorse e isola la sua vittima fino a distruggerla. Non possiamo restare indifferenti, non sappiamo fino a che punto il pericolo si possa avvicinare a noi, specie ai più giovani."

Per informazioni: Biblioteca Comunale (Tel. 0362 508845



CHE COS'E' LA LUDOPATIA ?

Una malattia patologica, una forma di pericolosa dipendenza come quelle provocate dall'alcool o dalle droghe. Ecco cos'è la ludopatia, ovvero la febbre del gioco d'azzardo legalizzato, quello delle slot e delle altre macchinette disseminate in bar, locali o altri luoghi pubblici. Un fenomeno che in Lombardia ha raggiunto livelli preoccupanti, come dimostrano pochi numeri: l'importo giocato pro capite nella nostra regione è di 1.700 euro a cittadino, con la media più alta in provincia di Pavia, dove addirittura si arriva a un importo pro capite di 2.125 euro. E proprio Pavia è stata scelta come sede per presentare, per la prima volta, al pubblico la Legge regionale 8/2013, dal titolo 'Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo patologico', la legge contro le ludopatie, approvata dal Consiglio regionale lombardo con voto unanime lo scorso 15 ottobre 2013.

LE PRINCIPALI MISURE ANTI-LUDOPATIA INTRODOTTE CON LA LEGGE REGIONALE n. 8/2013
- impegno di Regione, anche tramite le Asl, nel gestire la ludopatia come una vera e propria dipendenza, prevedendo piani di contrasto concreti e attraverso il coordinamento di tutti gli attori coinvolti;
- supporto alle famiglie e creazione di un numero verde per i 'ludopatici';
- obbligo di distanza per l'insediamento di locali autorizzati al gioco a 500 metri da scuole, chiese, ospedali, strutture socio-assistenziali e altri luoghi di particolare sensibilità;
- iniziative di comunicazione e dissuasione con logo 'NO SLOT' per gli esercizi commerciali che non installano slot e l'obbligo per i gestori di esporre il materiale informativo;
- formazione obbligatoria per i gestori delle sale da gioco e i titolari degli esercizi dotati di slot, con costi a carico degli stessi;
- completa detassazione dell'addizionale regionale Irap degli esercizi che disinstallano le macchinette;
sanzioni da 1.000 a 15.000 euro per chi non rispetterà le regole: funzione di controllo demandata alla Polizia locale, per cui viene prevista una formazione ad hoc.

Programma 2014 per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico

Il 30 gennaio 2014, con delibera regionale n. 1314, è stato approvato il Programma 2014” che individua le azioni cui dare attuazione nel corso dell’anno.

Tra le azioni previste:

- istituzione di un numero verde per segnalazioni e richieste di aiuto, i cui riferimenti devono essere affissi sugli apparecchi per il gioco d'azzardo lecito e nei locali con offerta di gioco -azioni informative e formative per esercenti, operatori di polizia locale, operatori sociali, sociosanitari e sanitari, operatori delle associazioni di consumatori e utenti e degli sportelli welfare

- sostegno ai soggetti del terzo settore che costituiscono gruppi di auto-aiuto, consulenza, orientamento e sostegno ai singoli e alle famiglie

- progettazione territoriale sul fenomeno del gioco d'azzardo in collaborazione con ASL ed enti locali

- sostegno alle associazioni a tutela dei diritti di consumatori e utenti che realizzino attività di informazione e sensibilizzazione sui rischi della pratica del gioco d'azzardo e delle associazioni dei gestori dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco d'azzardo lecito che si dotino di un codice etico li vincoli alla sorveglianza delle condizioni di fragilità dei giocatori

- diffusione di materiale informativo sui rischi correlati al gioco e sui servizi di assistenza alle persone, che dovrà essere esposto nelle sale da gioco e nei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco, oltre a un decalogo di azioni sul gioco sicuro e responsabile e un test per una rapida valutazione del proprio rischio di dipendenza.

Per tutelare i cittadini maggiormente vulnerabili, è vietata la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d'azzardo lecito in locali che si trovino a una distanza, inferiore a 500 metri, da scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori (disposto con d.g.r. n. 1274 del 24 gennaio 2013 pubblicata sul BURL n. 5 del 28 gennaio 1014). I Comuni potranno individuare altri luoghi in considerazione dell'impatto sul contesto e sulla sicurezza urbana e dei problemi connessi alla viabilità, all'inquinamento acustico e al disturbo della quiete pubblica.

I Comuni possono prevedere forme premianti per gli esercizi 'No Slot' e per i gestori di circoli privati e di altri luoghi deputati all'intrattenimento che scelgano di non installare o disinstallare apparecchiature per il gioco d'azzardo lecito.

E' vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all'apertura o all'esercizio di sale da gioco d'azzardo lecito.
Le ASL promuoveranno iniziative di sensibilizzazione, informazione per fornire un primo servizio di ascolto, assistenza e consulenza, anche attraverso interventi di formazione e informazione, con particolare riferimento al gioco on line, rivolti agli studenti delle scuole di primo e secondo grado.
Le ASL, in raccordo con i consultori familiari accreditati, i dipartimenti dipendenze e i servizi multidisciplinari integrati accreditati, dovranno assicurare l’accoglienza, la valutazione diagnostica, la presa in carico e cura, oltre che il reinserimento sociale della persona affetta da GAP e il sostegno ai familiari.

Piccoli passi, contro l’azzardopatia Don Virginio Colmegna

“Che le slot siano dappertutto è uno scandalo. Io ho ricominciato così: sono andato a prendere le sigarette, c’era quella macchinetta che mi chiamava e naturalmente ho ricominciato… Complessivamente penso di aver speso almeno 200mila euro”. A parlare, in un video davvero illuminante pubblicato da Repubblica.it, è una persona con problemi di gioco d’azzardo patologico. E purtroppo ce ne sono tante nel nostro Paese e nella nostra città. Per questo non posso che accogliere con favore la notizia che il Comune di Milano, applicando la nuova legge regionale del 28 gennaio scorso, ha multato tre sale da gioco perché non rispettavano i 500 metri di distanza dai ‘luoghi sensibili’, come scuole, impianti sportivi, strutture sanitarie etc… Quello dell’azzardo è un problema politico e legislativo. Ben venga quindi un intervento che unisce due istituzioni locali in nome dello stesso principio e cioè la tutela i più deboli. O, almeno, di coloro che tra questi ancora non sono finiti nella trappola dell’azzardopatia. Nel nostro paese, infatti, secondo Riccardo Zerbetto dell’associazione Orthos, il 47 per cento dei giocatori patologici è composto da indigenti. Sono le conseguenze di una liberalizzazione del settore che negli anni passati è stata attuata pensando di ottenerne risorse per le casse pubbliche e, invece, ha causato costi sociali enormi.

La questione però è anche culturale. Non siamo, io e le tante persone che vedo ogni giorno impegnarsi per arginare il fenomeno, così ingenui da pensare che il proibizionismo funzioni. Non è questa la via. Anche perché già così al business del gioco spesso si associano reati come l’usura o il riciclaggio, figuriamoci se questo fosse completamente lasciato al mercato nero. Da un lato, bisogni far volare la fantasia, come ha fatto in questi mesi la campagna SlotMob, che proprio sabato vivrà a Roma una giornata importante. Bisogna riproporre il piacere del gioco e non dell’azzardo, la forza della socialità contro il rischio della solitudine.
Dall’altro, bisogna pretendere risposte concrete a livello politico nazionale. Apparentemente, esistono intese bi-partisan sul tema, ma poi ci si rende conto di quanto siano grandi gli interessi speculativi in gioco e di quanto siano potenti le lobby che spingono in determinate direzioni. Per bilanciare la loro influenza e per fare sentire forte la voce della società civile contro quella degli interessi privati, è nata la campagna Mettiamoci in gioco che, in Lombardia, raccoglie oltre 30 realtà e molte di più in tutta Italia. Le sue richieste sono numerose e puntuali: ci aspettiamo vengano presto prese in considerazione dai nostri governanti. Multare le sale che non rispettano determinate disposizioni è positivo, ma è solo un piccolo passo.
 

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